Grigorij Vasil'evič Romanov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grigorij Vasil'evič Romanov
Лизичев А.Д. и Романов Г.В. в 6-й гв. омсбр. Берлин 1983.jpg
Romanov (a destra) a Berlino Est nel 1983

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature VII, VIII, IX, X
Circoscrizione Oblast' di Leningrado (VII, VIII), Leningrado (IX, X)

Deputato del Soviet delle Nazionalità del Soviet Supremo dell'URSS
Legislature XI
Circoscrizione RSFS Russa

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica

Grigorij Vasil'evič Romanov (in russo: Григорий Васильевич Романов?; Nižnij Novgorod, 7 febbraio 1923Mosca, 3 giugno 2008) è stato un politico sovietico, leader del Partito Comunista dell'Unione Sovietica di Leningrado, membro dell'ufficio politico (Politburo) del PCUS.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia contadina nei pressi di Nižnij Novgorod, combatté nella seconda guerra mondiale come ufficiale di collegamento. S'iscrisse al partito comunista nel 1944 e in seguito intraprese gli studi presso l'Istituto di costruzioni navali di Leningrado.

Dal 1957 fino al 1960 fu il segretario del comitato rionale del PCUS per la zona Kirovskij e nel 1970 divenne primo segretario del comitato distrettuale di Leningrado. Durante la sua permanenza in questa carica fu significativamente ampliata la metropolitana di Leningrado e fu avviata la costruzione di una diga destinata a proteggere la città dalle inondazioni della Neva.

Nel 24º congresso del PCUS Romanov fu eletto membro del comitato centrale e nel 1976 entrò a far parte dell'ufficio politico del partito. Comunemente considerato fautore di una "linea dura" e rappresentante della fazione conservatrice all'interno della dirigenza sovietica, era uno dei seri pretendenti al posto di segretario generale del PCUS, resosi libero nel 1984, dopo la morte di Jurij Andropov.

Tuttavia, a seguito di una segreta lotta politica tra i membri dell'ufficio politico[1], tale carica fu affidata ad una figura di compromesso incarnata da Konstantin Ustinovič Černenko. Dopo l'arrivo al potere di Michail Gorbačëv nel 1985 Romanov fu espulso dall'ufficio politico[2] e non occupò più posti politicamente rilevanti.

Dopo il disgregamento dell'Unione Sovietica entrò nelle file del Partito Comunista della Federazione Russa dove assunse la mansione del consigliere del segretario generale Gennadij Zjuganov. Nel 1998 con un decreto presidenziale firmato da Boris El'cin a Romanov fu assegnata una pensione di Stato per il suo contributo nello sviluppo dell'industria bellica nazionale. Fu sepolto al cimitero Kuncevskoe a Mosca.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe del Lavoro Socialista - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista
Ordine di Lenin (3) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (3)
Ordine del Distintivo d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Distintivo d'onore
Ordine della Bandiera rossa del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera rossa del lavoro
Ordine della Rivoluzione d'ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'ottobre

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spot the winner. The Economist (London, England), Saturday, February 16, 1985; pg. 58; Issue 7381.
  2. ^ Patrick Cockburn. Romanov Ousted from Politburo. The Financial Times (London, England), Tuesday, July 02, 1985; pg. [1]; Edition 29,664.

Riferimenti bibliografici[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN52997257 · LCCN: (ENn80143822 · GND: (DE104691815X