Gruppo della Rocca

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Il Gruppo della Rocca è stata una compagnia teatrale fondata a Firenze nel 1969, in attività fino al 1998.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce per iniziativa di un gruppo di attori, registi, organizzatori e tecnici di diverse provenienze quali l'Accademia d'arte drammatica di Roma, il Centro Universitario Teatrale di Firenze (C.T.U.), il Piccolo di Milano, ecc., tutti con una consolidata esperienza maturata in anni di attività. Tra loro il regista, conte Roberto Guicciardini, discendente della nobile famiglia fiorentina dei Guicciardini. Le prime riunioni avvengono nella sua proprietà, la Rocca di Montestaffoli a San Gimignano: questa l'origine del nome della nuova compagnia, Gruppo della Rocca.[1] Come sede organizzativo-amministrativa viene scelta Firenze.

Tra i soci fondatori: Dorotea Aslanidis, Marcello Bartoli, Fiorenza Brogi, Italo dall'Orto, Lorenzo Ghiglia, Giorgio Guazzotti, Roberto Guicciardini, Bob Marchese, Egisto Marcucci, Guido Mariani, Mario Mariani, Paila Pavese, Alvaro Piccardi, ecc.

Il '68 teatrale[modifica | modifica wikitesto]

Molte scelte teatrali in Italia maturano sull'onda del rinnovamento istituzionale e organizzativo generato dal ’68. Iniziali fermenti di movimento scaturiscono dalla profonda convinzione che il teatro Stabile sia una forma inadeguata di fare teatro, distante da istanze democratiche, incapace di parlare ad un pubblico nuovo, di svolgere la funzione di servizio sociale.

Già verso la metà degli anni '60 i malumori trovano compiuta espressione in un manifesto firmato da un gruppo di artisti già di chiara fama o che lo sarebbero diventati negli anni immediatamente successivi.[2] Il manifesto, pubblicato sulla rivista Sipario nel novembre del 1966,[3] denuncia lo stato di degrado del teatro italiano, dal punto di vista politico, organizzativo e rispetto ai linguaggi.

La Cooperativa[modifica | modifica wikitesto]

È in questa atmosfera che il Gruppo della Rocca si afferma come realtà teatrale di forte impegno civile, grazie al contributo di tutti i componenti che si assumono la responsabilità collettiva di ogni fase dell'attività; negli allestimenti tutti partecipano integralmente alle realizzazioni delle messe in scena, con l'intento di fare qualcosa per rinverdire e rinnovare il fare teatro e uscire dagli schemi del teatro ufficiale e convenzionale.

Nasce come collettivo sociale nel 1969, ma già nel 1970 sceglie la forma giuridica della cooperativa, in quanto sembra essere lo strumento attraverso cui gli attori possono meglio assumere il controllo del proprio lavoro e sottolineare così il carattere sociale e politico dell'arte scenica.

Il logo scelto è un insieme di palline, quadratini e triangolini racchiusi in una sfera, a simboleggiare una cosa unica formata da tanti elementi singoli, diversi tra loro.

Autogestione quindi, ma soprattutto:

«parità di diritti e di doveri, partecipazione di tutti alle scelte artistiche, culturali, economiche, organizzative e alla loro realizzazione; parità di compensi; possibilità di muoversi in una prospettiva a lungo termine; costante ricerca di un pubblico nuovo e popolare.»

(Dalla dichiarazione programmatica della cooperativa Gruppo della Rocca riportata sui programmi di sala dal 1970 in poi)

Insieme alla Cooperativa Gruppo Teatro e Azione di Giorgio Strehler e alla Cooperativa Teatro Libero (e la successiva Cooperativa Tuscolana) di Luca Ronconi, il Gruppo della Rocca è una delle prime cooperative teatrali in Italia.

Per tutti coloro che ne fanno parte, tra gli anni '70 e i primi dell'80, (più di 40 persone) il Gruppo è anche una scuola, con riferimento sia ai processi artistici che a quelli decisionali-gestionali; nelle assemblee, adottando una pratica autopedagogica permanente, si condividono le analisi e le discussioni con i tecnici, gli amministratori, gli artisti; anche il lavoro organizzativo viene ripartito fra tutti; si attua una sorta di socialismo reale.[4]

Scelte distributive e scelte dei testi[modifica | modifica wikitesto]

Su scala nazionale si impongono nuove modalità gestionali e produttive che riescono a dare notevole impulso al teatro d'arte. Vengono raggiunti risultati di alto livello che aggregano nuovi e più numerosi spettatori. Nel decennio 1970-1980 cambia in Italia anche il sistema distributivo, aumentano le dimensioni territoriali che si organizzano in circuiti; in breve tempo triplicano gli spettatori, raddoppiano le produzioni, aumentano di sei volte le compagnie sovvenzionate.[5]

