Guerre stellari (film)

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Guerre stellari
STAR WARS 01 EP IV.JPG
Chewbecca, Luke, Obi-Wan e Ian a bordo del Millennium Falcon
Titolo originale Star Wars
(Star Wars: Episode IV - A New Hope)
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1977
Durata 121 min (versione cinematografica)
125 min (edizione speciale)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, avventura, azione, fantastico
Regia George Lucas
Sceneggiatura George Lucas
Produttore Gary Kurtz
Rick McCallum (Edizione Speciale)
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Gilbert Taylor
Montaggio Paul Hirsch, Richard Chew, Marcia Lucas, George Lucas (non accreditato)
T.M. Christopher (Edizione Speciale)
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia John Barry
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Scene aggiunte o ridoppiate - Edizione speciale 1997

Guerre stellari (Star Wars), dal 1999 rinominato Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (Star Wars: Episode IV - A New Hope), è un film del 1977 scritto e diretto da George Lucas. È il primo film in ordine di produzione (e quarto in ordine cronologico) della fortunata saga fantascientifica di Guerre stellari ideata da George Lucas.

Il film compone la prima parte della "Trilogia originale" (episodi IV, V e VI), alla quale è seguita la "Nuova trilogia" (episodi I, II e III), prequel della trilogia originale.

Le riprese del film iniziarono il 22 marzo 1976 e terminarono il 16 luglio 1976, gli esterni si svolsero negli Stati Uniti, Guatemala e Tunisia (Ghomrassen e Matmata), mentre gli interni negli studi Elstree e Shepperton in Inghilterra[1].

La colonna sonora composta e diretta da John Williams ed eseguita dalla London Symphony Orchestra ha ricevuto due dischi di platino di cui uno negli Stati Uniti, il Grammy Award for Best Score Soundtrack for Visual Media ed il Grammy Award for Best Pop Instrumental Performance 1978.

In concomitanza con l'uscita della nuova trilogia, cioè a partire dal 1999, il film è stato rinominato come Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza. Il sottotitolo Episodio IV - Una nuova speranza comparve dalla prima edizione in Betamax e VHS del 1981[2]. Quando uscì il 25 maggio 1977 al cinema, il film si chiamava solo "Star Wars", in quanto in origine non era prodotto dalla LucasFilm (sebbene già esistente), dato che George Lucas non era ancora produttore indipendente, ma era unicamente prodotto e distribuito dalla 20th Century Fox, che impose a Lucas di omettere la dicitura del sottotitolo "Episodio IV", in quanto secondo loro avrebbe "confuso gli spettatori". Nel 1978 dopo il successo planetario della pellicola, Lucas decide di diventare un produttore indipendente con la sua casa cinematografica, acquisendo i diritti di produzione del primo film. I due sequel L'Impero colpisce ancora nel 1980 e Il ritorno dello Jedi nel 1983 escono già al cinema, con i sottotitoli di "Episodio V e VI", prodotti nativamente dalla LucasFilm, dando vita così alla cosiddetta "trilogia originale".

Nel 1989 è stato inserito fra i film conservati nel National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[3].

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quindicesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[4] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al tredicesimo posto.[5]

Nel 2007 la Visual Effects Society lo inserisce al primo posto nella VES 50: i 50 film più importanti nel campo degli effetti visivi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« The Force will be with you. Always! »

(IT)

« La Forza sarà con te. Sempre! »

(Obi-Wan Kenobi a Luke Skywalker)

Sono trascorsi diciannove anni dalla fondazione dell'Impero galattico. Dal Palazzo Imperiale di Coruscant, il malvagio Imperatore Palpatine ha rafforzato il suo potere sulla Galassia nelle vesti di monarca assoluto, e il suo allievo, il misterioso Dart Fener, seguace del Lato Oscuro della Forza e capo della Flotta Stellare Imperiale, è impegnato a spezzare le ultime resistenze.

