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UFO Robot Goldrake

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Atlas UFO Robot" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo LP, vedi Atlas UFO Robot (album).
UFO Robot Goldrake
UFOロボグレンダイザー
(UFO Robo Gurendaizā)
Goldrake.png
Fotogramma tratto dalla sigla di coda.
Generemecha
Serie TV anime
AutoreGō Nagai
RegiaMasayuki Akehi, Tomoharu Katsumata, Masamune Ochiai
SceneggiaturaShozo Uehara, Keisuke Fujikawa, Tohojiro Andou
Char. designKazuo Komatsubara (ep. 1-48), Shingō Araki (ep. 49-74)
MusicheShunsuke Kikuchi
StudioToei Animation, Dynamic Planning
ReteFuji TV
1ª TV5 ottobre 1975 – 27 febbraio 1977
Episodi74 (completa)
Aspect ratio4:3
Durata ep.24 min
Rete it.Rai 2, Man-ga (ep. 15, 59 e 71)
1ª TV it.4 aprile 1978 – 15 aprile 2015
Episodi it.74 (completa)
Preceduto daGrande Mazinga
Manga
UFO Robot Goldrake
AutoreGō Nagai
DisegniGosaku Ota
EditoreKōdansha
RivistaMonthly TV Magazine
Targetshōnen
1ª edizioneottobre 1975 – marzo 1977
Tankōbon4 (completa)
Editore it.d/visual
1ª edizione it.30 novembre 2007
Periodicità it.irregolare
Volumi it.4 (completa)
Preceduto daGrande Mazinga

UFO Robot Goldrake (UFOロボグレンダイザー UFO Robo Gurendaizā?), nota in italiano anche come Atlas UFO Robot, è un anime televisivo di genere mecha prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977 e basato sull'omonimo manga di Gō Nagai.

In Italia l'anime ebbe notevole successo di pubblico[1][2] e anche le versioni italiane delle sigle furono fra i singoli più venduti del 1978 con oltre settecentomila copie il primo e oltre un milione il secondo.[3]

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975 Gō Nagai aveva collaborato alla realizzazione di UFO Robot Gattaiger - La grande battaglia dei dischi volanti (Uchū enban daisensō (宇宙円盤大戦争? lett. La grande battaglia dei dischi volanti)), un mediometraggio di circa trenta minuti distribuito nei cinema in Giappone e sorta di film pilota che divenne la base per lo sviluppo della serie televisiva e, in seguito, dalla sua trama vennero tratti gli ultimi tre episodi della stessa.

Per sfruttare il successo di pubblico incontrato dalle due precedenti serie anime create da Gō Nagai e prodotte dalla Toei, Mazinger Z e Il Grande Mazinger, il personaggio di Koji Kabuto, assente nel film pilota, venne inserito nella trama della nuova serie come trait d'union e anche la caratterizzazione del robot fu modificata proprio per essere più in linea con lo stile dei mecha delle due precedenti serie di Nagai, in modo da far sì che la nuova serie formasse con esse una trilogia, anche se, a differenza delle serie di Mazinger, fu concepito subito come prodotto destinato anche a un pubblico femminile (shōjo).[4]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Episodi di UFO Robot Goldrake.

La nuova serie anime fu prodotta in 74 episodi dalla Toei Animation e ideata da Gō Nagai sulla base del suo omonimo manga, con le musiche di Shunsuke Kikuchi e il character design e le animazioni di Kazuo Komatsubara, sostituito da Shingo Araki[5] stabilmente a partire dall'episodio n. 49. I 74 episodi complessivi della serie furono trasmessi per la prima volta in Giappone dalla Fuji Television dal 5 ottobre 1975 al 27 febbraio 1977.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la serie fu trasmessa per la prima volta alle 18.45 di martedì 4 aprile 1978 sulla Rete 2 all'interno del contenitore serale Buonasera con..., intitolato in quell'occasione "Buonasera con... Superman - Atlas Ufo Robot". La prima puntata fu introdotta da una breve presentazione fatta da Maria Giovanna Elmi, allora annunciatrice RAI, che spiegava al pubblico italiano le caratteristiche della serie e della fantascienza giapponese e che raccontava del successo riscosso all'estero da questi «particolari cartoni animati»: era infatti la prima serie robotica giapponese a essere trasmessa in Italia.

