Gualtiero III di Cesarea
| Gualtiero III di Cesarea | |
|---|---|
| Signore di Cesarea | |
| In carica | 1213/1216 – 24 giugno 1229 |
| Predecessore | Ademaro di Lairon |
| Successore | Giovanni I di Brisebarre |
| Connestabile del Regno di Cipro | |
| In carica | 1206 – 24 giugno 1229 |
| Predecessore | Guido di Beirut |
| Successore | Giovanni d'Arsuf |
| Nascita | prima del 1180 |
| Morte | 24 giugno 1229 |
| Dinastia | Brisebarre |
| Padre | Guido di Brisebarre |
| Madre | Giuliana de Grenier |
| Figli | Giovanni Isabella Alice Eufemia Elvide |
| Religione | Cattolicesimo |
Gualtiero III di Cesarea, noto anche come Gualtiero di Brisebarre e Gualtiero de Grenier o impropriamente anche come Gualtiero di Beirut (in francese Gautier; Cesarea Marittima, prima del 1180 – Nicosia, 24 giugno 1229), è stato un nobile dell'Oltremare, connestabile del Regno di Cipro dal 1206 e signore di Cesarea dal 1213/1216 fino alla sua morte.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
[modifica | modifica wikitesto]Era il figlio maggiore di Giuliana de Grenier, signora di Cesarea, e di Guido di Brisebarre, della casata dei Brisebarre di Beirut. La sua data di nascita va necessariamente collocata prima del 1180 poiché la sua prima apparizione come testimone di una carta reale risale al 1195 e negli anni 1220 viene spesso citato come "vecchio signore di Cesarea", segno che avesse già superato almeno i quarant'anni.[1]
Sin dalla gioventù frequentò la corte reale di Gerusalemme: fu testimone alle carte di re Enrico nel 1195, di re Amalrico nel 1198 e del reggente Giovanni di Ibelin nel 1206. Nell'atto di Amalrico si firmò già come "signore di Cesarea", sebbene all'epoca sua madre fosse ancora viva così come il suo patrigno Ademaro di Lairon, che a sua volta era solito firmarsi con lo stesso titolo fino al 1213. Nel 1200 e 1206 fu testimone anche di due carte emanate da sua madre e da Ademaro.[1]
Quinta crociata e perdita di Cesarea
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1206 re Ugo I di Cipro lo nominò connestabile del suo regno, titolo che mantenne per il resto della sua vita nonché suo titolo prediletto nel firmarsi. Ereditò poi la signoria di Cesarea dopo la morte di sua madre, avvenuta tra il 1213 (anno dell'ultimo documento da lei firmato) e il 1216 (anno in cui viene menzionato per la prima volta come signore). Nel gennaio 1217 era ad Acri alla corte di re Giovanni di Brienne ed entro luglio fece ritorno a Nicosia, dove presenziò alla firma della carta di Bertrando di Margat; rimase a Cipro fino a settembre per poi fare ritorno il mese successivo in Terra santa, dove prese parte al consiglio convocato ad Acri da re Andrea II d'Ungheria per stabilire gli obiettivi della quinta crociata. In qualità di connestabile del regno, Gualtiero guidò 100 cavalieri ciprioti nell'assedio di Damietta. Entro luglio dovette però rientrare a Nicosia per assistere la regina vedova Alice, reggente per conto del figlio Enrico I.[1]
Essendo molto più interessato ai propri interessi a Cipro, Gualtiero trascurò a lungo la sua signoria e, mentre si trovava in Egitto, Cesarea fu attaccata due volte dai musulmani: un primo attacco riuscì a penetrare in città ma fu poi respinto grazie all'intervento delle truppe di re Giovanni, del duca Leopoldo VI di Babenberg e degli ordini militari, che fecero poi costruire un nuovo sistema murario per difendere Cesarea, opera per la quale chiesero in seguito a Gualtiero di indennizzarli prima di riconsegnargli la città. Nel 1220 tuttavia i saraceni, sotto la guida di al-Mu'aẓẓam, attaccarono nuovamente e riuscirono a prendere Cesarea, costringendo alla fuga Garniero l'Alemanno e i soldati genovesi che la difendevano. Nel 1225 Gualtiero fu invece a Tiro per assistere all'incoronazione della regina Isabella II di Gerusalemme.[1][2]
Guerra civile cipriota e sesta crociata