L'Impero ha però trovato un tenace nemico nell'Alleanza Ribelle, composta dai senatori, dai governi e dalle forze armate planetarie dei mondi rimasti fedeli alla Vecchia Repubblica, che si sta rinforzando sempre di più grazie alla guida della senatrice Mon Mothma e ai successi diplomatici della giovane principessa Leila Organa. Scoperta l'astronave della principessa, i soldati imperiali irrompono al suo interno in cui scoppia una battaglia con i Ribelli che vengono trucidati dai soldati e successivamente, dal fumo della battaglia Fener fa la sua prima apparizione e la principessa Leila viene catturata dalle forze imperiali. Prima che i soldati dell'esercito imperiale conquistino la sua astronave, però, Leila riesce a trasmettere un messaggio nella memoria del piccolo droide astromeccanico C1-P8 che, accompagnato dal droide protocollare D-3BO, sale su un guscio di salvataggio e giunge sul torrido e desertico Tatooine alla ricerca di Obi-Wan Kenobi, un cavaliere Jedi.

I due droidi vengono tuttavia catturati dai Jawa, piccoli umanoidi rottamai, e venduti a Owen Lars, un agricoltore che vive insieme alla moglie Beru e al giovane nipote Luke Skywalker, figlio dello scomparso Cavaliere Jedi Anakin Skywalker, il quale scopre la loro provenienza e la loro necessità di incontrare il vecchio Obi-Wan Kenobi, che conosce da molti anni col nome di Ben, un vecchio ritenuto da tutti solo uno stregone pazzo che vive da eremita.

Quando C1-P8 fugge per cercare da solo Obi-Wan, Luke e D-3BO lo inseguono a bordo di un landspeeder e durante l'attacco dei predoni Tusken vengono salvati proprio dall'anziano Cavaliere Jedi, che riceve il messaggio di aiuto della principessa rapita e i piani rubati dai Ribelli della Morte Nera, una stazione spaziale da combattimento grande come una luna e con una potenza di fuoco tale da distruggere un intero pianeta.

Luke apprende dal vecchio Obi-Wan di suo padre Anakin Skywalker, un allievo esemplare, un grande amico, un ottimo guerriero e pilota che era stato ucciso dal suo malvagio compagno Dart Fener. Questi, che era stato allievo di Kenobi prima di volgersi al male, aiutò l'Impero a dare la caccia ai Cavalieri Jedi e a distruggerli. In seguito Obi-Wan dona a Luke la spada laser (l'arma degli Jedi) appartenuta a suo padre, dicendogli che lui stesso avrebbe voluto che la prendesse non appena avesse raggiunto l'età giusta. Tornando a casa il ragazzo scopre che le Truppe d'assalto Imperiali hanno inseguito i droidi e, non trovandoli, hanno bruciato vivi Owen e Beru nella loro fattoria, ridotta in cenere. Luke, ormai privo di ogni motivo per restare su Tatooine, accetta di seguire Obi-Wan alla volta di Alderaan e di apprendere la dottrina Jedi.

I fuggitivi giungono al porto spaziale di Mos Eisley alla ricerca di un'astronave su cui imbarcarsi per raggiungere Alderaan e riuscendo ad entrare grazie ai poteri di Kenobi che convince le guardie imperiali a farli passare. Poco dopo raggiungono una taverna piena di alieni e umanoidi provenienti da diversi pianeti della Galassia; uno di questi, un balordo di nome Evazan, provoca e aggredisce Luke che viene salvato da Ben che gli mozza una mano con la spada laser, dimostrando la sua maestria nell'uso di tale arma. Finalmente i due sembrano aver trovato l'aiuto necessario in Ian Solo, pilota del Millennium Falcon, che con il suo amico e copilota Chewbecca, un Wookie alto più di due metri, lavora come contrabbandiere al soldo del potente gangster Jabba the Hutt, col quale è pesantemente indebitato e che ha messo una taglia su di lui. Infatti, prima di andarsene, s'imbatte nel cacciatore di taglie Rodiano Greedo, il quale gli punta un blaster chiedendogli i soldi che doveva a Jabba. Ian gli spara da sotto il tavolo uccidendolo, per poi pagare il barista Wuher e scusandosi "per aver sporcato". Ian quindi esce dal locale per raggiungere l'hangar in cui è ormeggiata l'astronave e partire insieme al gruppo con il Falcon, riuscendo a seminare sia le guardie imperiali inviate a catturarli sia due Star Destroyer che tentano di intercettarli appena fuori dal pianeta.

