Guerre stellari (film)

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Guerre stellari
STAR WARS 01 EP IV.JPG
Chewbecca, Luke, Obi-Wan e Ian a bordo del Millennium Falcon
Titolo originale Star Wars
(Star Wars: Episode IV - A New Hope)
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1977
Durata 121 min (versione cinematografica)
125 min (edizione speciale)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, avventura, azione, fantastico
Regia George Lucas
Sceneggiatura George Lucas
Produttore Gary Kurtz
Rick McCallum (Edizione Speciale)
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Gilbert Taylor
Montaggio Paul Hirsch, Richard Chew, Marcia Lucas, George Lucas (non accreditato)
T.M. Christopher (Edizione Speciale)
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia John Barry
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Scene aggiunte o ridoppiate (1997)

Guerre stellari (Star Wars), dal 1999 rinominato Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (Star Wars: Episode IV - A New Hope), è un film del 1977 scritto e diretto da George Lucas, il primo della fortunata saga cinematografica fantascientifica di Guerre stellari ideata da Lucas. Il film compone la prima parte della Trilogia originale (episodi IV, V e VI), alla quale è seguita la Trilogia Prequel (episodi I, II e III), prequel della trilogia originale, e vede come protagonisti Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness, David Prowse, James Earl Jones, Anthony Daniels, Kenny Baker e Peter Mayhew.

Il film, ambientato diciannove anni dopo la fondazione dell'Impero Galattico, narra le avventure dello Jedi Luke Skywalker e del suo maestro Obi-Wan Kenobi, impegnati nella lotta contro il Lato Oscuro della Forza a fianco dell'Alleanza Ribelle, guidata dalla Principessa Leila, in modo da porre fine al potere dell'Imperatore Palpatine sulla Galassia. Le riprese iniziarono il 22 marzo 1976 e finirono il 16 luglio 1976; le sequenze principali ebbero luogo agli Elstree Studios di Londra, mentre gli esterni sono stati girati negli Stati Uniti, Guatemala e Tunisia.[1]

Star Wars venne distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 25 maggio 1977. Il film ha incassato oltre 461 milioni di dollari nei soli Stati Uniti d'America e 334 milioni nel resto del mondo, per un totale complessivo di 775 milioni di dollari a livello globale. Il suo successo lo rese il film dal maggior incasso nella storia del cinema, superando gli incassi di Lo squalo di Steven Spielberg del 1975, fino all'uscita di E.T. l'extra-terrestre nel 1982. Nel Nord America, secondo il tasso d'inflazione, Star Wars rimane tutt'oggi il secondo film dal maggior incasso di sempre, dopo Via col vento, e il terzo maggior incasso a livello mondiale, sempre dopo Via col vento e Avatar. Il film ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui dieci candidature ai Premi Oscar 1978, vincendone sette (tra cui migliore montaggio, migliore scenografia, migliori costumi, migliori effetti speciali, migliore colonna sonora e miglior sonoro), con aggiunto l'Oscar alla carriera assegnato a Ben Burtt per il suo contributo nell'ambito degli effetti visivi.

La colonna sonora del film, composta da John Williams ed eseguita dalla London Symphony Orchestra, ha ricevuto due dischi di platino negli Stati Uniti e nel Regno Unito e due Grammy Award per la Best Score Soundtrack for Visual Media e Best Pop Instrumental Performance. Nel 1998, l'American Film Institute ha inserito Guerre stellari al 1º posto dell'AFI's Years of Film Scores. Nel 2003, lo stesso organo ha collocato il film al 13º posto nella sua lista dei 100 migliori film di tutti i tempi.[2][3]

Nel corso degli anni, il film ha acquisito sempre maggior popolarità, divenendo ben presto uno dei più emblematici blockbuster di tutti i tempi e scatenando un enorme fenomeno culturale senza precedenti in ogni parte del mondo, attirando un numero considerevole di appassionati e fan club. I costumi, le scene d'azione e le musiche sono diventati punti di riferimento per tutti coloro che tutt'oggi creano opere di fantascienza, influendo sui lavori di grandi cineaisti, come Ridley Scott, Christopher Nolan, Peter Jackson, James Cameron, Gareth Edwards, J.J. Abrams, David Fincher e molti altri. Nel 1989, Star Wars è stato scelto per essere conservato all'interno del National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America, mentre nel 2007 la Visual Effects Society lo ha inserito al 1º posto della VES 50, riportante i 50 film più importanti nel campo degli effetti visivi.[4]

Incipit[modifica | modifica wikitesto]

« È un periodo di Guerra Civile. Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell'arma decisiva dell'Impero, la Morte Nera, una stazione spaziale corazzata dalla potenza tale da distruggere un intero pianeta. Inseguita dai biechi agenti dell'Impero, la Principessa Leila sfreccia verso casa a bordo della sua nave stellare, custode dei piani rubati che possono salvare il suo popolo e ridare la libertà alla Galassia.. »

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sono trascorsi diciannove anni dalla fondazione dell'Impero galattico. Dal Palazzo Imperiale di Coruscant, il malvagio Imperatore Palpatine ha rafforzato il suo potere sulla Galassia nelle vesti di monarca assoluto, e il suo allievo, il misterioso Dart Fener, seguace del Lato Oscuro della Forza e capo della Flotta Stellare Imperiale, è impegnato a spezzare le ultime resistenze.

L'Impero ha però trovato un tenace nemico nell'Alleanza Ribelle, composta dai senatori, dai governi e dalle forze armate planetarie dei mondi rimasti fedeli alla Vecchia Repubblica, che si sta rinforzando sempre di più grazie alla guida della senatrice Mon Mothma e ai successi diplomatici della giovane principessa Leila Organa. Scoperta l'astronave della principessa, i soldati imperiali irrompono al suo interno in cui scoppia una battaglia con i Ribelli che vengono trucidati dai soldati e successivamente, dal fumo della battaglia Fener fa la sua prima apparizione e la principessa Leila viene catturata dalle forze imperiali. Prima che i soldati dell'esercito imperiale conquistino la sua astronave, però, Leila riesce a trasmettere un messaggio nella memoria del piccolo droide astromeccanico C1-P8 che, accompagnato dal droide protocollare D-3BO, sale su un guscio di salvataggio e giunge sul torrido e desertico Tatooine alla ricerca di Obi-Wan Kenobi, un cavaliere Jedi.

I due droidi vengono tuttavia catturati dai Jawa, piccoli umanoidi rottamai, e venduti a Owen Lars, un agricoltore che vive insieme alla moglie Beru e al giovane nipote Luke Skywalker, figlio dello scomparso Cavaliere Jedi Anakin Skywalker, il quale scopre la loro provenienza e la loro necessità di incontrare il vecchio Obi-Wan Kenobi, che conosce da molti anni col nome di Ben, un vecchio ritenuto da tutti solo uno stregone pazzo che vive da eremita.

Quando C1-P8 fugge per cercare da solo Obi-Wan, Luke e D-3BO lo inseguono a bordo di un landspeeder e durante l'attacco dei predoni Tusken vengono salvati proprio dall'anziano Cavaliere Jedi, che riceve il messaggio di aiuto della principessa rapita e i piani rubati dai Ribelli della Morte Nera, una stazione spaziale da combattimento grande come una luna e con una potenza di fuoco tale da distruggere un intero pianeta.