Il termine Goldrake potrebbe venire sempre dalla Francia, dove la serie fu importata in esclusiva per l'Europa da Jacques Canestrier di Antenne 2, e dove la RAI l'acquistò. In particolare, Goldrake appare come l'anglicizzazione di Goldoràk, il nome inventato dallo stesso Canestrier.[senza fonte] D'altro canto, molti sostengono che si tratterebbe della fusione dei nomi Goldfinger e Mandrake, anche se questa sembra essere più verosimilmente l'origine del nome di un altro Goldrake, "Goldrake, l'agente playboy" (Edizioni EP), un fumetto italiano per adulti realizzato da Renzo Barbieri e Sandro Angiolini nel 1966. In ogni caso non esistono prove di un rapporto di derivazione tra il nome del fumetto e quello dell'adattamento italiano dell'anime.[6] I nomi italiani dei personaggi, mutuati quasi tutti dall'adattamento francese, sono di pura fantasia, a eccezione di Alcor, Mizar e Rigel, che come Vega (Alpha Lyrae) sono nomi propri di origine araba di altrettante stelle. Alcor e Mizar (Zeta UMa) si trovano nella costellazione dell'Orsa Maggiore e sono un sistema binario di stelle doppie, mentre Rigel (Beta Orionis), pure doppia, si trova in quella di Orione. Actarus, invece, è la trascrizione fonetica della pronuncia inglese di Arcturus (Alpha Bootis), nella costellazione di Boote. Venusia viene chiaramente dall'aggettivo venusiana, ossia del pianeta Venere, mentre Procton deriva probabilmente dall'inglese proton (protone), o più verosimilmente è una trasformazione del nome francese del personaggio, Procyon, che pure è una stella (doppia).[7]

La programmazione Rai suddivise la serie in tre blocchi: dal 4 aprile al 6 maggio 1978 (24 episodi); dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio 1979 (25 episodi); dall'11 dicembre 1979 al 6 gennaio 1980 (22 episodi). Furono infatti doppiate e trasmesse in TV solo 71 puntate su 74, con esclusione degli episodi 15, 59 e 71, e ciò malgrado la RAI avesse acquistato l'intera serie.[8]

Pur essendo la terza parte di una trilogia insieme con Mazinga Z e Grande Mazinga, in Italia la serie fu trasmessa prima delle altre due, e così nelle edizioni italiane la continuità fra le tre storie si è completamente perduta, anche per l'alterazione dei nomi originali che, ad esempio, impedisce di cogliere l'unicità del personaggio di Koji Kabuto, rimasto tale nell'adattamento del Grande Mazinga, ma chiamato Ryo in Mazinga Z, ed Alcor in UFO Robot Goldrake.[8]

Particolare successo ebbero le due sigle italiane e il relativo LP contenente la colonna sonora della serie. Ufo Robot, la prima sigla, sfondò il tetto del milione di copie vendute, raggiungendo la quarta posizione dei singoli più venduti[3]. Goldrake raggiunse la settima posizione, vendendo oltre settecentomila copie[3]. Entrambe le sigle, scritte da Luigi Albertelli su musica e arrangiamento di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca, confluirono nell'album Atlas Ufo Robot.

L'ultima trasmissione televisiva di Goldrake risale al 1998 su canali regionali.

L'ultima apparizione di Goldrake sulla RAI avvenne giovedì 13 settembre 1984, sempre su RAI DUE, dalle 16.35 alle 17,

con l'ultimo episodio GOLDRAKE O VEGA? (GOLDRAKE...ADDIO?).