Sulla Morte Nera, frattanto, il Gran Moff Wilhuff Tarkin minaccia la principessa Leila, condotta prigioniera sulla stazione: se lei non rivelerà la posizione della base da cui l'attacco alla flotta imperiale ha avuto luogo, lui impartirà l'ordine di distruggere il pianeta Alderaan, nel cui sistema sono già giunti da poche ore. Leila rivela così la notizia (poi rivelatasi falsa) secondo cui la base è sul pianeta Dantooine, situato nell'Orlo Esterno della Galassia (dove in realtà si trovano le rovine di una base abbandonata da tempo). Tarkin, con efferata spietatezza, impartisce ugualmente l'ordine di distruggere Alderaan, dato che Dantooine è troppo lontano perché la notizia della sua distruzione possa seminare il terrore tra i Ribelli.

Subito dopo la distruzione del pianeta, il Millennium Falcon raggiunge il campo di asteroidi da essa creato, venendo catturato con un raggio traente dalla Morte Nera. La nave viene condotta in un hangar e per evitare di essere scoperti Obi- Wan, Luke, Ian, Chewbecca e i droidi si nascondono nei compartimenti segreti della nave usati per il contrabbando. Mentre il Maestro Jedi è impegnato a disattivare il generatore del raggio traente al fine di consentire la fuga al Falcon, Luke e Ian scoprono che la principessa Leila è prigioniera in una cella a bordo della nave. Travestitisi da Assaltatori Imperiali e fingendo di dover trasferire un prigioniero (Chewbecca), si dirigono nell'area di detenzione. I tre si ritrovano combattere contro i soldati di guardia nella sala comunicazioni che non credono alla confusa spiegazione data da Ian Solo. Ian cerca di dialogare con la sala controllo, messa in allarme dagli spari, ma alla fine, non sapendo che dire, spara al comunicatore pronunciando la celebre frase: "conversazione noiosa comunque". Poco dopo Luke trova Leila e riescono a liberarla per poi essere intrappolati in una fossa con dei rifiuti (in cui si sono gettati per sfuggire ai soldati intervenuti per catturarlo), perseguitati da un mostro tentacolare (una Dianoga). I quattro sembrano essere spacciati per via della pressa per lo schiacciamento dei rifiuti della fossa che si attiva e che viene bloccata da C1-P8 che riesce a forzare il computer che controlla i sistemi di bordo della Morte Nera. I tre ne escono indenni, ma raggiunti dai soldati imperiali devono dividersi. Luke e Leila si ritrovano rinchiusi dietro una porta (poiché dietro di essa si trova una truppa imperiale) con di fronte un pozzo di servizio che porta direttamente al centro della Morte Nera. Luke uccide alcuni soldati alla posta di fronte per poi raggiungerla con un rampino prima che la porta si riapra. Ian e Chewbecca si trovano inseguiti da una truppa imperiale da loro attirata per far scappare Luke e Leila.

Intanto, per la prima volta dopo molti anni, Obi-Wan e Dart Fener si incontrano nuovamente, affrontandosi in un duello nel quale il vecchio maestro si fa uccidere dall'ex-allievo (per consentire a Luke e gli altri di fuggire), scomparendo dinanzi ai suoi occhi per divenire un tutt'uno con la Forza, lasciando solo la sua spada laser e la sua tunica sul pavimento. Luke vede la scena e, disperato per la perdita del Maestro, uccide alcuni dei soldati imperiali che assistevano allo scontro, ma inizia a percepire la voce di Obi-Wan che gli dice di correre verso il Falcon per fuggire.

