Grifis

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Grifis
Grifis.png
Grifis nella serie di film Berserk - L'epoca d'oro
UniversoBerserk
Nome orig.グリフィス (Gurifisu)
Lingua orig.Giapponese
Alter egoPhemt
AutoreKentarō Miura
StudioOriental Light and Magic
EditoreHakusensha
1ª app. inYoung Animal
Editore it.Panini Comics
app. it. inPlanet Manga
Voci orig.
Voci italiane
Specieumano/demone
SessoMaschio

Grifis (グリフィス Gurifisu?), Griffith nell'edizione italiana dell'anime, è il principale antagonista della serie di manga e anime Berserk di Kentarō Miura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

«Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni. Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore... fino alla morte.»

(Griffith)

Inizialmente co-protagonista di Berserk insieme a Guts, diverrà in seguito il più acerrimo nemico di quest'ultimo. È uno di quei generali dallo spiccato senso strategico e dall'ineguagliabile intelligenza, capace di affascinare col suo carisma ed il suo fascino chiunque lo circondi; tuttavia l'ambizione e la brama di potere lo spingeranno a compiere atti sempre più crudeli e disumani.

L'Armata dei Falchi[modifica | modifica wikitesto]

Quando ha circa dieci anni, un ragazzino di umili origini di nome Grifis, che sogna un regno tutto suo, inizia a mettere in piedi una banda di predoni. Raccoglie solo volontari e tra loro figurano il minatore Pippin, il bandito Korcus, il saltimbanco Judeau e la dodicenne Caska. Nasce così l'Armata dei Falchi, una squadra mercenaria che verrà reclutata da vari nobili tra cui lord Genon, un signorotto perverso e pedofilo che in cambio di una notte con Grifis gli fornirà i soldi per gli armamenti. Grifis accetterà anche se ne rimarrà disgustato profondamente e solo grazie a Caska riprenderà la ragione. I Falchi così vincono una battaglia dopo l'altra e cominciano a far parlare di loro.

L'incontro con Gatsu[modifica | modifica wikitesto]

Griffith continua a rimanere imbattuto con la sua armata e durante la battaglia con Agnas si accorge di un ragazzo che uccide con soli due colpi il possente Bazooso. Quel ragazzo è Guts e il destino vuole che i due si incontrino quando Corcus e qualche altro membro dei falchi tentano di derubare Guts. Griffith interviene salvando Caska e ha uno scontro con Guts in cui dimostra la sua superiorità battendolo in pochi colpi. Guts viene portato all'accampamento e al suo risveglio gli chiede perché lo abbia risparmiato. Griffith risponde che vuole Guts nella sua armata perché ne ha riconosciuto l'abilità in battaglia e Guts propone un duello tra i due in cui se lui avesse perso sarebbe entrato nell'armata dei falchi. Griffith accetta e riesce di nuovo a vincere, stavolta non senza venire ferito da Guts.

Mentre si stanno facendo una doccia Griffith spiega a Guts le sue ambizioni e lo rassicura sul fatto che non lo desidera come amante, ma solo come guerriero, inoltre gli mostra il suo Bejelit scarlatto ricevuto da una vecchia signora, e che è chiamato l'uovo del re conquistatore. Alla prima battaglia con i Falchi, Griffith dà a Guts l'incarico di guidare la retroguardia, il quale accetta gli ordini e durante l'attacco è colpito da come la strategia di Griffith sia studiata sin nei minimi dettagli.

L'avvento a corte[modifica | modifica wikitesto]

La Squadra dei Falchi giunge a Windom, capitale delle Midlands, dove viene assoldata per combattere la Guerra dei cent'anni. Essa affronta e sconfigge i Montoni Neri di Tuder, però lo scontro si conclude con un pesante passivo. Il merito è di Zodd, un guerriero che neanche Griffith, coadiuvato da Guts, riesce a sconfiggere. Griffith che è stato sconfitto si ritrova svenuto ai piedi del mostro e solo il bejelit scarlatto che porta al collo fa desistere Zodd dall'ucciderlo e lo induce ad una sospensione della battaglia.