DVD[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione in DVD esce dopo circa trent'anni dalla trasmissione televisiva, con il progetto di una edizione integrale in 12 DVD curata e prodotta da Dynamic Planning e TOEI Video e distribuita dall'editore nipponico d/visual. La versione home video contiene tre tracce audio, in giapponese, in italiano con i nomi dell'edizione televisiva e in italiano con i nomi originali, ma non presenta sottotitoli di sorta, ad esclusione dei cartelli presenti in funzione multiangolo. L'audio italiano consiste in un nuovo doppiaggio e i dialoghi sono stati ampiamente rivisti per correggere tutte le imprecisioni e gli errori dell'adattamento del 1978. La pubblicazione, per motivi ignoti, è stata interrotta dopo l'uscita del decimo volume. La seconda edizione in DVD è stata prodotta da RCS e Yamato Video e distribuita nelle edicole con La Gazzetta dello Sport dal 28 agosto 2014. Anche questa edizione presenta tre tracce audio, ma al posto del ridoppiaggio con i nomi originali è presente il doppiaggio italiano del 1978.

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Il manga venne scritto da Go Nagai e pubblicato dalla Kodansha sul TV Magazine da ottobre 1975 a maggio 1976 e venne poi raccolto in due volumi.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Garla, un manga del 1976, era stato originariamente pensato da Gō Nagai come seguito di Goldrake, ma la disputa nata con la Toei Animation per i diritti su Gaiking fece naufragare il progetto. Nel 2002 Goldrake è stato ripreso nel sesto capitolo del volume Dynamic Superobot Wars (pubblicato in Italia nel 2005), e poi nuovamente nel 2004 nel manga Dynamic Heroes, pubblicato in Italia nel 2007 dalla D/books nella doppia versione con nomi originali giapponesi e nomi dell'edizione storica italiana trasmessa dalla Rai Rete 2 a partire dal 1978. Nell'agosto del 2014 viene annunciato che già dal settembre dello stesso anno la rivista Champion RED inizierà a pubblicare Grendizer Giga, un manga remake di Goldrake.[9]

Reboot[modifica | modifica wikitesto]

Grendizer Giga (グレンダイザー ギガ) è un reboot del manga della storia originale di UFO Robot Goldrake di Go Nagai. Il manga è stato pubblicato su Akita Shoten's Champion RED dal 19 settembre 2014 al 19 luglio 2015 e presenta una versione alternativa della storia originale indipendente dal resto del franchise Mazinger.

Secondo un'intervista con la Hobby Japan magazine, Spaceship mangaka Go Nagai doveva produrre solo due volumi di contenuto. Ha anche affermato di volere continuare il manga in una data successiva anche se in circostanze diverse. Per promuovere il rilascio del primo volume, è stato creato un PV animato da Dynamic Productions e pubblicato su YouTube. L'inserimento del personaggio Cutey Honey nel manga è stato dichiarato a causa di una espansione per includere Danbei, dato il suo ruolo nel franchise Cutey Honey nel suo complesso. Durante le sue uscite iniziali, gli appassionati del Grendizer (l'originale) hanno elogiato il manga per ridimensionare la formula della serie originale, nonché i disegni dei personaggi e delle scene di battaglia. Tuttavia la serie è stata elogiata e criticata per mostrare i collegamenti alla serie precedente, inclusi i ruoli dei personaggi principali occupati dal Makiba Family e Space Laboratory e l'inclusione di Cutey Honey. La critica principale della serie è stata la corsa breve della trama e la mancanza di sviluppo del carattere. Grendizer Giga è molto simile a franchise Cobra (manga prodotto nel 1978) e inoltre i ricordi di Daisuke così come il cambiamento della personalità sono simili al cambiamento di Cobra nei ricordi e nell'aspetto di nascondersi dai nemici; Maria è un'androide che assiste Ruke in battaglia come in Cobra che viene assistito dal partner Lady Armaroid.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Duke Fleed, fugge dopo una disperata resistenza a bordo di un robot da battaglia, Goldrake (Grendizer), dal suo pianeta natale Fleed in seguito all'attacco delle truppe del Re Vega che vuole sottomettere i pianeti invadendoli e annettendoli al loro impero. Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato gravemente ferito dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell'Istituto di ricerche spaziali, il quale lo accoglie e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per suo figlio di ritorno da un lungo viaggio mentre il robot con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all'interno dell'istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.