Ian, Luke, Leila, Chewbecca, C1-P8 e D-3BO fuggono a bordo del Millennium Falcon dopo aver affrontato alcuni caccia imperiali, ma sono coscienti di essere stati lasciati andare perché l'Impero possa identificare una base da attaccare. Giunti sulla quarta luna del pianeta Yavin, si riuniscono agli altri soldati ribelli e si preparano ad attaccare la Morte Nera, il cui reattore principale è abbastanza poco protetto da poter essere distrutto in un'azione audace di un piccolo caccia, causando una reazione a catena che farà esplodere l'intera stazione spaziale. Appena la Morte Nera giunge presso il sistema del pianeta, viene attaccata dai piloti ribelli a bordo dei loro caccia stellari X-Wing e Y-Wing che, abbastanza piccoli per sfuggire ai turbolaser e alle doppie torrette incorporate della Morte Nera, vengono abbattuti dalle pattuglie di caccia stellari TIE comandate personalmente da Dart Fener; tra le vittime figura anche Biggs Darklighter, amico d'infanzia di Luke. Ora quest'ultimo, tra i pochi piloti ribelli superstiti, è l'unico pilota che si trovi nella condizione di attaccare il reattore. Nel corso di una disperata corsa nel canalone equatoriale della Morte Nera il suo caccia viene individuato da Dart Fener che decide di intervenire personalmente.

Luke all'ultimo momento ode la voce del defunto Obi-Wan che lo convince ad attaccare usando come guida solo la Forza e non il computer d'attacco dell'astronave. Fener capisce che la Forza è potente nel ragazzo, ma un istante prima che possa abbattere il caccia di Luke, il suo TIE viene danneggiato dal Millennium Falcon pilotato da Ian Solo, ritornato ad aiutare l'amico. Fener perde controllo della sua navicella, che va alla deriva nello spazio. Luke può fare fuoco e i suoi siluri finiscono direttamente nel reattore innescando una reazione a catena: La Morte Nera esplode nel momento in cui sta per fare fuoco su Yavin. Delle forze Imperiali che ospitava, si salva solo Dart Fener, che con il suo caccia sfugge nell'oscurità dello spazio.

Anche se hanno ottenuto una vittoria importante, la battaglia dei Ribelli contro il potente e temuto Impero è appena cominciata.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Rovine maya a Tikal in Guatemala utilizzate per le riprese della base ribelle su Yavin IV

Nel 1975 George Lucas fondò la Industrial Light & Magic dopo aver scoperto che il settore della 20th Century Fox dedicato agli effetti visivi era stato fatto smantellare. La ILM iniziò dunque il proprio lavoro all'interno di un vecchio capannone industriale a Van Nuys, Los Angeles. Per la creazione di molti degli effetti visivi venne utilizzato il Motion control photography, in grado di creare un'illusione che fa credere grandi oggetti di piccole dimensioni tramite l'uso di modellini e di telecamere molto lente. I modelli delle astronavi vennero creati in base ai disegni di Joe Johnston e colorati da McQuarry. Lucas abbandonò quella che fino ad allora era stata la concezione di fantascienza, creando un universo "vecchio", con oggetti, edifici, armi e astronavi appunto vecchi e rovinati dall'uso[6][7][8].

L'edificio utilizzato per le riprese della casa di Luke su Tatooine, a Matmata in Tunisia

Quando le riprese iniziarono nel deserto tunisino il 22 marzo 1976 per le scene sul pianeta Tatooine[9], Lucas e il resto del cast dovettero affrontare diversi tipi di problemi. Essi furono dovuti soprattutto al peggior temporale che ci fosse mai stato in Tunisia negli ultimi cinquant'anni, al malfunzionamento di buona parte del materiale e al guasto di alcuni dispositivi elettronici[10]. Quando Anthony Daniels, che interpretava D-3BO, provò il suo costume per la prima volta, la sua gamba spezzò parte di esso provocandogli dei fortissimi crampi.

Dopo aver finito di girare le scene in Tunisia, lo staff si spostò agli Elstree Studios vicino a Londra per girare gli interni delle astronavi e della Morte Nera. Qui i problemi tecnici non mancarono, causati soprattutto da uno scarso interesse da parte dell'équipe nei confronti del film. Molti lo considerarono un film per bambini e in molti casi lo trovarono non intenzionalmente buffo[11]. Lo stesso Kenny Baker (C1-P8) confessò più tardi di aver pensato che il film potesse essere un fallimento. Harrison Ford lo definì come un film "strano, misterioso, con una principessa con delle strane crocchie di capelli e con un gigante vestito da scimmia di nome Chewbecca". Ford criticò molto anche i dialoghi dei personaggi dicendo a Lucas: «Puoi mettere questa merda nei copioni, George, ma sono sicuro che tu non riusciresti mai a parlare così»[12].