Luke apprende dal vecchio Obi-Wan di suo padre Anakin Skywalker, un allievo esemplare, un grande amico, un ottimo guerriero e pilota che era stato ucciso dal suo perfido compagno Dart Fener. Questi, che era stato allievo di Kenobi prima di volgersi al male, aiutò l'Impero a dare la caccia ai Cavalieri Jedi e a distruggerli. In seguito Obi-Wan dona a Luke la spada laser (l'arma degli Jedi) appartenuta a suo padre, dicendogli che lui stesso avrebbe voluto che la prendesse non appena avesse raggiunto l'età giusta. Tornando a casa il ragazzo scopre che le Truppe d'assalto Imperiali hanno inseguito i droidi e, non trovandoli, hanno bruciato vivi Owen e Beru nella loro fattoria, ridotta in cenere. Luke, ormai privo di ogni motivo per restare su Tatooine, accetta di seguire Obi-Wan alla volta di Alderaan e di apprendere la dottrina Jedi.

I fuggitivi giungono al porto spaziale di Mos Eisley alla ricerca di un'astronave su cui imbarcarsi per raggiungere Alderaan e riuscendo ad entrare grazie ai poteri di Kenobi che convince le guardie imperiali a farli passare. Poco dopo raggiungono una taverna piena di alieni e umanoidi provenienti da diversi pianeti della Galassia; uno di questi, un balordo di nome Evazan, provoca e aggredisce Luke che viene salvato da Ben che gli mozza una mano con la spada laser, dimostrando la sua maestria nell'uso di tale arma. Finalmente i due sembrano aver trovato l'aiuto necessario in Ian Solo, pilota del Millennium Falcon, che con il suo amico e copilota Chewbecca, un Wookie alto più di due metri, lavora come contrabbandiere al soldo del potente gangster Jabba the Hutt, col quale è pesantemente indebitato e che ha messo una taglia su di lui. Infatti, prima di andarsene, s'imbatte nel cacciatore di taglie Rodiano Greedo, il quale gli punta un blaster chiedendogli i soldi che doveva a Jabba. Ian gli spara da sotto il tavolo uccidendolo, per poi pagare il barista Wuher e scusandosi "per aver sporcato". Ian quindi esce dal locale per raggiungere l'hangar in cui è ormeggiata l'astronave e partire insieme al gruppo con il Falcon, riuscendo a seminare sia le guardie imperiali inviate a catturarli sia due Star Destroyer che tentano di intercettarli appena fuori dal pianeta.

Sulla Morte Nera, frattanto, lo spietato Gran Moff Wilhuff Tarkin minaccia la principessa Leila, condotta prigioniera sulla stazione: se lei non rivelerà la posizione della base da cui l'attacco alla flotta imperiale ha avuto luogo, lui impartirà l'ordine di distruggere il pianeta Alderaan, nel cui sistema sono già giunti da poche ore. Leila rivela così la notizia (poi rivelatasi falsa) secondo cui la base è sul pianeta Dantooine, situato nell'Orlo Esterno della Galassia (dove in realtà si trovano le rovine di una base abbandonata da tempo). Tarkin, con efferata spietatezza, impartisce ugualmente l'ordine di distruggere Alderaan, dato che Dantooine è troppo lontano perché la notizia della sua distruzione possa seminare il terrore tra i Ribelli.

Subito dopo la distruzione del pianeta, il Millennium Falcon raggiunge il campo di asteroidi da essa creato, venendo catturato con un raggio traente dalla Morte Nera. La nave viene condotta in un hangar e per evitare di essere scoperti Obi- Wan, Luke, Ian, Chewbecca e i droidi si nascondono nei compartimenti segreti della nave usati per il contrabbando. Mentre il Maestro Jedi è impegnato a disattivare il generatore del raggio traente al fine di consentire la fuga al Falcon, Luke e Ian scoprono che la principessa Leila è prigioniera in una cella a bordo della nave. Travestitisi da Assaltatori Imperiali e fingendo di dover trasferire un prigioniero (Chewbecca), si dirigono nell'area di detenzione. I tre si ritrovano combattere contro i soldati di guardia nella sala comunicazioni che non credono alla confusa spiegazione data da Ian Solo. Ian cerca di dialogare con la sala controllo, messa in allarme dagli spari, ma alla fine, non sapendo che dire, spara al comunicatore pronunciando la celebre frase: "conversazione noiosa comunque". Poco dopo Luke trova Leila e riescono a liberarla per poi essere intrappolati in una fossa con dei rifiuti (in cui si sono gettati per sfuggire ai soldati intervenuti per catturarlo), perseguitati da un mostro tentacolare (una Dianoga). I quattro sembrano essere spacciati per via della pressa per lo schiacciamento dei rifiuti della fossa che si attiva e che viene bloccata da C1-P8 che riesce a forzare il computer che controlla i sistemi di bordo della Morte Nera. I tre ne escono indenni, ma raggiunti dai soldati imperiali devono dividersi. Luke e Leila si ritrovano rinchiusi dietro una porta (poiché dietro di essa si trova una truppa imperiale) con di fronte un pozzo di servizio che porta direttamente al centro della Morte Nera. Luke uccide alcuni soldati alla posta di fronte per poi raggiungerla con un rampino prima che la porta si riapra. Ian e Chewbecca si trovano inseguiti da una truppa imperiale da loro attirata per far scappare Luke e Leila.

Intanto, per la prima volta dopo molti anni, Obi-Wan e Dart Fener si incontrano nuovamente, affrontandosi in un duello nel quale il vecchio maestro si fa uccidere dall'ex-allievo (per consentire a Luke e gli altri di fuggire), scomparendo dinanzi ai suoi occhi per divenire un tutt'uno con la Forza, lasciando solo la sua spada laser e la sua tunica sul pavimento. Luke vede la scena e, disperato per la perdita del Maestro, uccide alcuni dei soldati imperiali che assistevano allo scontro, ma inizia a percepire la voce di Obi-Wan che gli dice di correre verso il Falcon per fuggire.

Ian, Luke, Leila, Chewbecca, C1-P8 e D-3BO fuggono a bordo del Millennium Falcon dopo aver affrontato alcuni caccia imperiali, ma sono coscienti di essere stati lasciati andare perché l'Impero possa identificare una base da attaccare. Giunti sulla quarta luna del pianeta Yavin, si riuniscono agli altri soldati ribelli e si preparano ad attaccare la Morte Nera, il cui reattore principale è abbastanza poco protetto da poter essere distrutto in un'azione audace di un piccolo caccia, causando una reazione a catena che farà esplodere l'intera stazione spaziale. Appena la Morte Nera giunge presso il sistema del pianeta, viene attaccata dai piloti ribelli a bordo dei loro caccia stellari X-Wing e Y-Wing che, abbastanza piccoli per sfuggire ai turbolaser e alle doppie torrette incorporate della Morte Nera, vengono abbattuti dalle pattuglie di caccia stellari TIE comandate personalmente da Dart Fener; tra le vittime figura anche Biggs Darklighter, amico d'infanzia di Luke. Ora quest'ultimo, tra i pochi piloti ribelli superstiti, è l'unico pilota che si trovi nella condizione di attaccare il reattore. Nel corso di una disperata corsa nel canalone equatoriale della Morte Nera il suo caccia viene individuato da Dart Fener che decide di intervenire personalmente.