I Falchi diventano così una delle truppe ufficiali del regno, tuttavia sono malvisti dall'ala conservatrice del panorama politico. Inoltre nel regno si vocifera che Griffith sia prossimo a diventare conte e questo manda in tutte le furie Yulius, il fratello del re. Griffith fa anche la conoscenza della principessa Charlotte e le si mostra subito gentile catturandone l'attenzione e la simpatia.

Le gesta di Griffith e della Squadra dei Falchi affascinano oltremodo il Re delle Midlands che li vuole come scorta durante il raduno autunnale di caccia. Quando il ministro Phos dà la notizia a Yulius, questi che ha intenzione di uccidere Griffith ordina al suo arciere di colpirlo con una freccia avvelenata. Griffith durante la battuta di caccia resta per tutto il tempo al fianco di Charlotte e quando la freccia è scoccata, gli trapassa l'armatura ma viene fermata dall'impatto col Bejelit, salvandogli la vita. Griffith scopre facilmente che l'attentato è stato ordito da Yulius, così commissiona a Guts l'omicidio del conte, il quale si rivela un successo. Nel mentre Griffith si trovava ad un ballo di corte di cui ne approfitta per legare di più con la principessa e viene origliato da Guts, tornato dal luogo dell'omicidio, mentre spiega a Charlotte cosa è per lui un amico.

Ai Falchi viene ordinato dal Re delle Midland di riconquistare la fortezza di Dordrey per poter così vincere la guerra. Griffith si assume la responsabilità dell'esito della battaglia e assicura la vittoria, nonostante molte legioni siano già state sconfitte in passato. Solo i ministri Owen e Ravan vedono di buon occhio Griffith, mentre tutti gli altri lo considerano un ragazzino montato di testa. Con soli 4'000 uomini Griffith e compagni sbaragliano l'armata dei Rinoceronti Viola di Tuder capeggiati da Bascon, e Griffith sfrutta il vecchio signorotto Genon, che era diventato generale grazie al suo ceto sociale per vincere la battaglia, al termine del quale eliminerà il lord.

Dopo la morte di Yulius, la regina delle Midland insieme ad alcuni personaggi di spicco tra cui il ministro Phos, organizzano una nuova congiura per Griffith. Il piano prevede che durante la cerimonia per celebrare la promozione dell'armata di Griffith, che prenderà il nome di Armata della Fenice Bianca, al comandante verrà servito del vino avvelenato. Griffith tuttavia lanciando un'occhiata a Phos capisce che qualcuno cospira alle sue spalle e decide di far rapire la figlia del ministro, affinché questi tradisca la regina. Griffith confida il suo piano solo a Guts e quando il Falco mette in scena la sua morte l'unico a non preoccuparsi è proprio il comandante della squadra d'assalto, che però si occuperà di eliminare i rapitori assoldati da Griffith. Griffith comparirà davanti alla regina, la quale si trova barricata in una delle torri in fiamme a cui lui stesso ha dato fuoco così da sbarazzarsi dei suoi oppositori, e restituirà la figlia rapita al padre Phos.

La fine dei Falchi[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al "salvataggio" della principessa Charlotte, Griffith prende confidenza con lei e le rivela le proprie ambizioni e i suoi sogni; inoltre, fa un discorso molto profondo sull'amicizia. Ad ascoltare questo discorso c'è anche Guts, il quale decide di lasciare la Squadra dei Falchi.

Quando Griffith viene a sapere della volontà di Guts, decide di sfidarlo affinché questi non parta. Griffith sa che Guts è migliorato molto rispetto al loro primo duello e decide di attaccarlo con un colpo secco e, nel peggiore dei casi, di ucciderlo pur di non lasciarlo andar via. A Guts però basta un solo fendente per spezzare la spada di Griffith e metterlo a tappeto. A Griffith la sconfitta non va giù e, sconvolto, la sera stessa si reca nelle stanze della principessa dove trascorre con lei una notte d'amore ma soprattutto di suo sfogo personale.