La produzione del film divenne così incredibilmente stressante per Lucas. Molti membri dell'équipe iniziarono a ridere e a scherzare su come fosse depresso, tanto che a un certo punto egli ebbe un infarto e i medici gli diagnosticarono un'ipertensione e un esaurimento nervoso dovuto a uno stress eccessivo. Come se non bastasse, la faccia di Mark Hamill fu rovinata nel corso di un incidente d'auto[6]. Inizialmente la data di uscita di Guerre stellari era stata destinata al Natale 1976, ma essa fu rinviata all'estate del 1977.

Durante il grande caos della produzione del film, un altro grande problema fu quello delle voci dei personaggi e degli effetti sonori. Lucas non voleva, com'era di norma nelle produzioni di fantascienza più recenti, degli effetti sonori prodotti per mezzo di sintetizzatori[13]. Il sound designer Ben Burtt si occupò di questo, creando quella che venne poi definita da Lucas come una "colonna sonora organica". Per i rumori delle pistole blaster utilizzò un mix tra diversi rumori metallici tra i quali delle funi. Per la voce di Chewbecca mixò invece i versi di diversi animali quali orsi, leoni, cani e tigri. Per C1-P8, Lucas e Burtt crearono i suoi "bip" registrando le proprie voci attraverso un sintetizzatore elettronico. Per Dart Fener, Lucas non volle mai utilizzare la voce di David Prowse, il quale lo interpretava, poiché temeva che il suo accento inglese da West Country sarebbe stato troppo riconoscibile. Pensò a Orson Welles, ma anch'egli venne scartato per lo stesso motivo: la sua voce era troppo riconoscibile. Optò alla fine per James Earl Jones, attore statunitense caratterizzato da una voce bassa, profonda e autoritaria[14]. Per quanto riguarda invece D-3BO, all'inizio Lucas non volle adottare quella di Daniels. Oltre 30 persone tra le quali Stan Freberg si presentarono per un provino. Freberg trovò però molto adatta quella dell'attore e propose al regista di lasciarla, in quanto l'accento tipicamente inglese, il modo di parlare e lo stile di Daniel rispecchiavano perfettamente il personaggio[6].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il consiglio del grande amico Steven Spielberg, Lucas assunse John Williams come compositore delle colonne sonore del primo film, per poi, grazie all'enorme successo, divenirlo per tutta la saga.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre stellari - Una nuova speranza (colonna sonora).

Lucas ha sempre ritenuto e sostenuto che la natura cinematografica di Guerre stellari è quella di rappresentare visivamente mondi nuovi e sconosciuti, e per questo, secondo la sua opinione, c'era bisogno di un'atmosfera musicale che creasse un perfetto connubio tra immagine e suono e che soprattutto desse delle sensazioni al pubblico in modo tale da farlo familiarizzare con la storia stessa. Nel mese di marzo del 1977, John Williams cominciò condurre la London Symphony Orchestra, cercando di registrare la colonna sonora in 20 giorni; il contenuto finale poi, dalla durata di 75 minuti, venne suddiviso in 16 tracce. Lanciata sul mercato con il titolo di Star Wars - Original Soundtrack.