Nei primi cinque anni di attività la compagnia attua la formula del decentramento e porta le proprie produzioni nelle province medie e piccole, inizialmente toscane, con l'intento di allargare la possibilità di fruizione del teatro, di consentirne l'accesso anche a coloro che non ci possono andare per questioni economiche, per un fatto di abitudini o per semplice disinformazione. A curare la distribuzione degli spettacoli è Giorgio Guazzotti, socio fondatore, che diverrà uno dei maggiori esponenti della forma cooperativistica nell'organizzazione teatrale e uno dei principali sperimentatori delle iniziative di decentramento teatrale.[6]

A metà degli anni '70 circa il Gruppo allarga l'organico dovendo formare due compagnie, visto l'enorme quantità di spettacoli che produce e distribuisce. Pensa e realizza le scenografie tenendo conto di tutti gli spazi possibili: dai grandi teatri alle piazze, alle Case del Popolo, a spazi spesso disagevoli.

Dovendo portare il teatro ad un pubblico popolare, la compagnia si interroga su quali linguaggi usare, più adatti a raggiungere spettatori che per la prima volta vengono a teatro: la clownerie, le maschere, l’avanspettacolo, la Commedia dell'arte, la biomeccanica, e ancora le avanguardie russe come Mejerchol'd e Majakovskij, ma anche Angelo Maria Ripellino e Bertolt Brecht, saranno gli elementi privilegiati dalle scelte drammaturgiche.[7]

"Il tumulto dei Ciompi", manifesto dello spettacolo in scena al Teatro dell'Affratellamento di Firenze. Dicembre 1973.

La compagnia, guidata dalla prassi della collegialità, segue linee drammaturgiche che, pur rinnovandosi, conservano il segno della continuità. All'inizio c'è la ricerca di una drammaturgia modellata sul lavoro del palcoscenico, con spettacoli come Perelà da Aldo Palazzeschi e Joseph K. fu Prometeo da Eschilo e Kafka.

C'è quindi l'incontro coi classici: Clizia di Machiavelli, Anfitrione di Heinrich von Kleist, Il racconto d'inverno di Shakespeare.

Segue il confronto con la satira sovietica: Il mandato, (rappresentato per più di 500 repliche), e Il suicida di Nicolaj Erdman, Il maestro e Margherita di Bulgakov, (uno degli spettacoli più rappresentati e acclamati).

Parallelo è il lavoro sulla drammaturgia europea contemporanea, con testi di Samuel Beckett, Jean Tardieu, Bernard-Marie Koltès, Heiner Müller, Italo Calvino, Renzo Rosso.

A Torino[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1982 sposta la propria sede a Torino, al Teatro Adua (teatro demolito nel 2009), dove gestisce la programmazione teatrale ospitando compagnie e spettacoli per lo più improntati alla drammaturgia contemporanea. Lo gestirà per 15 anni.

Oltre alla consuetà attività produttiva, in sede la compagnia propone laboratori di didattica teatrale, seminari di analisi testuale e di preparazione allo spettacolo rivolti a studenti e professori, che apprendono a leggere e a capire il teatro in maniera diretta.

Dalla stagione 1988-1989 ottiene dal Comune di Torino anche la gestione ventennale del Teatro Astra, un ex cinema da tempo abbandonato.

Gli ultimi anni sono segnati da incertezza, difficoltà e crisi d'identità. Nel 1998 il Gruppo è prossimo al fallimento. Accordi con il Teatro Stabile di Torino, secondo le indicazioni di Comune, Provincia e Regione, prevedono il salvataggio che consiste in un'operazione di finanziamento con compravendita di spettacoli e archivi.

Arriva invece la liquidazione coatta.[8]

