Guerra d'indipendenza del Somaliland
| Guerra d'indipendenza del Somaliland | |
|---|---|
| Data | 6 aprile 1981 - 18 maggio 1991 |
| Luogo | Somalia |
| Casus belli | contrasti tra il nord Somalia (Somaliland), ex colonia britannica, e il resto della Somalia (ex Somalia italiana). |
| Esito | indipendenza (non riconosciuta internazionalmente) del Somaliland |
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La guerra d'indipendenza del Somaliland (in somalo: Dagaalkii Xoraynta Soomaaliland, lett. "Guerra di liberazione del Somaliland") fu una ribellione condotta dal Movimento Nazionale Somalo (SNM) contro la giunta militare al potere in Somalia guidata dal generale Siad Barre, iniziata il 6 aprile 1981 e conclusasi il 18 maggio 1991, quando l'SNM dichiarò indipendente quella che allora era la Somalia settentrionale come Repubblica del Somaliland. Il conflitto servì come teatro principale della più ampia ribellione somala iniziata nel 1978. Il conflitto iniziò in risposta alle dure politiche attuate dal regime di Barre contro il principale clan del Somaliland, gli Isaaq. Queste dure politiche furono messe in atto poco dopo la conclusione della disastrosa guerra dell'Ogaden nel 1978.

Come risposta diretta alle dure politiche attuate dal regime di Barre contro il popolo Isaaq, nell'aprile del 1981 un gruppo di imprenditori, studenti, ex funzionari pubblici ed ex politici Isaaq fondò il Movimento Nazionale Somalo a Londra. Dal febbraio del 1982, ufficiali e combattenti dell'esercito Isaaq iniziarono a trasferirsi in Etiopia, dove formarono il nucleo di quello che sarebbe poi diventato il braccio armato dell'SNM. Durante l'inizio e la metà degli anni '80 l'SNM lanciò una guerra di guerriglia contro il regime di Barre attraverso incursioni e operazioni mordi e fuggi sulle posizioni dell'esercito all'interno dei territori Isaaq, in particolare nelle regioni di Woqooyi Galbeed e Togdheer.

Dopo la conclusione di un accordo di pace tra la giunta militare somala e l'Etiopia nell'aprile 1988, l'SNM lanciò una grande offensiva alla fine di maggio 1988, invadendo le città di Hargeisa e Burao, allora la seconda e la terza città più grandi della Somalia. Durante il conflitto il governo reagì con una dura campagna contro gli Isaaq, che ebbe luogo tra maggio 1988 e marzo 1989; con l'obiettivo esplicito di gestire ed eliminare il "problema Isaaq", Barre ordinò bombardamenti aerei e terrestri sulle principali città del nord-ovest e la distruzione sistematica delle abitazioni, degli insediamenti e dei punti d'acqua degli Isaaq. Il regime di Siad Barre prese di mira specificamente i membri civili del gruppo Isaaq, soprattutto nelle città di Hargeisa e Burao, e a tal fine utilizzò l'uso di bombardamenti indiscriminati di artiglieria e bombardamenti aerei contro le popolazioni civili appartenenti al clan Isaaq.

Tuttavia, dall'inizio del 1990, il regime di Barre perse il controllo di gran parte delle regioni settentrionali e, con il suo crollo nel gennaio 1991, l'SNM, grazie anche all'appoggio inglese e statunitense, riuscì a prendere il pieno controllo della Somalia nordoccidentale, comprese Hargeisa e altre capitali regionali; dopo di che l'organizzazione optò rapidamente per una cessazione delle ostilità e una riconciliazione con le comunità non-Isaaq, culminando nella "Grande Conferenza dei Clan del Nord" a Burao tra il 27 aprile e il 18 maggio 1991 e la successiva formazione della Repubblica del Somaliland.
Il primo periodo postcoloniale
[modifica | modifica wikitesto]Il primo stato somalo a ottenere l'indipendenza dalle potenze coloniali fu il Somaliland, ex protettorato britannico, che ottenne l'indipendenza il 26 giugno 1960. Il resto di quella che sarebbe poi diventata nota come Repubblica Somala era sotto il controllo italiano come "Amministrazione fiduciaria" (A.F.I.S.). Poco dopo l'indipendenza, il Somaliland si unì al suo vicino meridionale per creare la Repubblica Somala. Di conseguenza il Somaliland britannico divenne la regione settentrionale (o nord-occidentale) della repubblica somala.
All'interno del Somaliland britannico, gli Isaaq costituivano il gruppo maggioritario del protettorato.
L'unione dei due stati si rivelò problematica fin dall'inizio, quando si scoprì che le due comunità politiche erano state unificate in base a diversi Atti di Unione. Il parlamento della neonata repubblica somala emanò allora un nuovo Atto di Unione per tutta la Somalia, ma questo nuovo atto fu ampiamente respinto nell'ex Stato del Somaliland in un referendum tenutosi il 20 giugno 1961; in particolare, le principali città dell'ex protettorato britannico votarono contro la ratifica della costituzione: Hargeisa (72%), Berbera (69%), Burao (66%) ed Erigavo (69%).
Al contrario, il sud (ex colonia italiana) diede un forte sostegno alla nuova costituzione; il nord allora accusò il sud di frode elettorale.
Questo fu un forte segnale di malcontento proveniente dal nord solo un anno dopo la formazione dell'unione. Il sostegno del nord all'unione iniziò a deteriorarsi, anche a causa di squilibri politici ed economici, conseguenza di due esperienze coloniali diverse che continuavano a operare nelle due parti della repubblica unificata. Vi fu anche un tentativo di colpo di stato da parte di ufficiali del nord, sventato nel 1961.
