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Grotte Kizil

Coordinate: 41°47′04″N 82°30′17″E
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Grotte Kizil
Grotte di Kizil ai margini del bacino del Tarim. Il gruppo occidentale di grotte (grotte 1-80) è visto in primo piano in prospettiva, mentre il gruppo orientale (grotte 136-201) appare all'estrema destra sullo sfondo. Le strutture moderne al centro corrispondono all'incirca alle Grotte da 1 a 30.
Stato
Coordinate41°47′04″N 82°30′17″E
Mappa di localizzazione: Cina
Grotte Kizil
Grotte Kizil
Grotte Qizil - Qizil Ming Öy - 克孜尔千佛洞
"Donatori Tocari", affresco del VI secolo
UtilizzoTempio, monastero
Stileindo-iranico, iranico, Tang
EpocaIII-VIII secolo
Localizzazione
StatoCina (bandiera) Cina
Conteacontea di Baicheng
Dimensioni
Superficie17 984 800 
Scavi
Data scopertaanni 1910 (spedizione tedesca)
Date scavianni 1930 (spedizione giapponese)
anni 1950 (spedizione cinese)
ArcheologoAlbert Grünwedel
Albert von Le Coq
Amministrazione
VisitabileSi
Mappa di localizzazione
Map

Le Grotte Kizil (chiamate anche Grotte Qizil; in uiguro:قىزىل مىڭ ئۆي; Le mille case rosse; in cinese:克孜尔千佛洞,Grotte Kizil dei mille Buddha) sono un complesso di 236 grotte buddiste scavate nella roccia situate nei pressi di Kizil (in cinese:克孜尔乡) nella contea di Baicheng, Xinjiang, Cina. Il sito si trova sulla sponda settentrionale del fiume Muzat, a 75 km a nord-ovest di Kucha.[1] Quest'area fu uno snodo commerciale della via della seta.[2]

Si dice che queste grotte siano state il primo complesso di grotte buddiste del Turkestan orientale, data la loro nascita nel periodo compreso tra il III e l'VIII secolo. Le grotte di Kizil sono le più antiche del loro tipo in Cina,[3] e il loro modello è stato successivamente adottato nella costruzione di grotte buddiste più a est. Un altro nome per il sito è stato Ming-oi (cinese:明屋), anche se questo termine è ora usato principalmente per il sito di Shorchuk a est.[4] Nonostante il sito sia stato danneggiato e saccheggiato, rimangono almeno 1000 m² di pitture murali, nella maggior parte storie Jātaka.

Altri siti famosi nelle vicinanze sono le grotte di Kizilgaha, le grotte di Kumtura, il tempio di Subashi e le grotte di Simsim.[5] Al tempo in cui le grotte furono create, l'area di Kucha seguiva la scuola ortodossa Sarvastivadin del buddismo Hinayana, anche se è stata notata anche una presenza precoce e minoritaria di Dharmagupta.[6]

In Europa il Museum für Asiatische Kunst di Berlino possiede la più importante collezione di affreschi da Kizil grazie alle spedizioni, all'inizio del Novecento, di Albert Grünwedel e Albert von Le Coq a Turfan e Kucha.[7]

Le Grotte di Kizil sono state iscritte nel 2014 nella lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO come parte delle Vie della Seta: la rete di percorsi del corridoio Chang'an-Tianshan.[8]

Il sito è venuto alla luce grazie a una prima spedizione archeologica tedesca intorno agli anni dieci del Novecento, a cui seguirono, venti anni dopo, una spedizione giapponese e, dagli anni cinquanta, una cinese.

Nel sito sono stati rinvenuti molti frammenti di testi in sanscrito e in tocarico, di natura commerciale, medica e religiosa, che testimoniano una forte influenza indiana del centro.[9]

La struttura comprende sia luoghi di culto sia ambienti monastici e quelli situati più in basso appartengono a un periodo storico più antico. Le celle per i monaci appaiono semplici e prive di decorazioni, mentre gli ambienti di culto abbondano di pitture e immagini scolpite.[9]

Le raffigurazioni prevalenti sono quelle riguardanti la vita del Buddha e si distinguono per tre stili diversi: il primo è detto indo-iranico (500-600); il secondo è definito iranico (600-650) e si caratterizza in una egemonia di figure stilizzate e dei colori verdi e blu; il terzo (700) evidenzia un influsso cinese, riconducibile al periodo di dominio Tang.

Gruppo occidentale delle grotte Kizil (grotte 1-80), fino all'ingresso della Valle Centrale.

Il complesso delle grotte di Kizil è il più grande degli antichi siti rupestri buddisti associati all'antico regno tocario di Kucha, nonché il più grande dello Xinjiang. Al tempo in cui le grotte furono create, l'area di Kucha seguiva la scuola ortodossa Sarvastivadin del buddismo Hinayana, anche se è stata notata anche una presenza precoce e minoritaria di Dharmagupta. Le grotte quadrate più semplici potrebbero essere state istituite dai Dharmagupta a partire dal IV secolo d.C. o prima, mentre le grotte del "pilastro centrale", che fiorirono dalla metà del VI secolo d.C., possono piuttosto essere associate alla scuola Sarvastivadin.[6]

  1. (ZH) Kezil Thousand-Buddha Grottoes, su xinjiang.gov.cn, xinjiang.gov. URL consultato il 5 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  2. (EN) Kizil Thousand-Buddha Cave, su travelchinaguide.com. URL consultato il 5 agosto 2007.
  3. (EN) Zuixiong Li, Deterioration and Treatment of Wall Paintings in Grottoes along the Silk Road in China and Related Conservation Efforts" in Conservation of Ancient Sites on the Silk Road (PDF), Los Angeles, The Getty Conservation Institute, 2010, p. 49.
  4. (EN) Benjamin Rowland, The art of Central Asia, New York, Crown, 1975, p. 154.
  5. (EN) Robert E. Buswell e Donald S. Lopez, The Princeton Dictionary of Buddhism, Princeton University Press, 2013, p. 438, ISBN 978-1-4008-4805-8.
  6. 1 2 (EN) Giuseppe Vignato, 4, in Archaeological Survey of Kizil: Its Groups of Caves, Districts, Chronology and Buddhist Schools, East and West, vol. 56, 2006, p. 411.
  7. (EN) The Berlin Turfan-Collection, su staatbibliotek-berlin. URL consultato il 28 maggio 2012.
  8. (EN) Silk Roads: the Routes Network of Chang'an-Tianshan Corridor, su UNESCO World Heritage Centre, United Nations Educational, Scientific, and Cultural Organization. URL consultato il 17 aprile 2021.
  9. 1 2 Arcangela Santoro, Atlante di Archeologia, Torino, Utet, 1998, p. 426.

Voci correlate

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