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Grotta di San Teodoro

Coordinate: 38°03′00″N 14°35′28.75″E
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Grotta di San Teodoro
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneAcquedolci
Dimensioni
Superficie63 
Amministrazione
Visitatori2 068 (2022)
Mappa di localizzazione
Map

La grotta di San Teodoro è un sito archeologico che si trova a circa 2 km a sud-est del centro abitato di Acquedolci (ME)[1].

La grotta si apre a 140 metri sul livello del mare sulla parte rocciosa del pizzo Castellaro, propaggine settentrionale dell'imponente monte San Fratello; deve il nome ai monaci Basiliani che intorno al mille si rifugiarono al suo interno, in fuga dall'oriente iconoclasta.

La grotta, formatasi in seguito ad un fenomeno carsico all'incirca otto-dieci milioni di anni fa, conserva una documentazione molto ricca e molto importante della storia della Sicilia, in termini di popolamenti di animali, ormai estinti, e di resti dell'uomo preistorico[1][2].

La prima segnalazione della grotta di San Teodoro e dei depositi paleontologici e paleoetnologici ubicati al suo interno e sul talus ad essa antistante, si deve alla esplorazione del barone Anca, che nel 1859 eseguì un primo saggio di scavo. Egli notò che all'interno vi erano depositi del Paleolitico superiore e nell'ampio saggio che fece all'ingresso della grotta trovò un sedimento che conteneva resti di animali (elefante nano, iena, cervo, cinghiale, orso, asino). Indagini successive furono condotte da Vaufray (1925), Graziosi e Maviglia (1942), Bonfiglio (1982-1985, 1987, 1989, 1992, 1995, 1998, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006) e Sineo (2022,2023)

La grotta di San Teodoro fu abitata dall'uomo entro uno spazio di tempo valutabile, all'incirca, tra i 12 000 e gli 8 000 anni a.C. che, dal punto di vista culturale, rappresenta il passaggio dall'epigravettiano finale al mesolitico[3].

La singolarità e l'importanza della grotta è data dal ritrovamento di antiche sepolture paleolitiche siciliane: sono cinque crani e due scheletri, eccezionalmente completi che hanno consentito una conoscenza approfondita degli antichi abitanti della Sicilia.

Il rituale delle sepolture consisteva nella deposizione del defunto in una fossa poco profonda in posizione supina oppure sul fianco sinistro, circondato da ossa animali, ciottoletti ed ornamenti composti da collane fatte con denti di cervo. Tutte le deposizioni furono ricoperte da un leggero strato di terra e al di sopra fu sparsa dell'ocra (colorante naturale) che formava un sottile livello. La testimonianza più importante è data dal ritrovamento dei resti fossili di una donna di circa 30 anni, alta 164 cm alla quale è stato attribuito il nome di Thea (dal latino Theodora) per collegarlo a quello della grotta.

  1. 1 2 La Storia - Comune di Acquedolci - Sito Ufficiale, su www.comunediacquedolci.it. URL consultato il 23 settembre 2025.
  2. Acquedolci (Sicilia) — Società Paleontologica Italiana, su paleoitalia.org. URL consultato il 23 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2017).
  3. (EN) Manon Galland, Giuseppe D’Amore, Martin Friess, Roberto Miccichè, Ron Pinhasi, Vitale Stefano Sparacello e Luca Sineo, Morphological variability of Upper Paleolithic and Mesolithic skulls from Sicily (PDF), in Journal of Anthropological Sciences, vol. 97, 2019, pp. 151-172. URL consultato il 23 settembre 2025.