Purtroppo per lui un'ancella lo scopre e il mattino seguente Griffith viene arrestato con l'accusa di alto tradimento. Il re ordina così ad un carnefice di torturarlo e di tenerlo in vita a soffrire per almeno un intero anno. Durante questi 365 giorni a Griffith vengono recisi i tendini di tutti e quattro gli arti, viene scarnificato su tutto il torace e gli viene tagliata la lingua; inoltre, prima dell'inizio delle torture perde il suo Bejelit.

L'eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Phemt le Ali delle Tenebre

Durante la permanenza di Griffith nella cella della Torre della Condanna il suo pensiero è rivolto solo ed unicamente a Guts, inoltre viene contattato per la prima volta dalla Mano di Dio i quali gli preannunciano l'avvento dell'eclisse e che presto diverrà uno di loro.

Quando i suoi compagni verranno a salvarlo Griffith si rende conto di quante cose siano cambiate: Caska e Guts ora hanno una relazione e soprattutto lui non potrà mai più brandire una spada. Questo scombussola non poco l'ex generale dei Falchi e dopo la morte di Wiald decide di suicidarsi, fallendo però nel tentativo. Griffith ritrova però il Bejelit scarlatto ed esso comincia a lacrimare sangue. Subito dopo tutto il sole si annerisce e i membri della Mano di Dio compaiono. Urbick mostra a Griffith ciò che lui anela veramente, portandolo nella suo inconscio e spiegandogli che per realizzare il suo sogno non deve farsi scrupoli a camminare sui cadaveri.

Scosso da quella visione Griffith si rende conto di poter ribaltare la situazione e con l'aiuto di Boid sacrifica i membri dell'Armata dei Falchi per il raggiungimento del suo sogno. Mentre i suoi ex subordinati vengono sbranati dagli apostoli, Griffith si trasforma e assume le sembianze di Phemt (フェムト Femuto?), le Ali delle Tenebre. A quel punto giunge in volo nel bel mezzo del "banchetto" e di fronte all'inerme Gatsu, violenta l'impotente Caska.

La rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Griffith riesce a tornare nel mondo dei vivi con sembianze mortali grazie al sacrificio dell'apostolo Bejelit e del figlio di Gatsu e Caska nella torre di Sant'Albione. Una volta ritornato si dirige da Rickert insieme a Zodd per convincerlo a riunirsi ai falchi. Tuttavia viene raggiunto da Gatsu che prova ad affrontarlo senza risultati in quanto Zodd interviene in difesa del membro della Mano di Dio. Durante il combattimento Zodd fa crollare la caverna degli elfi, le macerie rischiano di cadere su Caska uccidendola. Griffith la protegge col suo mantello salvandola. Poco dopo lo scontro (a cui ha posto egli stesso fine) Griffith si ritira riaffermando di voler continuare a seguire il suo sogno di creare un regno dimostrando indifferenza e freddezza nei confronti delle morti dei suoi vecchi compagni. Durante il volo si chiede il perché abbia salvato Caska in quel momento. Intuisce che quel gesto è dovuto ai sentimenti del bambino informe che si è disciolto per dare forma al suo corpo.

Il nuovo Griffith

I Nuovi Falchi[modifica | modifica wikitesto]

Per prima cosa, Griffith forma una nuova Squadra dei Falchi raccogliendo tutti gli apostoli più forti esistenti, al fine di fermare i Kushan. Oltre a Zodd infatti, si riuniscono sotto il suo stendardo il gigante Gurnbeld, il cavaliere Rocks, il cacciatore Arwain e il sadico Laqushas. In seguito recluta numerosi umani, anche Kushan, tra i quali spiccano la veggente Sonia e il giovane Myur. Con questo nuovo esercito prima trae in salvo la principessa Charlotte dal castello di Windom sotto il controllo di Ganishuka. Successivamente manda i suoi apostoli ad uccidere la strega Flora e infine sconfigge nuovamente l'esercito dell'imperatore Ganishuka a Vritanis riottenendo il comando supremo dell'esercito delle Midlands e l'appoggio del Papa in persona.