[modifica | modifica wikitesto]Avendo sposato Margherita di Ibelin, sorella dell'ex reggente di Gerusalemme Giovanni e del reggente di Cipro Filippo, Gualtiero trovò saldamente dalla parte degli Ibelin quando questi sarebbero presto entrati in contrasto con il nuovo re di Gerusalemme, l'imperatore Federico II di Svevia, che sposò la regina Isabella nel 1225.[1]
Quando quest'ultima morì in Italia il 25 aprile 1228, l'Alta corte elesse Gualtiero di Cesarea e Giovanni di Ibelin come co-balivi per il giovane re Corrado II (figlio di Federico e Isabella) ma questi, preferendo dedicarsi maggiormente alle questioni cipriote, rifiutarono l'incarico, che fu invece affidato a Oddone di Montbéliard e Baliano di Sidone. A Cipro Giovanni subentrò al defunto fratello Filippo come reggente del regno, mentre Gualtiero assunse ruoli giudiziari oltre a quelli militari e, stando a quanto riportato nei Gestes des Chiprois e negli scritti di Filippo di Novara, fu tra i giudici del duello ordalico tra Amaury Barlais e Anceau de Brie.[1]
Nell'estate dello stesso anno Federico di Svevia fece tappa a Cipro lungo il suo viaggio verso la Terra santa per intraprendere la sesta crociata e organizzò a Limassol un banchetto con tutti i notabili dell'isola. Qui l'imperatore intimò a Giovanni di Ibelin di rinunciare alla reggenza, rivendicando la propria suzeranità sull'regno cipriota in quanto re di Gerusalemme. Questo evento provocò una spaccatura all'interno della nobiltà di Cipro, dando inizio alla guerra dei lombardi tra la fazione fedele agli Ibelin e quella che appoggiò invece i luogotenenti dell'imperatore (detti "lombardi" poiché provenienti per la maggior parte dall'Italia). Federico dovette trattenersi a Cipro fino all'anno successivo, quando poté ripartire per la Palestina solo dopo aver siglato una tregua con Giovanni di Ibelin. Gualtiero partì insieme all'imperatore e a seguito della pace di Giaffa del febbraio 1229 poté riprendere possesso di Cesarea. Nell'aprile dello stesso anno fu testimone di una delle carte reali firmate ad Acri da Federico. Quando in estate ripresero le ostilità tra le fazioni cipriote, egli fece ritorno sull'isola per combattere dalla parte degli Ibelin e cadde il 24 giugno durante la battaglia di Nicosia.[1]
Famiglia
[modifica | modifica wikitesto]Gualtiero sposò Margherita di Ibelin, già vedova di Ugo II di Tiberiade, dalla quale ebbe un figlio e quattro figlie:[1]
- Giovanni, suo successore come signore di Cesarea
- Isabella, che sposò Giacomo di Mandelée
- Alice, che sposò lo stesso Giacomo di Mandelée dopo la morte di sua sorella Isabella
- Eufemia, che sposò Giovanni di Gibelletto
- Elvide, che si fece suora.
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]| Genitori | Nonni | Bisnonni | Trisnonni | ||||||||||
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| Guido I di Brisebarre | |||||||||||||
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| Guido di Brisebarre | |||||||||||||
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| Gualtiero III di Cesarea | |||||||||||||
| Gualtiero I de Grenier | Eustachio I de Grenier | ||||||||||||
| Emma di Gerico | |||||||||||||
| Ugo de Grenier | |||||||||||||
| Giuliana | … | ||||||||||||
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| Giuliana de Grenier | |||||||||||||
| Giovanni Gothman | … | ||||||||||||
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| Isabella Gothman | |||||||||||||
| Amandala | … | ||||||||||||
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Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) John L. LaMonte, The Lords of Caesarea in the Period of the Crusades, in Speculum, vol. 22, n. 2, University of Chicago Press, aprile 1947, pp. 145-161, DOI:10.2307/2854723.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Lords of Caesarea (Beirut), su Medieval Lands, Foundation for Medieval Genealogy. URL consultato il 19 settembre 2025.