Groom of the Stool

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Henry Rich, I conte di Holland, Groom of the Stool di Carlo I sino al 1643
Una comoda del 1650 circa. collezione del Palazzo di Hampton Court.

Il Groom of the Stool era uno degli incarichi della casa reale del Regno Unito. Egli era un cortigiano responsabile di assistere il sovrano inglese durante le sue minzioni ed abluzioni.

La natura intima dell'incarico faceva si che tale carica fosse ricoperta da una persona con la quale il sovrano aveva una notevole confidenza, a tal punto da divenire nei secoli una persona temuta e rispettata a corte a discapito dell'incarico svolto, visto dalla storiografia moderna come vile e di secondo piano. L'ufficio andò a svilupparsi gradualmente nel corso dei decenni al punto che già all'epoca di Enrico VII d'Inghilterra egli aveva delle competenze in materia fiscale nel cosiddetto "chamber system".[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Groom of the Stool era un servitore maschio della casa reale inglese che era responsabile di assistere il re nella sua toeletta quotidiana e durante i suoi bisogni.[3] Oltre che della pulizia personale del sovrano, chi ricopriva questo incarico era responsabile anche della fornitura di acqua, asciugamani, monitorando accuratamente la pulizia degli oggetti intimi del re e la sua dieta sulla base di quanto riscontrato nelle feci[4] che veniva poi discusso assieme all'archiatra di corte circa la salute del re.[3] Il nome per esteso di "Groom of the Close Stool" deriva direttamente dalla comoda utilizzata dal sovrano ("close stool" in inglese, appunto).[5][6]

Nell'era dei Tudor[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo Tudor, il ruolo del Groom of the Stool venne ricoperto da personalità di spicco della corte inglese come ad esempio Hugh Denys (m. 1511) che era membro della nobiltà locale del Gloucestershire, sposato, e in possesso di quattro castelli. Questa funzione al tempo dei Tudor venne trasformata in un ruolo simile a quello del ministro del tesoro reale.[7][8][9]

All'inizio del regno di Enrico VIII, il titolo venne concesso alle persone di massima fiducia del re. Questi erano generalmente figli di nobili o esponenti di rilievo dell'aristocrazia terriera di provincia. Con l'ottenimento di tale carica, essi divenivano virtualmente come dei segretari personali del re e svolgevano una serie di incarichi amministrativi per quanto concerneva gli appartamenti privati del sovrano. Essa garantiva inoltre un accesso diretto al re, senza filtri.[10]David Starkey scriveva: "Il Groom of the Stool svolgeva (ai nostri occhi) gli incarichi più vili; ad ogni modo il suo incarico era tra i più alti... Servire il corpo del re ad ogni modo era un incarico molto onorevole senza traccia di umiliazione alcuna."[11][12]

Evoluzione e uso discontinuo del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio, per sua natura, era riservato unicamente ai sovrani maschi e pertanto con l'ascesa di Elisabetta I d'Inghilterra nel 1558, esso venne rimpiazzato dall'incarico di First Lady of the Bedchamber, detenuto per prima da lady Kat Ashley.[13] L'incarico venne ad ogni modo reso nullo nel 1559.[9]

In Scozia i valletti di camera avevano un ruolo equivalente.[14] All'ascesa di Giacomo I d'Inghilterra, l'incarico venne ripreso col titolo di Gentleman of the Bedchamber, sempre ricoperto da un grande nobile che deteneva un notevole potere e un accesso diretto al sovrano. Durante il regno di Carlo I il termine di "stool" sembrava aver ormai perso il suo originario significato di "sedia". Dal 1660 l'incarico di Groom of the Stole (dopo la Restaurazione) venne gestito dal First Gentleman of the Bedchamber il quale mantenne tutte le proprie prerogative ed inoltre aveva ora il potere di ammettere o meno negli appartamenti privati del sovrano.[15] In maniera incongruente al suo significato, l'incarico di Groom of the Stole continuò a sopravvivere anche durante il regno della regina Anna, la quale ad ogni modo affidò l'incarico ad una duchessa di sua fiducia che combinava in sé anche i doveri della titolare del ruolo di Mistress of the Robes.[16]

Sotto gli Hannover il ruolo del Groom of the Stole iniziò ad essere nominato nella The London Gazette.[17] Nel 1726, John Chamberlayne scrisse che mentre il Lord Chamberlain aveva la supervisione su tutti gli ufficiali della camera del re, "la camera del re esclusiva [...] competeva interamente al Groom of the Stole".[18] Chamberlayne traduceva inoltre il significato del nome dal greco, facendone colui che aiutava il re a vestirsi la mattina e gli porgeva gli abiti.[18] Dal 1740 il Groom of the Stole aveva ormai l'esclusiva cura del guardaroba reale.[19]

L'incarico decadde già durante il regno della regina Vittoria anche se suo marito Alberto e suo figlio Edoardo ne fecero ancora uso, con il significato di guardarobieri. L'incarico venne abolito definitivamente nel 1901 con l'ascesa di Edoardo VII in quanto percepito ormai come obsoleto.[senza fonte]

Elenco dei Grooms of the Stool[modifica | modifica wikitesto]

Prima dei Tudor[modifica | modifica wikitesto]

  • William Grymesby viene menzionato col titolo di Yoman of the Stoole nel 1455, in A collection of ordinances and regulations for the government of the royal household, stampato nel 1790. Questo personaggio potrebbe essere stato il parlamentare Willielmus Grymesby.

Tudor[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool sotto Enrico VII[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool sotto Enrico VIII (1509–1547)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool di Edoardo VI (1547–1553)[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno da Maria I ad Elisabetta I.