Falconia[modifica | modifica wikitesto]

Ricomposto l'esercito delle Midlands, Griffith si dirige verso l'imperatore Ganishuka, il quale però ha superato la propria condizione di apostolo, divenendo un vero e proprio Dio della distruzione. Distrutta Windom, l'imperatore si prepara ad affrontare insieme ai suoi mostri Griffith, ma questi riesce (soprattutto grazie ad un intervento di Sonia) a coalizzare uomini e apostoli in un grande esercito che sbaraglia il nemico. A questo punto il Falco Bianco, insieme a Zodd, si dirige all'interno del corpo di Ganishuka riassumendo le sembianze di Phemt e batte una volta per tutte l'imperatore. Ad un tratto entra il Cavaliere del Teschio che tenta di uccidere Griffith con la Spada del Richiamo, ma il membro della Mano di Dio aveva già previsto tutto e dilata le dimensioni dello spazio e del tempo, per poi deviare il fendente del Cavaliere su Ganishuka, aprendo la porta tra il mondo reale e quello fantastico, trasformando tutta la realtà conosciuta dall'uomo in leggenda e mito (il capo dei maghi dell'isola degli elfi spiega che tale evento è riuscito a verificarsi, poiché Griffith ha distrutto i quattro sigilli degli elementi situati nei punti cardinali del mondo e di avere bruciato la foresta degli spiriti).

A questo punto riesce anche a rievocare l'antica capitale sotto la torre della rinascita, ossia la capitale dell'imperatore Gaisselick, alla quale viene dato il nome di Falconia. La gente di ogni nazione inizia subito ad occuparla, vivendo in pace e in armonia, protetta sui confini da dei cristalli che emanano una luce in grado di tenere lontani i mostri delle leggende. In compagnia della principessa Charlotte, e il papa e Sonia a compiere rituali funebri mostrando le anime dei morti per dare un ultimo saluto ai propri cari ancora in vita. Ricevendo la notizia che Rickert è giunto a Falconia, lo convoca a corte. Trovandosi infine faccia a faccia, Griffith domanda a Rickert se ha trovato la risposta alle domande che cercava e se vuole ancora seguire il suo sogno.

Per tutta risposta Rickert gli molla uno schiaffo in pieno volto, sotto lo sguardo sbigottito di Sofia, del Papa e di tutti i presenti, non tollerando la mancanza di rispetto di Griffith sulla collina delle spade, poiché quello era il cimitero dedicato alla vecchia squadra dei falchi. Rickert mostra infine il vecchio stemma della squadra dei falchi che è leggermente differente di quello attuale, affermando di fare ancora parte della squadra dei falchi ma non di quella del falco di luce, giacché non ritiene più Griffith il suo comandante. Il ragazzo così si congeda in modo definitivo da Griffith.

Griffith in compagnia di Charlotte, osserva Rickert allontanarsi ammettendo di essere stato respinto. Ma quelle stessa notte Griffith ordina all'apostolo delle tenebre Laqshas di assassinarlo. Con uno stratagemma Rickert riesce tuttavia a fermarlo, per poi prendere il volo al galoppo di mostri alati in compagnia del vecchio fachiro, ex servitore dell'imperatore Ganishuka, e del principe dei Kushan. Griffith li osserva dal castello mentre si allontanano. Il capo dei maghi dell'isola degli elfi afferma che nonostante le apparenze, l'albero del mondo è un gigantesco portale definito "tana del drago" che funge da accesso fra le zone più profonde del mondo degli spiriti.

Falconia, la città di Griffith, si trova esattamente al centro del portale. Dopo questi avvenimenti Griffith guida l'esercito di Falconia, intento a constrastare un esercito di giganti che servendosi delle vecchie case abbandonate degli uomini si costruisce delle armature apprestandosi infine ad invadere Falconia. Con l'aiuto dei guerrier diabolici, Griffith riesce a sbaragliare l'esercito uccidendo infine il capo dei giganti. Abbattuti tutti i giganti, quelle terre sono state infine liberate permettendo così agli uomini di Falconia di tornare ad abitarci. Griffith trova un vecchio spiazzo con delle grosse pietre dolmin e con l'aiuto di Gurnbeld ricostruisce infine gli archi. Esso si rivela essere un portale magico. Sofia e Griffith entrano nel portale alla guida dell'esercito. Si scopre che esso è collegato con i rami dell'Albero Spirale: compiendo un salto temporale, l'intero esercito torna a Falconia in poco tempo.

