Grotta Zinzulusa

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Grotta Zinzulusa
GrottaZinzulusa.JPG
L'entrata della grotta
StatoItalia Italia
RegionePuglia Puglia
ProvinceLecce Lecce
ComuniCastro
Lunghezza260 m
Originecarsica
Data scoperta1793
Esplorazione1950
Apertura al pubblico1957
Coordinate40°00′43″N 18°25′50″E / 40.011944°N 18.430556°E40.011944; 18.430556Coordinate: 40°00′43″N 18°25′50″E / 40.011944°N 18.430556°E40.011944; 18.430556
Mappa di localizzazione: Puglia
Grotta Zinzulusa
Grotta Zinzulusa

La Zinzulusa è una grotta naturale costiera che si trova lungo il litorale salentino tra Castro e Santa Cesarea Terme, una delle più note grotte anchialine dell'Italia meridionale[1].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione della grotta deriva dal termine dialettale "zinzuli", stracci, ed è dovuta alle formazioni carsiche, in particolare stalattiti, che pendono dal soffitto come fossero stracci appesi. La formazione della grotta, avvenuta per erosione marina, è ricondotta al periodo del Pliocene[2].

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

La prima citazione della grotta si trova negli scritti del vescovo di Castro, Antonio Francesco del Duca, che in una lettera del 1793 fa una dettagliata descrizione del sito[2]. Tuttavia, i primi studi iniziarono solo 150 anni dopo, nel 1950, e la grotta fu aperta al pubblico nel 1957.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Parete della cripta, o Duomo. I nomi e le date sono stati scritti col guano dei pipistrelli dagli operai che negli anni 1940 ripulirono la grotta ricoperta per 7 metri dal guano (solidificato).
Una stalagmite.

La grotta si può articolare in tre settori distinti:

  • Ingresso - si caratterizza per la grande varietà e quantità di stalattiti e stalagmiti che hanno una straordinaria somiglianza con oggetti. In questa zona, attraverso un lungo corridoio denominato delle Meraviglie si trova un piccolo lago, di acqua limpidissima dolce mista a infiltrazioni marine, chiamato Trabocchetto.
  • Cripta - la grotta continua con una grande cavità denominata cripta o Il Duomo, caratterizzata da pareti lisce alte fino a 25 metri; questa parte di grotta pare risalire al Cretacico. La grotta era abitata da un gran numero di pipistrelli, che l'avevano ricoperta con il loro guano per 5, 7 metri. Il guano, solido e su cui era possibile camminare, fu estratto negli anni 1940 da operai che crearono anche i camminamenti interni, oggi usati per le visite turisti.i pipistrelli non abitano più la grotta da ormai 8 anni .
  • Fondo - è la parte terminale della grotta, che giunge fino a 160 metri oltre l'ingresso, anch'essa ricavata in rocce cretaciche, e ospita il piccolo bacino chiuso del Cocito. Le acque sono caratterizzate da una stratificazione: nella parte bassa sono calde e salmastre mentre in superficie sono dolci e fredde.

La grotta presenta ulteriori bacini interamente sommersi, esplorati fino a 260 metri dall'ingresso.

Fauna acquatica[modifica | modifica wikitesto]

La grotta è invasa da acque sia marine che dolci sorgive, limpidissime e fredde. È particolarmente interessante dal punto di vista faunistico la presenza di poriferi, organismi generalmente non adatti ad ambienti isolati; in generale la grotta ospita un'inusuale diversità biologica, con presenza anche di specie endemiche della grotta[1].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo estivo la grotta è molto frequentata. In media è visitata da 100.000 turisti all'anno, con picchi di 3.500 visitatori al giorno. La parte aperta al pubblico sono i primi 150 metri della grotta, mentre la parte restante, in parte inondata, non è accessibile per la notevole importanza della sua biodiversità[1].

Tutela[modifica | modifica wikitesto]

Il Karst Waters Institute (KWI) nel 1999 ha inserito la grotta nella lista dei 10 sistemi carsici mondiali a maggior rischio, di cui è necessario garantire una adeguata tutela[3].

Cinematografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 in questa grotta furono girate da Carmelo Bene alcune sequenze del film Nostra Signora dei Turchi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) M. Parise, Some Considerations on Show Cave Management Issues in Southern Italy, in Van beynen P. (a cura di), Karst management, Springer, 2011, pp. 159-167, DOI:10.1007/978-94-007-1207-2_7.
  2. ^ a b Grotta Zinzulusa, su castromarina.info. URL consultato il 14 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2008).
  3. ^ Sito ufficiale, su grottazinzulusa.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su grottazinzulusa.it.
  • Grotta Zinzulusa, su castromarina.info. URL consultato il 14 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2008).
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