Il Gruppo della Rocca, dopo essere stato protagonista di gran parte della scena italiana degli anni Settanta e Ottanta, nel 1998 interrompe la propria attività.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un "nobile" fiorentino alla guida del Pd senese La Repubblica 28-6-2012
  2. ^ I firmatari del manifesto sono: Nuccio Ambrosino, Corrado Augias, Marco Bellocchio, Carmelo Bene, Cathy Berberian, Giuseppe Bertolucci, Sylvano Bussotti, Antonio Calenda, Ettore Capriolo, Liliana Cavani, Leo De Berardinis, Massimo de Vita, Edoardo Fadini, Virginio Gazzolo, Roberto Guicciardini, Roberto Lerici, Sergio Liberovici, Emanuele Luzzati, Franco Nonnis, Giuliano Scabia, Aldo Trionfo.
  3. ^ Sipario, n. 247, novembre 1966, pp 2 e 3
  4. ^ Mimma Gallina, Il Gruppo della Rocca: autogestione e autopedagogia in un angoletto di socialismo reale, in Franco Ferrari (a cura di) Giorgio Guazzotti. Teoria e realtà di un intellettuale-teatrante, Franco Angeli Editore, Milano 2006, p. 207
  5. ^ Mimma Gallina (a cura di), Organizzare teatro. Produzione, distribuzione, gestione nel sistema italiano, Franco Angeli Editore, Milano, 2001, pp 75
  6. ^ Lo Spettacolo - Enciclopedia di cinema, teatro, balletto, circo, TV, rivista, Aldo Garzanti Editore, Milano, 1ª edizione, 1976
  7. ^ Un pezzo di storia nel Gruppo della Rocca (I), intervista di Lorenzo Acquaviva a Giovanni Boni (1999), socio del Gruppo dal 1974 al 1991
  8. ^ Il Gruppo della Rocca in liquidazione, in Torino, e nomina del commissario liquidatore
  9. ^ Locandina di Perelà uomo di fumo, su teatrodel900.it. URL consultato il 24 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  10. ^ Locandina di Sogno di una notte di mezza estate, su teatrodel900.it. URL consultato il 24 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  11. ^ Foto di scena di Sogno di una notte di mezza estate Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  12. ^ Foto di scena de Il tumulto dei Ciompi Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  13. ^ Locandina di Schweyk nella seconda guerra mondiale, su teatrodel900.it. URL consultato il 24 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  14. ^ Foto di scena diSchweyk nella seconda guerra mondiale Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  15. ^ Foto di scena di Notte all'italiana Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  16. ^ Foto di scena di 23 svenimenti Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  17. ^ Foto di scena de Il mandato Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  18. ^ Foto di scena di Ballata e morte di Pulcinella, capitano del popolo[collegamento interrotto]
  19. ^ Foto di scena di Vita e meravigliose avventure di Lazzarino da Tormes[collegamento interrotto]
  20. ^ Foto di scena di Aspettando Godot Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  21. ^ Locandina de Il suicida, su teatrodel900.it. URL consultato il 24 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2014).
  22. ^ Foto di scena de Il suicida[collegamento interrotto]
  23. ^ Foto di scena de Il concerto Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  24. ^ Recensioni di Roberto De Monticelli e Giorgio Prosperi, su renzo-rosso.it. URL consultato il 25 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2011).
  25. ^ Foto di scena de XI giornata del Decamerone Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  26. ^ Foto di scena de L'azzurro non si misura con la mente Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  27. ^ In un baraccone di sogno i versi diventano immagini di Nicola Fano, L'Unità 28-2-1981 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  28. ^ Foto di scena di La lamentevole e vera tragedia del signor Arden of Feversham[collegamento interrotto]
  29. ^ Foto di scena di Recita fantastica del famosissimo Angelo Beolco detto "Il Ruzante" Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  30. ^ Foto di scena de Il guardiano Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  31. ^ Foto di scena de La forza dell'abitudine Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  32. ^ Foto di scena di Negro contro cani[collegamento interrotto]
  33. ^ Foto di scena de La missione Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  34. ^ Foto di scena di Anfitrione[collegamento interrotto]
  35. ^ Foto di scena di Happy end Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  36. ^ Foto di scena de Sarcofago, monumento a Cernobyl Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  37. ^ L'assurdo secondo Trdieu, di Aggeo Savioli, L'Unità 16-12-1988 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  38. ^ Foto di scena di Inesprimibile silenzio Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  39. ^ Foto di scena di Maria Stuarda Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  40. ^ Un'odissea di disastri nel mondo della filosofia, di Rodolfo di Giammarco, La Repubblica, 21-7-1990
  41. ^ Foto di scena de Le interviste impossibili Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Guazzotti, Rapporto sul teatro italiano, Milano, Silva, 1966.
  • Giorgio Guazzotti, Teatro pubblico e compagnie autogestite, in Regione Emilia-Romagna, Atti del Convegno: "Per una nuova cultura teatrale. Per una riforma democratica del teatro drammatico e musicale", Documenti dell'attività regionale n.14, Porretta Terme, giugno 1971.
  • I testi - gli spettacoli, vol. 1-12, Firenze, Il Gruppo della Rocca, 1980-1985.
  • Mimma Gallina (a cura di), Organizzare teatro. Produzione, distribuzione, gestione nel sistema italiano, Milano, Franco Angeli, 2001, ISBN 9788846481931.
  • Mimma Gallina, Il Gruppo della Rocca: autogestione e autopedagogia in un angoletto di socialismo reale, in Franco Ferrari (a cura di), Giorgio Guazzotti - Teoria e realtà di un intellettuale-teatrante, Milano, Franco Angeli, 2006, ISBN 88-464-7458-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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