Luke all'ultimo momento ode la voce del defunto Obi-Wan che lo convince ad attaccare usando come guida solo la Forza e non il computer d'attacco dell'astronave. Fener capisce che la Forza è potente nel ragazzo, ma un istante prima che possa abbattere il caccia di Luke, il suo TIE viene danneggiato dal Millennium Falcon pilotato da Ian Solo, ritornato ad aiutare l'amico. Fener perde controllo della sua navicella, che va alla deriva nello spazio. Luke può fare fuoco e i suoi siluri finiscono direttamente nel reattore innescando una reazione a catena: La Morte Nera esplode nel momento in cui sta per fare fuoco su Yavin. Delle forze Imperiali che ospitava, si salva solo Dart Fener, che con il suo caccia sfugge nell'oscurità dello spazio.

Anche se hanno ottenuto una vittoria importante, la battaglia dei Ribelli contro il potente e temuto Impero è appena cominciata.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Mark Hamill nel 1978 durante la première di F.I.S.T. L'attore, che nel film impersona Luke Skywalker, raggiunse la fama mondiale grazie a Guerre stellari, ruolo che lo immortalò nella storia del cinema.
Harrison Ford al Deauville American Film Festival nel 2009. Venne scelto da Lucas su consiglio dell'amico Steven Spielberg e solo dopo il rifiuto degli attori inizialmente pensati per interpretare il personaggio di Ian Solo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La genesi[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas, ideatore della saga di Guerre stellari, il 6 settembre 2009 sul red carpet durante la 66ª Mostra del cinema di Venezia.

Diversi elementi riguardanti gli eventi antecedenti alla produzione di Guerre stellari sono sempre rimasti nell'ombra, per volere del creatore George Lucas,[5] convinto che tale scelta avrebbe potuto arricchire l'aura di mistero che ha sempre aleggiato sul film.[6][7] Una delle teorie più accreditate al riguardo era quella secondo cui Lucas avrebbe voluto rilanciare il genere space opera,[8] creando un miscuglio tra cinema, televisione e fumetti, prendendo ispirazione da Flash Gordon, un popolare fumetto degli Anni Cinquanta,[9] di cui Lucas era un appassionato lettore da giovane.[10] Il suo primo film per la Warner Bros., L'uomo che fuggì dal futuro, realizzato insieme all'amico Francis Ford Coppola agli American Zoetrope nel 1971, fu seguito da American Graffiti nel 1973, in cui Lucas volle ripercorrere la sua adolescenza in una cittadina della California attraverso gli occhi di un giovane ragazzo americano.[11][12]

Nel maggio del 1973, durante il Festival di Cannes, dopo aver fatto proiettare fuori concorso la première di L'uomo che fuggì dal futuro,[13] la United Artists offrì a Lucas un contratto che gli avrebbe garantito un sostegno finanziario per il suo prossimo film, un'opera totalmente incentrata sulle avventure di Flash Gordon, ancora in fase di sviluppo e senza la stesura definitiva.[14] Nello stesso anno, tuttavia, rinunciò all'idea di acquistare i diritti dell'omonimo serial cinematografico Flash Gordon del 1936.[15] Il regista avrebbe reso le sue motivazioni di dominio pubblico solo in un'intervista per il TIME nel 1999[16]:

« All'epoca, ero affascinato dall'idea di fare una specie di remake di Flash Gordon, con i dialoghi e tutto, ma non sono riuscito ad ottenere i diritti per i personaggi. Così feci qualche ricerca, e scoprii che Alex Raymond aveva tratto ispirazione dalle opere di Edgar Rice Burroughs (autore di Tarzan delle scimmie), e specialmente dalla serie di libri John Carter di Marte. A sua volta, la serie fu lo sviluppo di Gulliver su Marte, pubblicato nel 1905. Questa fu l'unica storia del genere che riuscii a trovare. Giulio Verne poi, si era prefissato un progetto che non ebbe mai la possibilità di cominciare: un eroe in lotta contro le creature dello spazio. Un nuovo genere sviluppato ed estratto dal genio della sua mente.[17][18] »
Lo Skywalker Ranch a Nicasio, in California, luogo in cui Lucas lavorò per diversi anni prima di dar vita a Guerre stellari.

Dopo aver cercato invano di acquisire i diritti per il film di Flash Gordon, Lucas venne accompagnato dall'amico Francis Ford Coppola all'entrata dell'MGM Tower, sede della celebre Metro-Goldwyn-Mayer, per mostrare ai direttori il copione di American Graffiti.[19] L'esito non fu positivo, e con esso Lucas vide dissolversi le sue possibilità di diventare un artista affermato.[20] Assieme ad American Graffiti, il regista aveva portato con sé anche un altro sunto, che però reputava non abbastanza convincente, e che perciò aveva represso nella sua vasta libreria di film scartati.[21][22] Si trattava di The Star Wars, una raccolta di 14 pagine, scritta insieme all'amico e partner produttivo Gary Kurtz e finita il 25 maggio 1973 allo Skywalker Ranch, il ranch cinematografico personale di Lucas, situato sulle colline di Nicasio, nella Contea di Marin, California.[23] Dopo aver trascorso i successivi due anni per la lavorazione ad American Graffiti (che nel frattempo era stato accettato dall'Universal Pictures), Lucas perse interesse verso The Star Wars.[24]

Il processo di scrittura della sceneggiatura originale di The Star Wars ebbe origine nel gennaio del 1973.[25] Nel corso di tre anni, Lucas e Kurtz rimasero rinchiusi all'interno dello Skywalker Ranch per otto ore al giorno, cinque giorni a settimana.[26] Durante questo travagliato periodo, Lucas avrebbe scartato diverse parti del trattamento, inclusi nomi di personaggi, droidi e pianeti, per poi inserirli alcuni decenni dopo nelle stesure finali della Trilogia Prequel (Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni e Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith).[27][28] Il 17 aprile 1973 il regista, non soddisfatto del lavoro svolto, a detta sua dalla trama troppo complessa, ricreò a modo suo lo svolgimento del film, attingendo in particolar modo al jidaigeki La fortezza nascosta di Akira Kurosawa.[29] Durante un'intervista svoltasi nel suo ranch nel 1977, Lucas spiegò:

« Quando iniziai a scrivere, m'intrigava l'idea di trasformare due robot in esseri umani e di farne i personaggi più interessanti in termini di comicità. Volevo usarli come ossatura attorno alla quale costruire il film. Sapevo di mettermi in un mare di guai.[30] »