Per il volere di avere un suono musicale maestoso per il suo film, George Lucas radunò i suoi pezzi d'orchestra preferiti per formarne la colonna sonora, per poi essere convinto da Williams di creare appositamente una composizione originale per la pellicola, con alcune influenze dei brani preferiti. Tuttavia il maestro venne influenzato solo da alcuni dei pezzi tanto cari a Lucas. Il tema principale è stato ispirato dalla composizione di Kings Row (1942), creato da Erich Wolfgang Korngold, mentre la traccia Dune Mare di Tatooine è stata ripresa dal lavoro musicale di Alessandro Cicognini per Ladri di biciclette (1948). L'American Film Institute ha catalogato la colonna sonora di Star Wars come "il migliore di tutti i tempi" nella loro lista di AFI 100 Years... 25 anni di colonne sonore.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Meno di 40 sale cinematografiche in tutti gli Stati Uniti accettarono di proiettare il film, che esordì il 25 maggio 1977.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edizione italiana è stata diretta da Mario Maldesi. Le scene aggiunte nel 1997, invece, sono state doppiate sotto la direzione di Tonino Accolla.
  • Nella casa di Obi-Wan Kenobi, Luke, e successivamente anche Leila in ologramma, fanno riferimento alla Guerra dei quoti. In realtà nella versione originale si riferiscono alla Guerre dei cloni, il conflitto che vediamo per la prima volta nei prequel. Nel 1977 però, la parola cloni non era di uso comune in Italia ed è stata sostituita da quoti per rendere il termine meno ostico al pubblico[15].
  • Nella riedizione del 1997 è stata aggiunta una scena in cui Ian Solo incontra Jabba the Hutt (realizzato digitalmente) nell'hangar del Millennium Falcon. In questa sequenza Ian è doppiato da Angelo Maggi.
  • Sempre nell'edizione del 1997, c'è una sequenza aggiunta in cui Luke Skywalker incontra l'amico Biggs Darklighter, prima dell'attacco alla Morte Nera. Nella scena Luke è doppiato da Francesco Prando e Biggs da Maurizio Reti.
  • Alcuni nomi di personaggi o luoghi sono stati cambiati per la versione italiana e mantenuti in tutta la Trilogia Classica. Eccoli elencati:
Nome originale Nome italiano
Han Solo Ian Solo
Leia Organa Leila Organa
Darth Vader Dart Fener
Chewbacca (Chewie) Chewbecca (Chewbe)
C-3PO D-3BO
R2-D2 C1-P8
Death Star Morte Nera
Sand People (Tusken Raiders) Sabbipodi (Predoni/Predatori Tusken)

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Blu-ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

il 13 settembre 2011 il film è uscito in Blu-ray Disc compreso nel cofanetto completo dell'esalogia o nell'edizione separata della "Old Trilogy". Come accaduto nella edizione in VHS del '97, in DVD del 2004, pure quest'ultima rimasterizzazione del film in alta definizione, ha visto subire alcune notevoli modifiche in determinate scene.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un budget di 11 000 000 $[16], un anno dopo ne aveva incassati oltre 200. Nonostante le pesanti critiche subite, incassò a livello internazionale ben 775 398 007 $[16][17] di cui 460 998 007 $ solo negli Stati Uniti d'America.[16]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una proiezione privata per i suoi amici, Lucas fu aspramente criticato da Brian De Palma per il tono del film, a metà strada tra il favolistico e l'epico. Solo Steven Spielberg difese l'amico e, per scommessa, scrisse in una busta, poi sigillata, la cifra che secondo lui il film avrebbe incassato: Spielberg scrisse 20 milioni di dollari ma il film finì per incassare 10 volte tanto.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Star Wars in concert è uno spettacolo tratrale che, con la partecipazione della rinomata orchestra Royal Philharmonic di Londra, 86 professori d'orchestra e 60 di coro, e uno schermo gigante ad alta definizione, ripercorre tutta la saga di Guerre stellari in ordine cronologico.

La saga è raccontata dall'attore Anthony Daniels, ovvero C-3PO, "il Robot protocollare della saga", qui nelle vesti di appassionato narratore (sottotitolato).

