Guerra civile in Afghanistan (1992-1996)

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Guerra civile afghana (1992-1996)
parte della guerra civile afghana
Kabul during civial war of fundamentalists 1993-2.jpg
La città di Kabul semidistrutta dai combattimenti
Data1992-1996
LuogoAfghanistan
Casus belliMancato riconoscimento del governo di Burhanuddin Rabbani da parte degli altri Mujaheddin
Esitovittoria dei talebani
Schieramenti
Flag of Afghanistan (1992–2001).svg Afghanistan
Supporto da:
Iran Iran
Russia Russia
Hezbi Islami.svg Hezb-i Islami
Supporto da:
Pakistan Pakistan (fino al 1994)

Flag of Jihad.svg Hezbe Wahdat


Flag of Jihad.svg Junbish-i-Milli Islami (dal 1994)
Supporto da:
Uzbekistan Uzbekistan
Flag of Taliban.svg Talebani (dal 1994)
Flag of al-Qaeda in Iraq.svg Al-Qāʿida (dal 1996)
Supporto da:
Pakistan Pakistan (dal 1994)
Comandanti
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La guerra civile afghana è un conflitto militare interno avvenuto in Afghanistan tra il 1992 e il 1996.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta della Repubblica Democratica dell'Afghanistan, viene creato lo Stato islamico dell'Afghanistan guidato dalle seguenti fazioni di mujaheddin:

  • Hezb-I-Islami (Partito Islamico) di Gulbuddin Hekmatyar
  • Harakat-I-Inqilab-I-Islami (Movimento Rivoluzionario Islamico) di Maulawi Mohammadi
  • Ittihad-I-Islami Barai Azadi (Unione Islamica per la Liberazione dell'Afghanistan) di Abdul Rasul Sayyaf
  • Jamiat-I-Islami (Associazione Islamica) di Burhanuddin Rabbani e Ahmed Shah Massud
  • Jabha-I-Nijat-i-Milli (Fronte di Liberazione Nazionale dell'Afghanistan) di Sibghatullah Mujaddedi
  • Mahas-I-Milli-Islami (Fronte Nazionale Islamico) di Ahmad Gailani.

Dopo numerosi tentativi di creare un governo di unità nazionale, Burhanuddin Rabbani sale al potere a tempo indeterminato continuando a rinviare le elezioni, tuttavia Gulbuddin Hekmatyar capisce che l'unico modo per prendere il potere è usare la forza e la mobilità dei suoi guerriglieri contro le forze governative.

Le potenze straniere prendono subito parte alla guerra civile. Infatti, Russia, Iran e India si schierano con il governo di Rabbani, mentre Stati Uniti, Pakistan e Arabia Saudita sostengono il partito islamico.

La prima parte del conflitto (1992-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo numerosi e sanguinosi scontri che causeranno nel solo 1993 la morte di diecimila civili, Kabul resterà nelle mani di Rabbani.

Hekmatyar ordinò di bombardare Kabul fino a renderla un cumulo di macerie, senza però riuscire a conquistarla e a prendere così il potere.

L'ascesa dei talebani (1994-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Hezb-I-Islami ormai sconfitto gli americani e i loro alleati decidono di far affidamento sui talebani, un movimento studentesco guidato dal mullah Mohamed Omar che predicava un'applicazione rigidissima della sharia.

I talebani con armi americane, soldi sauditi e consiglieri militari pakistani conquisteranno nel 1994 stesso le città di Herat e Kandahar mentre l'anno successivo prenderanno gran parte del paese fino alla conquista di Kabul, avvenuta nel 1996.

Najibullah, l'ultimo leader dell'Afghanistan comunista, che aveva barattato le dimissioni con l'immunità, viene prelevato dai talebani, torturato e impiccato nel centro di Kabul con la sola accusa di essere un comunista e un ateo.

Hezb-I-Islami, Jamiat-I-Islami e le altre fazioni di mujaheddin si ritirarono nel nord del paese dando vita alla cosiddetta Alleanza del Nord, lasciando ai talebani il controllo del 90% del territorio.

Il controllo dei talebani[modifica | modifica wikitesto]

I talebani imposero alla popolazione una rigidissima interpretazione della legge islamica che impediva qualsiasi forma di libertà, di modernizzazione e non riconosceva nessun diritto per le donne.

L'alleanza stretta fra i talebani e Al-Qaida portano gli Stati Uniti d'America a non riconoscere il loro regime, riconosciuto solo da Pakistan e Arabia Saudita, così anche l'ONU riconosce soltanto lo stato islamico del 1992, di cui l'Alleanza del Nord si proclama erede.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]