Nel 1975, George Lucas pensò che sarebbe stata una buona idea proporre il film (che durante il processo di rifinitura era stato mutato in Star Wars)[31] all'Universal Pictures, lo stesso studio che aveva deciso di finanziare American Graffiti.[32] Il presidente della Decca Records Lew Wasserman, tuttavia, non si mostrò affatto interessato al genere, considerandolo «alquanto strano», mentre Lucas non si mostrò sorpreso del rifiuto dell'Universal, dato che «come i miei film, sono sempre stato ostacolato ed etichettato strano dalle grandi major della New Hollywood».[33][34] Nel 1977, inoltre, spiegò che lo scopo principale di Guerre stellari non era quello di proiettare il mondo in una realtà distopica, ma di creare un connubio perfetto tra il fantasy e azione, molto più vicino ai lavori dei fratelli Grimm che alla concezione comune della fantascienza.[35] Nello stesso anno, il produttore Gary Kurtz aggiunse[36]:

« Il suo obbiettivo era quello di mettere in risalto gli aspetti mistici e psicologici dei personaggi, che alla fine sono sempre quelli che assicurano il trionfo del Bene sul Male, come in ogni fiaba.[37][38] »

Sulla base di quanto prevedeva il trattamento scritto da Lucas, il budget avrebbe dovuto essere elevatissimo, dati i toni epico-drammatici descritti nel copione, le molte scene d'azione e le battaglie tra i veicoli spaziali.[39] La LucasFilm partì da un budget iniziale compreso tra gli $8 e i $10 milioni (entrambe cifre ben al di sotto rispetto gli standard di Hollywood), salito poi a $11 milioni per coprire i costi della costruzione dei modellini e pagare le tasse richieste per girare le sequenze del primo atto.[40][41][42] Nel giugno del 1973, prima che la Walt Disney Productions acquistasse la LucasFilm per $4,05 miliardi, Lucas riuscì a persuadere Alan Ladd, Jr., capo della 20th Century Fox,[43] a fornirgli il benestare per la realizzazione del progetto poiché, come detto dallo stesso Ladd, «mi fidavo di George, ma non mi fidavo del film».[44][45] George Lucas ottenne così un compenso di $150,000 per scrivere e dirigere il film che, ora, per la prima volta, sarebbe diventato realtà.[46]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Gary Kurtz ad Amburgo nel 2002.

Il processo di scrittura della stesura iniziale di Guerre stellari ebbe una lunga evoluzione, sviluppatasi a partire dal gennaio 1973 e conclusasi a metà delle riprese del film.[47] Nel maggio del 1974, Lucas completò la prima bozza di sceneggiatura approssimativa, terminata solo dopo continui cambiamenti e rimaneggiamenti, soprattutto in direzione dello sviluppo dei personaggi.[48][49] Durante la scrittura di Guerre stellari, George Lucas si rese conto che la storia tracciata era troppo lunga per poter essere coperta in un unico film,[50] e decise così di rendere il lungometraggio l'episodio introduttivo di una saga più ampia, che sarebbe potuta essere raccontata in due sequel se il primo film avesse avuto successo.[51][52]

All'epoca della terza stesura della sceneggiatura, Lucas aveva negoziato un contratto che gli accordava i diritti per la realizzazione di due sequel.[53][54] Decise allora di dedicare del tempo per sviluppare una trama di fondo più elaborata, che avrebbe facilitato il processo di scrittura dei film seguenti.[55] Mentre scriveva il primo sequel, L'impero colpisce ancora, Lucas trasformò il cattivo Dart Fener nel padre dell'eroe Luke Skywalker, e sviluppò un retroscena in cui Fener un tempo era un Cavaliere Jedi con il nome di Anakin Skywalker, un potente guerriero che era stato sedotto dal Lato Oscuro della Forza.[56] Con questa struttura in mente, Lucas inquadrò allora le prime due parti della seconda trilogia della saga, rinumerando L'impero colpisce ancora da secondo a quinto episodio.[57][58]

Quando George Lucas decise di rendere una Galassia fittizia l'ambientazione completa per l'intera saga, questi si occupò di rappresentare il tutto nella maniera più scientificamente corretta, facendosi procurare da Gary Kurtz alcuni libri incentrati sulle leggi della fisica e sulle teorie formulate da Albert Einstein.[59][60] Come raccontato poi dallo stesso Kurtz, «per rimanere concentrati»,[61] tra una pausa e l'altra i due passavano i loro pomeriggi guardando documentari sull'astronomia registrati su videocassette VHS allo Skywalker Ranch.[62][63] Il nucleo delle vicende narrate nell'Episodio IV avrebbe avuto origine dalla storia di un maestro Jedi e di suo figlio, percorrendo tutta la sua formazione fino al raggiungimento del titolo di Cavaliere sotto la guida da parte di un amico del padre.[64] Il regista completò la seconda versione di Star Wars nel gennaio 1975 in maniera autonoma,[65] e questa fu la prima delle cinque ad introdurre il personaggio di Luke Skywalker, un ragazzo che durante la sua ascesa verso il controllo del proprio destino trova un potente alleato nella Forza,, un'energia mistica che guida il cuore degli Jedi.[66][67] Il sunto, nonostante presentasse molti più dettagli e scene d'azione rispetto al precedente, differenziava dalla versione definitiva sotto vari aspetti. Ad esempio, Luke ha numerosi fratelli, e la figura di suo padre viene solo lievemente accennata verso il finale.[68]

Nella parte centrale del film, sarebbe stato introdotto anche il potere del Lato Oscuro della Forza e degli effetti che può portare sulle menti più deboli e fragili, questo sotto forma di playback[69]: un episodio in cui un giovane apprendista Jedi sarebbe passato al Lato Oscuro, e addestrato dai Sith avrebbe assunto le sembianze dell'antagonista di tutta la saga.[70][71] Su consiglio dell'amico Martin Scorsese, Lucas assunse il conceptual designer Ralph McQuarrie[72] per creare alcuni schizzi tratti dalle scene più salienti del film.[73] Molti di questi, scaturiti semplicemente da alcune idee di McQuarrie, colpirono Lucas al punto di spingerlo ad aggiungere tali sequenze alla trama già scritta.[74]

Il 1º agosto 1975, The Star Wars si tramutò in The Star Wars: From the Adventures of Luke Starkiller, il quale si sarebbe distinto dalla versione originale solo per alcune caratteristiche dei personaggi dal punto di vista psicologico.[75] Il 1º agosto 1976, esattamente cinque mesi dopo, la trama fu completata e riscritta, sotto il nome di The Adventures of Luke Starkiller as taken from the Journal of the Whills, Saga I: The Star Wars.[76] George Lucas venne aiutato dagli amici Gloria Katz e Willard Huyck per la revisione del lavoro, in modo tale da disporre di diversi pareri prima di dare il via alle riprese di Guerre stellari.[77] Il 27 agosto 1976, la 20th Century Fox rese ufficiale la sua scelta di produrre il film, con un budget fissato a $8,250,000.[78] Il successo riscosso in quell'anno da American Graffiti, inoltre, risanò le disponibilità economiche della LucasFilm. Il 2 settembre, il regista decise di stringere un accordo con i boss degli Studios: Lucas avrebbe recepito meno soldi per la direzione della pellicola, a patto che gli fossero lasciati i diritti sugli eventuali sequel[79] e il 60% del merchandise (una percentuale arrivata a 100 nei mesi successivi)[80]. I produttori accettarono l'offerta, ancora incuranti del potenziale che aveva il film.[81][82]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei modellini di uno Star Destroyer costruiti da John Dykstra, conservato a North Hollywood, in California.