Stuart[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool di Giacomo I (1603–1625)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool di Carlo I (1625–1649)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stool di Enrichetta Maria di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Carlo II (1660–1685)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Giacomo II (1685–1688)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Guglielmo III (1689–1702)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole della regina Anna (1702–1714)[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole del principe Giorgio di Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Hannover[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Giorgio I[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Giorgio II[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Giorgio III[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Giorgio IV[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Guglielmo IV[modifica | modifica wikitesto]

Victoria non nominò nessuno al ruolo di Groom of the Stole; nomine vennero fatte ad ogni modo per suo marito e per il principe di Galles suo figlio primogenito.

Grooms of the Stole del principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha[modifica | modifica wikitesto]

Grooms of the Stole di Alberto Edoardo, principe di Galles[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Starkey, D. The Virtuous Prince, 2009.
  2. ^ D. Grummitt, "Henry VII, Chamber Finance and the 'New Monarchy': some New Evidence". Journal of the Institute of Historical Research, vol.72, no.179, pp.229-243. Online 2003.
  3. ^ a b Claire Ridgway, What is a Groom of the Stool?, su the Tudor Society, Tudor Society. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  4. ^ Ben Johnson, Groom of the Stool, su Historic UK, Historic UK. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  5. ^ Brewer, E. Cobham. "Grom of the Stole" Dictionary of Phrase and Fable. Philadelphia: Henry Altemus, 1898; Page 369.
  6. ^ A Dictionary of the English Language. By Noah Webster, Chauncey Allen Goodrich, John Walker. Page 466.
  7. ^ Starkey, David. The Virtuous Prince, 2004, cap. 16. Nel medesimo punto si discute anche come la carica sia stata de facto resa nulla dall'ascesa al trono di Elisabetta I
  8. ^ Bruce Boehrer. "The Privy and Its Double: Scatology and Satire in Shakespeare's Theatre". in Dutton, Richard, A Companion to Shakespeare's Works: Poems, Problem Comedies, Late Plays, 2003.
  9. ^ a b Mark Nicholls, A History of the Modern British Isles, 1529–1603: The Two Kingdoms, Wiley-Blackwell, 1999, p. 194, ISBN 978-0-631-19334-0.
  10. ^ a b c d Alison Weir, Henry VIII: The King and His Court, Random House, 2002, ISBN 978-0-345-43708-2.
  11. ^ Cit. in Orlande Patterson, Slavery and Social Death: A Comparative Study, Harvard UP, 1982, p. 330.
  12. ^ Kevin M. Sharpe e Steven N. Zwicker, Reading, Society and Politics in Early Modern England, Cambridge UP, 2003, p. 51.
  13. ^ Peter Brimacombe, All the Queen's Men: The World of Elizabeth I, Palgrave Macmillan, 2000, p. 25, ISBN 978-0-312-23251-1.
  14. ^ Bowes Correspondence (Londra, 1843), pp. 205-6: Roderick J. Lyall, Alexander Montgomerie: Poetry, Politics, and Cultural Change in Jacobean Scotland (Arizona, 2005), p. 97.
  15. ^ R. O. Bucholz, 'The bedchamber: Groom of the Stole 1660-1837', in Office-Holders in Modern Britain: Volume 11 (Revised), Court Officers, 1660-1837, ed. R O Bucholz (London, 2006), pp. 13-14. British History Online http://www.british-history.ac.uk/office-holders/vol11/pp13-14 [accessed 5 July 2019]., su British History Online, Institute of Historical Research. URL consultato il 5 luglio 2019.
  16. ^ Joseph Haydn, The Book of Dignities, London, Longman, Brown, Green and Longmans, 1851.
  17. ^ The London Gazette, various.
  18. ^ a b John Chamberlayne, Magnae Britaniae Notitia Or the Present State of Great Britain, Volume 1, 1726, pp. +100–104.
  19. ^ Thomas Dyche, A New General English Dictionary, London, Richard Ware, 1740.
  20. ^ Burke, John, "A Genealogical and Heraldic History of the Commoners of Great Britain and Ireland, Enjoying Territorial Possessions Or High Official Rank: But Univested with Heritable Honours", 1838. A genealogy of the Burton family of Shropshire by Burke's Peerage.
  21. ^ Starkey, D., The Virtuous Prince, 2008.
  22. ^ Eric William Ives, The life and death of Anne Boleyn: 'the most happy', Wiley-Blackwell, 2004, p. 207, ISBN 978-0-631-23479-1.
  23. ^ Strype, John, Ecclesiastical Memorials, vol. 1 part 2, Oxford (1822), 458-9.
  24. ^ Stanhope, Michael (by 1508–1552), History of Parliament Retrieved 24 September 2015.
  25. ^ Neil Cuddy, 'The Revival of the Entourage' in David Starkey, The English Court (London, 1987), p. 185.
  26. ^ FULLERTON, Sir James (c.1563-1631), of Broad Street, London and Byfleet, Surr., History of Parliament Trust. URL consultato il 4 aprile 2019.
  27. ^ a b Edward Hyde Clarendon, The History of the Rebellion and Civil Wars in England: Begun in the Year 1641, a cura di William Dunn Macray, Clarendon Press, 1888, p. 146.
  28. ^ a b John Evelyn, The Life of Margaret Godolphin, Chatto and Windus, 1907, p. 4.
  29. ^ Charles O'Conor, Bibliotheca Ms. Stowensis. A Descriptive Catalogue of the Manuscripts in the Stowe Library, Vol. II, Seeley, 1819, p. 527.

Vedi anche[modifica | modifica wikitesto]