Nell'atrio, prima dello spettacolo, si sono potuti ammirare quasi tutti i costumi di scena e tutti i personaggi a grandezza naturale, mentre alcuni monitor spiegavano le varie fasi della lavorazione in computer grafica, oltre a una parte della partitura originale di John Williams.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Lucas, grazie al successo della pellicola, iniziò la lavorazione per altri due sequel del film. Di tutti quelli della saga però, questo fu quello che costò di meno.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Cushing, che interpretò Tarkin, trovò gli stivali di scena così scomodi che portò le pantofole durante molte delle riprese.
  • Durante le riprese della scena nel tritarifiuti, Mark Hamill trattenne il fiato per così tanto tempo che gli scoppiò un vaso sanguigno su un lato del volto. Le inquadrature si regolarono di conseguenza per non mostrare il trauma.
  • Skywalker non fu originariamente il nome scelto per il protagonista. All'inizio Lucas pensò per Starkiller, ma ritenuto da lui troppo aggressivo optò per il nome che conoscono tutti oggi.
  • L'astronave che si vede all'inizio del film era pensata per essere il Millennium Falcon, ma venne scartata perché troppo simile all'astronave di Spazio:1999.
  • Il Bantha che si vede nel film era un elefante con il costume.
  • Durante le riprese del film, George Lucas conduceva una battaglia quotidiana contro l'impresa responsabile delle pulizie del set. Nella sua idea, infatti, le location dovevano dare un'impressione di sporco e di vissuto.
  • In un'intervista, George Lucas ha affermato che in origine Ian Solo doveva essere un alieno e Luke, quindi il protagonista della pellicola, una ragazza.
  • Una nuova speranza è il primo lungometraggio a ricorrere con successo al sistema Dolby Stereo.
  • La maggior parte delle guardie imperiali sono mancine, a causa del design delle loro armi.
  • Tatooine, il pianeta natale di Luke Skywalker, era stato pensato in origine come una giungla, tanto da mandare il produttore Gary Kurtz nelle Filippine per trovare una location adatta. Ma a causa delle allergie di cui Lucas soffriva venne scelto in un secondo momento il deserto.
  • Gli occhi di D-3BO erano fatti di oro vero e, per evitare che si ossidassero, Anthony Daniels fu costretto a sopportare temperature altissime, mettendo più volte a rischio la sua salute[Controllare l'affermazione, notoriamente l'oro è inossidabile].
  • La gamba destra di C-3PO è argentata, rispetto al corpo dorato, perché durante l'assemblaggio il costume dette dei problemi a Daniels.
  • In Tunisia sono tuttora presenti molti degli edifici costruiti per le scene su Tatooine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Lista dei luoghi di produzione del film, Internet Movie Database.
  2. ^ Star Wars: Episode IV - A New Title, web.archive.org.
  3. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  4. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  6. ^ a b c Empire of Dreams: The Story of the Star Wars Trilogy Star Wars Trilogy Box Set DVD documentary, [2005]
  7. ^ The Force Is With Them: The Legacy of Star Wars Star Wars Original Trilogy DVD Box Set: Bonus Materials, [2004]
  8. ^ Star Wars Biography: Industrial Light & Magic, in Starwars.com. URL consultato il 10 gennaio 2006.
  9. ^ Business Data for Star Wars (1977), in IMDB. URL consultato il 2 ottobre 2006.
  10. ^ How Star Wars Surprised the World, in AmericanHeritage.com. URL consultato il 2 ottobre 2006.
  11. ^ (EN) Star Wars – The Legacy Revealed, The History Channel, maggio 2007.
  12. ^ Harrison Ford quote, in HarrisonFordWeb.com. URL consultato il 15 settembre 2006.
  13. ^ Commenti DVD
  14. ^ The Force Wasn't With Them, in Premiere Magazine. URL consultato il 16 febbraio 2007.
  15. ^ La Guerra delle stelle: Il doppiaggio e l'adattamento italiano di Star Wars del '77, in GuerreStellari.net. URL consultato il 26 novembre 2008.
  16. ^ a b c (EN) Guerre stellari, in Box Office Mojo. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  17. ^ Scheda del film, su CastleRock.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) T.J. Bailey, Devising a Dream: A Book of Star Wars Facts and Production Timeline, Wasteland Press, 2005, ISBN 1-933265-55-8.
  • (EN) W. Haden Blackman, The New Essential Guide to Weapons and Technology, Revised Edition (Star Wars), Del Rey, 2004, ISBN 0-345-44903-7.
  • (EN) Laurent Bouzereau, Star Wars: The Annotated Screenplays, Del Rey, 1997, ISBN 0-345-40981-7.
  • (EN) Stephen Sansweet, Star Wars - From Concept to Screen to Collectible, Chronicle Books, 1992, ISBN 0-8118-0101-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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