Nel 1975, George Lucas fondò la Industrial Light & Magic, dopo aver scoperto che il settore della 20th Century Fox dedicato agli effetti visivi era stato fatto smantellare.[83] La ILM iniziò dunque il proprio lavoro all'interno di un vecchio capannone industriale a Van Nuys, Los Angeles.[84] Lucas era desideroso di offrire al pubblico emozioni mai provate prima, attraverso degli effetti speciali rivoluzionari in grado di colpire lo spettatore e introdurlo nell'universo immaginario di Guerre stellari.[85][86] Il regista contattò quindi Douglas Trumbull, famoso per il suo lavoro in 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick del 1968.[87][88] Il tecnico rifiutò l'offerta di Lucas, ma gli segnalò la disponibilità del suo assistente, John Dykstra.[89] Per il film, Dykstra mise a punto un innovato sistema di ripresa a computer grafica, il primo nella storia del cinema: il Dystraflex.[90] Tale tecnica consisteva in cineprese VistaVision a circuiti integrati TTL a basso costo,[91] in grado di compiere sette assi di ripresa interamente controllati dal computer, che vennero sfruttati per buona parte delle sequenze con le riprese più innovative del film.[92][93][94] I modelli delle astronavi (tra cui la Morte Nera, il Millennium Falcon e gli X-Wing)[95][96] vennero creati in base ai disegni di Joe Johnston colorati da Ralph McQuarrie,[97] il quale diede forma a personaggi come Dart Fener, Chewbecca, C1-P8 e D-3BO.[98] Lucas abbandonò quella che fino ad allora era stata la concezione di fantascienza, creando un universo "vecchio", con oggetti, edifici, armi e astronavi appunto vecchi e rovinati dall'uso.[99][100][101]

Dune di sabbia presso la Valle della Morte, una delle location del film.

Il regista cercò sempre di creare una realtà coesiva all'interno della pellicola.[102] Tuttavia, al fine di dare al film un tocco favolistico, dovette fondere in un'unica opera visiva diversi elementi fiabeschi con vari accenni alla concezione ordinaria dell'ignoto.[103][104] Il design di Guerre stellari venne realizzato sulla base dei lavori di Gregg Toland,[105] caratterizzati da una precisa profondità di campo[106] e da un intenso utilizzo dell'illuminazione per aumentare la saturazione cromatica degli oggetti di scena.[107][108] Venne così fuori un risultato completamente nuovo agli occhi del pubblico, il tutto curato dal fotografo Gilbert Taylor.[109] Lucas, in origine, era interessato a coinvolgere nel progetto Geoffrey Unsworth,[110] fresco vincitore del Premio Oscar alla miglior fotografia nel 1973 per Cabaret e direttore della fotografia di 2001: Odissea nello spazio.[111] Unsworth dimostrò subito il suo interesse nei confronti dello stile del film, ma dovette declinare l'offerta per via del sovrapporsi delle riprese di Guerre stellari con quelle di Nina di Vincente Minnelli.[112] Lucas trascorse le seguenti due settimane alla ricerca di un tecnico che fosse all'altezza dell'esperienza di Unsworth.[113] Alla fine, decise di scegliere Taylor dopo aver preso visione di Il dottor Stranamore e Tutti per uno, capolavori immortali di Stanley Kubrick e Richard Lester.[114][115][116] Gilbert Taylor aveva trascorso i suoi ultimi anni a perfezionare le proprie tecniche di lavoro e a rimanere a passo coi tempi, in modo da proporre sempre nuovi metodi di fotografia.[117] Quindi, appena venne chiamato in causa da Lucas, gli si presentò l'occasione di poter partecipare ad un film di rilievo.[118] Durante la travagliata fase di scrittura per la sceneggiatura del film, il produttore Gary Kurtz aiutò ad inquadrare con precisione gli elementi mitici e spirituali della trama, avendo studiato a lungo scienza delle religioni ed essendo stato educato secondo i principi della fede mormone.[119][120]

L'edificio utilizzato dalla produzione per le riprese della casa di Luke su Tatooine a Matmata, in Tunisia.

Le riprese del film iniziarono il 22 marzo 1976 a Matmata, in Tunisia.[121] In principio, Lucas desiderava che Tatooine, luogo di nascita di Luke Skywalker, fosse dipinto come un pianeta rigoglioso, ricco di una vasta biodiversità e ricoperto da foreste lussureggianti.[122][123] Per questo motivo, la LucasFilm pagò di tasca propria un volo per Gary Kurtz sull'isola di Boracay, nelle Filippine.[124] A causa però delle allergie di cui soffriva, la troupe fu costretta a mutare l'immagine di Tatooine,[125] ora concepito come un ambiente sterile, privo di qualsiasi forma di vita e con vegetazione rada.[126] Kurtz, quindi, per sua volontà, intraprese numerosi viaggi in giro per il mondo, alla ricerca della «location perfetta».[127][128] Il produttore girovagò per tutto il Grand Canyon,[129] organizzò spedizioni lungo tutti i deserti del Medio Oriente e sulla Catena dell'Atlante,[130][131] fino a che non giunse in Tunisia, dove rimase abbagliato dalla purezza del paesaggio, dall'aspetto lunare e immacolato, una striscia di terra mai toccata prima dall'uomo.[132] Le riprese ebbero dunque inizio a Matmata, un villaggio berbero situato alle porte del deserto del Sahara.[133] Alcune delle abitazioni troglodite, quasi interamente ubicate nel sottosuolo, vennero acquistate dalla LucasFilm e unite fra loro, fino a formare un vero e proprio impianto cinematografico, con apposite camere per gli attori, tecnici e zone di servizio.[134] George Lucas convinse addirittura Mark Hamill e Alec Guinness a dormire e vivere per alcuni giorni all'interno dei vari alloggi, in modo che entrassero nella parte in maniera completamente genuina.[135][136] Le riprese si spostarono in seguito più a sud, a Chott el-Djerid, e presso le dune di sabbia di Nefta.[137] La scena d'attacco dei Tusken e della cattura dei droidi da parte dei Jawa venne girata nella Valle della Morte, in California.[138][139]

La casa di Owen Lars, zio di Luke, sul lago salato di Chott el-Djerid, in Tunisia occidentale.

Quando le riprese iniziarono nel deserto tunisino, Lucas e il resto del cast dovettero affrontare diversi tipi di problemi.[140] Il 15 marzo 1976 la produzione, composta da 130 persone, atterrò all'Aeroporto di Gerba-Zarsis,[141] e da lì si trasferì nella piccola città di Tozeur in auto prima dell'alba,[142] quando, secondo un resoconto pubblicato sul sito ufficiale di Guerre stellari, «per i guidatori fu difficile distinguere dal resto della strada i berberi, che indossavano vestiti scuri».[143][144] Arrivati a Tozeur le cose non migliorarono[145]: l'hotel più grande della città era temporaneamente chiuso e gli altri hotel migliori erano occupati dalla produzione della miniserie televisiva italiana Gesù di Nazareth, di Franco Zeffirelli.[146] Di conseguenza, gli attori e la produzione di Guerre stellari dovettero dormire stipati in alberghi scadenti.[147] Gary Kurtz ha ricordato che fortunatamente le riprese durarono due settimane, perché «se fossero durate due o tre mesi, ci sarebbe stata una ribellione».[148][149]

Repliche dei droidi C1-P8 e R5-D4, simili a quelli impiegati per la realizzazione del film, a Los Angeles, California. I loro malfunzionamenti furono la causa principale del ritardo delle riprese del film.

