Guðbergur Bergsson

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Guðbergur Bergsson (Grindavík, 10 ottobre 1932) è un romanziere, poeta e traduttore islandese.

Guðbergur Bergsson
« Il mio ethos estetico risiede nel flusso cerebrale, nelle aurore boreali dello spirito. Si tratta di una materia neutra: tutto è nel tutto. Nel mio lavoro tutto è legato e possiede il suo nido in un ordine segreto: nelle inquiete e cangianti aurore boreali »
(Guðbergur Bergsson, "Le inquiete e cangianti aurore boreali")

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un piccolo villaggio di pescatori nel sud-est dell'Islanda, Bergsson si è laureato in lingua spagnola, letteratura e storia dell'arte all'Università di Barcellona. Nella città catalana, a partire dal 1956, ha conosciuto scrittori come Carlos Barral, Gabriel Ferrater, Jaime Gil de Biedma e Jaime Salinas Bonmatí. Ha pubblicato più di 20 romanzi, libri per bambini, racconti e raccolte di poesia, svolgendo nel frattempo i lavori più disparati: il bracciante, l'operaio in uno stabilimento per la lavorazione del pesce, l'aiuto cuoco, l'infermiere in un ospedale psichiatrico, il portiere di notte. Autore ironico e di grande sensibilità, a lui si devono le traduzioni in islandese e la conoscenza in Islanda dei principali scrittori spagnoli e latinoamericani, tra cui Lazarillo de Tormes, Cervantes, Borges, Gabriel García Márquez, Alejo Carpentier. Bergsson ha anche composto audio-poesie, organizzato mostre e realizzato cortometraggi, dimostrando una inesauribile curiosità per l'animo umano e la società contemporanea, a cui spesso ha rivolto dure critiche.

Ha vinto per due volte l'Icelandic Literary Prize e nel 2004 lo Swedish Academy Nordic Prize, conosciuto anche come il «piccolo Nobel».

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - Músin sem læðist
  • 1966 - Tómas Jónsson, metsölubók
  • 1967 - Ástir samlyndra hjóna
  • 1968 - Anna
  • 1973 - Það sefur í djúpinu
  • 1974 - Hermann og Dídí
  • 1976 - Það rís úr djúpinu
  • 1979 - Saga af manni sem fékk flugu í höfuðið
  • 1980 - Sagan af Ara Fróðasyni og Hugborgu konu hans
  • 1982 - Hjartað býr enn í helli sínum
  • 1982 - Tóta og táin á pabba
  • 1985 - Leitin að landinu fagra
  • 1985 - Froskmaðurinn
  • 1991 - Svanurinn. Pubblicato in Italia con il titolo de «Il cigno», Il Saggiatore, 2001, traduzione di Silvia Cosimini
  • 1993 - Sú kvalda ást sem hugarfylgsnin geyma
  • 1994 - Ævinlega
  • 1997 - Faðir og móðir og dulmagn bernskunnar
  • 2004 - Lömuðu kennslukonurnar

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - "Endurtekin orð"
  • 1978 - "Flateyjar - Frey"
  • 2001 - "Stígar"

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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