Nome e traduzione[modifica | modifica wikitesto]

La traslitterazione ufficiale è Griffith, così come usata nell'edizione italiana di serie TV e film, mentre nella versione portoghese e italiana del manga viene utilizzata la sua pronuncia giapponese Grifis.[1]

L'ideologia di Grifis[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'intera opera, è stato possibile notare in varie occasioni l'ideologia di Grifis. Essa si può delineare molto facilmente in pochi punti:

  • Il concetto di "sogno": come possibile ricordare dal celebre discorso tenuto da Grifis alla presenza della principessa Charlotte[2], il concetto di sogno è fondamentale per la comprensione del personaggio di Grifis. Infatti, a sua detta, ogni uomo possiede un sogno, piccolo o grande che sia, e nel corso della vita tenta di portarlo a compimento, per quanto questo, in realtà sia impossibile. Esiste chi è capace di perseguire un proprio sogno e chi, invece, deve mettersi al servizio del sogno di altri, al fine di poter realizzare il proprio.
  • Il concetto di "amicizia" di Grifis[2]: un amico è una persona che coltiva un sogno della stessa grandezza e importanza. Allo stesso tempo, questo fa sì che i due sogni debbano venire a scontrarsi per poter essere realizzati, quindi, effettivamente, dall'amicizia nasce anche la rivalità. Gatsu, ad esempio, è l'unica persona che Grifis considera come un amico in quanto è l'unica persona che è capace di opporsi al sogno di Grifis (ad esempio abbandonando la Squadra dei Falchi). Ogni altra persona è solo un mezzo per raggiungere il proprio sogno, pertanto, ogni persona è sacrificabile.
  • Il fine giustifica i mezzi: anche questo aspetto dell'ideologia di Grifis è palesemente evidente. Basta considerare l'evento dell'Eclisse. Pur di raggiungere il proprio sogno, Grifis è disposto ad ogni cosa, che essa sia moralmente discutibile o meno.
  • Il rifiuto della sconfitta: questo aspetto, meno evidente degli altri, è messo in risalto da alcune sue frasi, sparse tra i vari capitoli del manga. Ad esempio: "Chi muore sul campo di battaglia non è né un membro della famiglia reale, né un nobile, né un plebeo. Chi muore è solo un perdente."[2] o nel tentato suicidio nel capitolo precedente all'Eclisse. Griffith si rifiuta di perdere per il semplice fatto che ciò ostacolerebbe il percorso che lo conduce al compimento del suo sogno. Piuttosto che fallire, egli preferisce rischiare ancora, a costo di pagare un prezzo ancora più alto. Ad esempio, dopo che Gatsu abbandona i Falchi, tenta di sedurre Charlotte, finendo con l'essere imprigionato e torturato, oppure, quando si trova debilitato e prova a suicidarsi, decide di sacrificare l'intera Squadra dei Falchi per poter ricominciare ad inseguire il suo sogno.

Ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune interpretazioni il personaggio di Grifis potrebbe essere ispirato al condottiero inglese John Hawkwood, meglio noto con il nome italianizzato di Giovanni Acuto, attivo nell'Italia rinascimentale del XIV secolo. La storia personale del condottiero inglese ha infatti molti punti in comune con quella di Grifis: di umili origini (il padre era un conciatore di pelli), John abbandonò il lavoro paterno per imbracciare le armi nella Guerra dei Cent'anni combattendo per Re Edoardo III; in seguito alla tregua sancita dalla Pace di Brétigny, Hawkwood (all'epoca quarantenne) fondò poi una propria compagnia di mercenari chiamata Compagnia Bianca del Falco che combatté soprattutto in Italia nelle guerre che scoppiavano tra le varie signorie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da notare che nei promo dei primi numeri della serie regolare, dell'edizione italiana, il nome del personaggio veniva trascritto come Gripphith.
  2. ^ a b c Berserk - Wikiquote, su it.wikiquote.org. URL consultato il 28 gennaio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Grifis, su MyAnimeList. Modifica su Wikidata
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