Il primo giorno ufficiale di riprese, il 22 marzo 1976, fu problematico almeno quanto l'arrivo in Tunisia.[150] L'inizio ufficiale della giornata era programmato per le 6:30 del mattino: decisamente troppo presto per Anthony Daniels, che aveva dormito pochissimo la notte prima, e il cui umore non era certo migliorato dopo aver passato due ore a indossare il costume.[151][152][153] Eppure resistette tutto il giorno nonostante il costume da D-3BO fosse troppo stretto e gli facesse male ogni qualvolta doveva muoversi.[154] La fretta di iniziare a girare causò parecchi problemi quel giorno, specialmente coi droidi.[155] La produzione scoprì che le batterie che avevano messo dentro ai robot duravano troppo poco ed erano difficili da sostituire.[156][157] La terza "gamba" di C1-P8, inoltre, non veniva fuori dalla struttura metallica, in qualsiasi modo provassero.[158] Un altro problema era che i droidi non rispondevano sempre correttamente ai comandi a distanza,[159] cosa che li faceva andare dappertutto senza fermarsi quando dovevano farlo.[160][161] R5-D4, il droide rosso che lo zio di Luke compra prima di C1-P8,[162][163] aveva poi un problema particolare: la produzione scoprì che la "testa", che secondo il copione doveva saltare in aria per simulare un guasto, era anche la sezione dove si trovava il meccanismo che faceva controllare a distanza i suoi movimenti.[164] E quindi non si poteva più farla saltare in aria.[165][166] Ancora piuttosto tranquilli, Lucas e il suo staff aggirarono il problema muovendo R5-D4 con una corda,[167] così che non fosse più necessario farlo muovere da solo (Lucas sapeva già che avrebbe dovuto fare tanti piccoli tagli per nascondere i movimenti involontari dei droidi).[168][169][170] La giornata finì alle 19:20, dopo che fu girata la scena in cui Luke e |D-3BO escono dalla casa di Luke per cercare con un binocolo C1-P8, scappato per andare alla ricerca di Obi-Wan Kenobi.[171] A causa del cattivo tempo, l'iconica scena in cui Luke guarda i due Soli di Tatooine era stata posticipata di una settimana.[172] Il cattivo tempo del primo giorno fu una specie di avvisaglia della tempesta che in seguito avrebbe semi-distrutto il set.[173][174] Nel secondo giorno di riprese, infatti, le cose peggiorarono decisamente.[175] Nella Tunisia occidentale piovve d'inverno per la prima volta in cinquant'anni. Alcuni membri della produzione si presero la polmonite, altri la dissenteria, e dovettero rientrare in Europa.[176][177] Il set venne distrutto: un camion che portava dei robot necessari per alcuni set prese fuoco.[178] Una gru messa a disposizione dall'Esercito Nazionale per recuperare l'attrezzatura finita nel fango in seguito alle piogge, cadde a sua volta nel fango.[179]

Il 25 maggio 1977, l'attore Alec Guinness (l'unico già famoso prima del successo di Guerre stellari) scrisse e inviò una lettera all'amica Anne Kaufmann, in cui si lamentava per il modo in cui veniva trattato sul set[180]:

« Cara Anne,

Sono in Inghilterra a girare. Non posso dire che il film mi piaccia. Ogni giorno che passa mi consegnano risme di fogli con nuovi dialoghi scadenti, nessuno dei quali rende il mio personaggio più definito o tanto meno sopportabile. Devo andare sul set e lavorare con un nano, un certo Kenny Baker (molto piacevole, e si lava in un bidet), il tuo connazionale Mark Hamill e Tennyson Ford (aspetta, non può essere il suo vero nome). Ellison, forse? (Ma no!). Beh, insomma, un giovanotto languido e slanciato che probabilmente è piacevole e divertente. Ma Dio mio, mi fanno sentire un novantenne - e mi trattano come se avessi 106 anni.

Ah, ecco, "Harrison" Ford. Mai sentito?[181][182] »

Gli esterni degli Elstree Studios di Londra nei primi Anni Novanta.

Dopo aver finito di girare le scene d'apertura in Tunisia, la produzione si trasferì presso gli Elstree Studios a Borehamwood, nell'Hertfordshire, in Inghilterra,[183] uno studio cinematografico noto per i suoi set enormi.[184][185] Le riprese proseguirono tra mille altri problemi, tra cui i litigi tra Lucas e Gilbert Taylor[186] - il quale veniva definito da Kurtz «Uno della vecchia scuola, molto irascibile»,[187] nuovi estenuanti calcoli per non aumentare a dismisura il budget e trovare ingegnose per risparmiare.[188][189] Per tagliare sui costi di realizzazione degli effetti speciali e della costruzione delle astronavi[190] - che comunque occuparono circa $3,9 milioni del budget complessivo di $11 milioni - il modello in scala 1:1 del Millennium Falcon venne costruito solamente a metà[191]: quella anteriore, che si vede in alcune scene del film, come la fuga dal porto spaziale di Tatooine.[192] E dato che il modello era troppo grande per poter essere spostato, per utilizzarlo in scene diverse la produzione scelse di smontare e rimontare il set attorno a seconda delle esigenze.[193]

Uno degli inconvenienti più fastidiosi per il cast e la produzione, nei giorni delle riprese a Londra, ci furono le continue prese in giro e lo scetticismo generale dei tecnici britannici che lavoravano al film.[194] Pat Carr, il responsabile della produzione di Guerre stellari, intervistato da Chris Taylor per il libro How Star Wars Conquered The Universe,[195][196] ha ricordato che «L'80% della produzione pensava che il film fosse una montagna di stupidaggini, e lo faceva notare».[197] Un lungo articolo del Daily Telegraph precisa che «Quasi tutto il personale extra-impiegato per girare Una nuova speranza credeva che il film sarebbe stato un flop, e insultava apertamente gli attori mentre giravano per il set».[198][199] Sembra che i tecnici che lavoravano a Guerre stellari pensassero veramente che stessero lavorando ad un film di serie B, e pertanto si prendessero diverse libertà.[200] Mark Hamill, l'attore che interpreta Luke Skywalker,[201] ha ricordato per esempio che alcuni tecnici trovarono «Spassosissimo» il fatto che a un certo punto su un copione il nome di Obi-Wan Kenobi fosse stato trascritto per errore Obi-Wan-Ki ("wank" in inglese significa "masturbarsi").[202] Il Daily Telegraph racconta inoltre di come l'atteggiamento generale del personale tecnico non fosse molto collaborativo[203][204]:

« Le persone che lavoravano al film erano circa un centinaio. E per i britannici, questo significava un'adesione inflessibile alle regole sindacali. Di conseguenza, le riprese iniziavano esattamente alle 8:30. Ogni giorno erano previste due pause obbligatorie per il tè - e c'erano delle tizie che giravano costantemente sul set con carrelli pieni di tè - e una per il pranzo da un'ora. Le riprese finivano alle 17:30 spaccate, a meno che a quell'ora la produzione non si trovasse a metà di una scena. In tal caso, dicevano le regole sindacali, si poteva tenere un voto sul proseguire o meno le riprese per altri 15 minuti. Lucas volle sempre mettere ai voti la proposta. Perse tutte le volte.[205][206] »
L'entrata dei Pinewood Film Studios a Iver Heath, nella contea di Buckinghamshire, a Londra.

La maggior parte dei membri dello staff e gli attori lo consideravano un film per bambini: lo stesso Kenny Baker confessò più tardi di aver pensato che il film potesse essere un fallimento.[207] Harrison Ford lo definì come un film «strano, misterioso, con una principessa con delle strane crocchie di capelli e con un gigante vestito da scimmia di nome Chewbecca».[208] L'attore criticò molto anche i dialoghi dei personaggi, dicendo a Lucas: «Puoi mettere questa merda nei copioni, George, ma sono sicuro che tu non riusciresti mai a parlare così»,[209] e detto così, lo costrinse a recitare alcune battute del personaggio di Ian Solo.[210][211] Il processo di produzione divenne così incredibilmente stressante per George Lucas: divenne molto timido, scontroso e poco loquace. Molti membri dell'équipe iniziarono a ridere e a scherzare su quanto fosse depresso, tanto che ad un certo punto egli ebbe un infarto e i medici gli diagnosticarono un'ipertensione e un esaurimento nervoso dovuto ad uno stress eccessivo. Nel complesso, la troupe impiegò 14 settimane e mezzo per poter completare le riprese della Morte Nera e gli interni delle astronavi agli Elstree Studios e ai Pinewood Film Studios.[212][213][99]

Rovine Maya a Tikal, in Guatemala, utilizzate come scenario per le riprese della base ribelle su Yavin IV.

Nel giugno del 1976 Lucas era ancora impegnato nelle riprese della battaglia di Yavin tra gli X-Wing e le truppe dell'Esercito Imperiale della Morte Nera a Londra.[214][215] Durante una pausa, il regista si imbatté in un'agenzia di viaggi con in vetrina esposto un opuscolo con stampata l'immagine di una foresta tropicale, tra cui spiccavano imponenti piramidi.[216] Gary Kurtz si informò, e scoprì che si trattava di Tikal, un immenso complesso archeologico, residuo di un'antica città Maya situata nel dipartimento di Petén, in Guatemala.[217] Lucas pensò che sarebbe stato perfetto come location per Yavin IV,[218] conosciuta come base militare dell'Alleanza Ribelle, e per questo inviò parte del suo staff a Tikal nel marzo 1977.[219][220] L'équipe, tuttavia, era talmente stanca a causa del tanto lavoro svolto e svogliata nel girare le scene finali della pellicola, che decise addirittura di pagare con sei bottiglie di birra alcuni passanti per convincerli a tenere d'occhio l'attrezzatura e le telecamere.[221] Le riprese in Guatemala durarono dal 22 marzo al 16 luglio 1976, giorno che segnò la conclusione ufficiale del processo di produzione del film.[222][223]

Effetti sonori[modifica | modifica wikitesto]

Durante il grande caos della produzione del film, un altro grande problema fu quello delle voci dei personaggi e degli effetti sonori. Lucas non voleva, com'era di norma nelle produzioni di fantascienza più recenti, degli effetti sonori prodotti per mezzo di sintetizzatore[224]. Il sound designer Ben Burtt si occupò di questo, creando quella che venne poi definita da Lucas come una "colonna sonora organica". Per i rumori delle pistole blaster utilizzò un mix tra diversi rumori metallici tra i quali delle funi. Per la voce di Chewbecca mixò invece i versi di diversi animali quali orsi, leoni, cani e tigri. Per C1-P8, Lucas e Burtt crearono i suoi "bip" registrando le proprie voci attraverso un sintetizzatore elettronico. Per Dart Fener, Lucas non volle mai utilizzare la voce di David Prowse, il quale lo interpretava, poiché temeva che il suo accento inglese da West Country sarebbe stato troppo riconoscibile. Pensò a Orson Welles, ma anch'egli venne scartato per lo stesso motivo: la sua voce era troppo riconoscibile. Optò alla fine per James Earl Jones, attore statunitense caratterizzato da una voce bassa, profonda e autoritaria[225]. Per quanto riguarda invece D-3BO, all'inizio Lucas non volle adottare quella di Daniels. Oltre 30 persone tra le quali Stan Freberg si presen provino. Freberg trovò però molto adatta quella dell'attore e propose al regista di lasciarla, in quanto l'accento tipicamente inglese, il modo di parlare e lo stile di Daniel rispecchiavano perfettamente il personaggio[99]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il consiglio del grande amico Steven Spielberg, Lucas assunse John Williams come compositore delle colonne sonore del primo film, per poi, grazie all'enorme successo, divenirlo per tutta la saga.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre stellari - Una nuova speranza (colonna sonora).

Lucas ha sempre ritenuto e sostenuto che la natura cinematografica di Guerre stellari è quella di rappresentare visivamente mondi nuovi e sconosciuti, e per questo, secondo la sua opinione, c'era bisogno di un'atmosfera musicale che creasse un perfetto connubio tra immagine e suono e che soprattutto desse delle sensazioni al pubblico in modo tale da farlo familiarizzare con la storia stessa. Nel mese di marzo del 1977, John Williams cominciò condurre la London Symphony Orchestra, cercando di registrare la colonna sonora in 20 giorni; il contenuto finale poi, dalla durata di 75 minuti, venne suddiviso in 16 tracce. Lanciata sul mercato con il titolo di Star Wars - Original Soundtrack.

Per il volere di avere un suono musicale maestoso per il suo film, George Lucas radunò i suoi pezzi d'orchestra preferiti per formarne la colonna sonora, per poi essere convinto da Williams di creare appositamente una composizione originale per la pellicola, con alcune influenze dei brani preferiti. Tuttavia il maestro venne influenzato solo da alcuni dei pezzi tanto cari a Lucas. Il tema principale è stato ispirato dalla composizione di Kings Row (1942), creato da Erich Wolfgang Korngold, mentre la traccia Dune Mare di Tatooine è stata ripresa dal lavoro musicale di Alessandro Cicognini per Ladri di biciclette (1948). L'American Film Institute ha catalogato la colonna sonora di Star Wars come "il migliore di tutti i tempi" nella loro lista di AFI 100 Years... 25 anni di colonne sonore.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente solo 42 sale cinematografiche in tutti gli Stati Uniti accettarono di proiettare il film, che esordì il 25 maggio 1977, in occasione del week end del Memorial Day. La pellicola era ritenuta dalla Fox a rischio di flop e la sua proiezione venne posta come vincolo per avere anche L'altra faccia di mezzanotte (The Other Side of Midnight, regia di Charles Jarrott dal romanzo omonimo di Sidney Sheldon), ritenuto invece il probabile film di successo dell'anno. Quando Guerre Stellari si rivelò una pellicola di grande richiamo le sale salirono a 1750 e in alcune di queste rimase in cartellone per un anno[226].

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edizione italiana è stata diretta da Mario Maldesi. Le scene aggiunte nel 1997, invece, sono state doppiate sotto la direzione di Tonino Accolla.
  • Nella casa di Obi-Wan Kenobi, Luke, e successivamente anche Leila in ologramma, fanno riferimento alla Guerra dei quoti. In realtà nella versione originale si riferiscono alle Guerre dei cloni, il conflitto che vediamo per la prima volta nei prequel. Nel 1977 però, la parola cloni non era di uso comune in Italia ed è stata sostituita da quoti per rendere il termine meno ostico al pubblico[227].
  • Nella riedizione del 1997 è stata aggiunta una scena in cui Ian Solo incontra Jabba the Hutt (realizzato digitalmente) nell'hangar del Millennium Falcon. In questa sequenza Ian è doppiato da Angelo Maggi.
  • Sempre nell'edizione del 1997, c'è una sequenza aggiunta in cui Luke Skywalker incontra l'amico Biggs Darklighter, prima dell'attacco alla Morte Nera. Nella scena Luke è doppiato da Francesco Prando e Biggs da Maurizio Reti.
  • Alcuni nomi di personaggi o luoghi sono stati cambiati per la versione italiana e mantenuti in tutta la Trilogia Classica. Eccoli elencati:
Nome originale Nome italiano
Han Solo Ian Solo
Leia Organa Leila Organa
Darth Vader Dart Fener
Chewbacca (Chewie) Chewbecca (Chewbe)
C-3PO D-3BO
R2-D2 C1-P8
Death Star Morte Nera
Sand People (Tusken Raiders) Sabbipodi (Predoni/Predatori Tusken)

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Blu-ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

il 13 settembre 2011 il film è uscito in Blu-ray Disc compreso nel cofanetto completo dell'esalogia o nell'edizione separata della "Old Trilogy". Come accaduto nella edizione in VHS del '97, in DVD del 2004, pure quest'ultima rimasterizzazione del film in alta definizione, ha visto subire alcune notevoli modifiche in determinate scene.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Con un budget di 11 000 000 $[228], un anno dopo ne aveva incassati oltre 200. Nonostante le iniziali critiche subite, incassò a livello internazionale ben 775 398 007 $[228][229] di cui 460 998 007 $ solo negli Stati Uniti d'America[228].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una proiezione privata per i suoi amici, Lucas fu aspramente criticato da Brian De Palma per il tono del film, a metà strada tra il favolistico e l'epico. Solo Steven Spielberg difese l'amico e, per scommessa, scrisse in una busta, poi sigillata, la cifra che secondo lui il film avrebbe incassato: Spielberg scrisse 20 milioni di dollari ma il film finì per incassare 10 volte tanto.[senza fonte] Guerre stellari ricevette il plauso generale della critica cinematografica fin dalla sua uscita nelle sale. In un'intervista del 1977, il giornalista del Chicago Sun-Times Roger Ebert descrisse Guerre stellari come «un'esperienza extra-corporea», comparando gli effetti speciali della pellicola a quelli di 2001: Odissea nello spazio.[230] Vincent Canby del The New York Times lo definì «un film ricco di folk contemporaneo, con un debole per i costumi fumettistici», arrivando addirittura a considerarlo come il film «più elaborato, completo e bello mai realizzato».[231] A.D. Murphy, scrivendo per Variety, lo trovò «magnifico» e rimase sorpreso dal modo in cui George Lucas riuscì a convergere in un solo film «un così grande tripudio di effetti speciali, fumetti e serie televisive».[232] Scrivendo per il The Washington Post, Gary Arnold assegnò a Guerre stellari un voto di quattro stelle su cinque, seguito da un'ottima recensione, nella quale annunciò l'uscita del film come «L'inizio di una nuova pagina di storia, e il segno dell'alba dei blockbuster estivi».[233] Pauline Kael, del The New Yorker, invece criticò il film, dicendo che «Non c'è respiro, non c'è poesia e non ha nessun appiglio emotivo».[234] Anche il critico cinematografico John Simon del periodico New York accolse freddamente l'uscita di Guerre stellari, dichiarando di non trovarci nulla di particolarmente esaltante, definendolo «Un ammasso di nomi, luoghi e dialoghi immersi nella più completa banalità».[235] Stanley Kauffmann, nella sua recensione in The New Republic, ha trovato che Guerre stellari fosse «uno specchio dell'adolescenza, davanti a cui lo spettatore si confronta e si immedesima».[236]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • Star Wars in concert è uno spettacolo teatrale che, con la partecipazione della rinomata orchestra Royal Philharmonic di Londra, 86 professori d'orchestra e 60 di coro, e uno schermo gigante ad alta definizione, ripercorre tutta la saga di Guerre stellari in ordine cronologico. La saga è raccontata dall'attore Anthony Daniels, ovvero D-3BO, "il Robot protocollare della saga", qui nelle vesti di appassionato narratore (sottotitolato). Nell'atrio, prima dello spettacolo, si sono potuti ammirare quasi tutti i costumi di scena e tutti i personaggi a grandezza naturale, mentre alcuni monitor spiegavano le varie fasi della lavorazione in computer grafica, oltre a una parte della partitura originale di John Williams.
  • Il 12 aprile 1977 è stato pubblicato dalla Marvel il primo numero di Star Wars, che ha preceduto l'uscita nelle sale del film di un mese.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Lucas, grazie al successo della pellicola, iniziò la lavorazione per altri due sequel del film. Di tutti quelli della saga però, questo fu quello che costò di meno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ AFI's 100 Years...100 Movies - 10th Anniversary Edition, su www.afi.com. URL consultato il 2 novembre 2016.
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  4. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.
  5. ^ Lucas: 'Star Wars' is not sci-fi, in Digital Spy, 13 agosto 2008. URL consultato il 5 novembre 2016.
  6. ^ 15 cose che (forse) ancora non sapevi su Star Wars, in Focus.it. URL consultato il 5 novembre 2016.
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  10. ^ Mark Hamill Fan, Mark Hamill #23 - Rare Interview (20 July 1977) - The 'Good Guys', 25 giugno 2014. URL consultato il 5 novembre 2016.
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  12. ^ Ecco come la Disney ha acquistato la Lucasfilm: "Star Wars" prima e dopo Lucas, in The Blog - Economia, 11 dicembre 2015. URL consultato il 5 novembre 2016.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) W. Haden Blackman, The New Essential Guide to Weapons and Technology, Revised Edition (Star Wars), Del Rey, 2004, ISBN 0-345-44903-7.
  • (EN) Laurent Bouzereau, Star Wars: The Annotated Screenplays, Del Rey, 1997, ISBN 0-345-40981-7.
  • (EN) Stephen Sansweet, Star Wars - From Concept to Screen to Collectible, Chronicle Books, 1992, ISBN 0-8118-0101-2.

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