Circa otto anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del generale Gandal (che è un tutt'uno con Lady Gandal, essendo questa la metà femminile dell'essere mostruoso che insieme formano)[10] stabiliscono la base Skullmoon sulla Luna. Actarus, per difendere il suo pianeta adottivo, deve fare ricorso al robot. Ad aiutarlo c'è il giovane Koji Kabuto, il quale pilota un disco volante chiamato TFO (Test Flying Object). I due oppongono una agguerrita resistenza respingendo i continui assalti degli invasori che inviano a più riprese contro la Terra dei robot ma anche animali trasformati in cyborg insieme a pattuglie di dischi volanti. Durante i periodi di tregua, Actarus vive e lavora come inserviente nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e dei suoi due figli, Mizar (Goro Makiba) e Venusia (Hikaru Makiba), innamorata di lui e inizialmente all'oscuro della sua reale identità, finché un giorno egli deve ricorrere alle sue capacità superiori e trasformarsi in Duke Fleed, rivelando così il suo segreto. Gli attacchi di Vega proseguono fino a quando Hydargos, stanco delle molteplici sconfitte che ne minano il prestigio e l'autorità sotto la pressione di Gandal, progetta e mette in pratica un massiccio attacco al centro spaziale con l'utilizzo di tre mostri spaziali e centinaia di dischi volanti. Il comandante di Vega stavolta sembra avere la meglio: il disco di Koji viene distrutto, Venusia viene ferita gravemente e il centro spaziale viene invaso dalle truppe di Vega. Nel frattempo i tre mostri danneggiano seriamente Goldrake e Actarus è costretto a nasconderlo in una caverna; tornato al centro lo trova sotto l'invasione dei nemici ma riesce a raggiungere Venusia quando lei è ormai in fin di vita. La ragazza si salva solo con una trasfusione del sangue alieno di Actarus che si rivelerà essere universalmente compatibile e addirittura terapeutico. Venusia riuscirà poi a liberare Alcor e Procton e ad ingannare il comandante Hydargos dando a Duke il tempo di riparare il robot danneggiato. Per vendicarsi di ciò Hydargos getta la ragazza da un dirupo ma viene salvata da Goldrake. Actarus sconfigge i due mostri rimasti e si scontra con l'astronave madre, distruggendola. Mentre Gandal fugge, Hydargos rimane a combattere fino alla morte. In seguito Venusia deciderà di combattere al fianco di Actarus usando i veicoli di appoggio che vengono costruiti per aiutare Goldrake nella lotta. A lei viene assegnato il Delfino Spaziale (Marine Spacer), un mezzo in grado di far muovere Goldrake sotto l'acqua, dopo che Koji aveva già ricevuto un nuovo mezzo battezzato Goldrake Due (Double Spacer), grazie al quale Goldrake potrà volare più agilmente rispetto al proprio disco Spacer.

Dopo la morte di Hydargos, Gandal viene affiancato dal Ministro delle Scienze Zuril, proveniente da una stella alleata a Vega; un individuo decisamente audace e di grande cultura scientifica, nonché abile stratega; questi si contrapporrà spesso a Gandal cosicché i due finiranno spesso per contrastarsi anziché cooperare, anche se non mancheranno di allearsi contro Dantus, un altro comandante di Vega che aveva quasi sconfitto Goldrake utilizzando un gigantesco gorilla-cyborg da lui costruito.

Anche Maria (Maria Grace Fleed), sorella di Actarus, era arrivata sulla Terra ancora bambina, salvata da un anziano abitante del pianeta Fleed che l'aveva allevata come fosse sua nipote; alla sua morte le rivelerà tutto implorandola di riprendersi la sua eredità, il Goldrake, e consegnandole l'emblema del suo lignaggio reale, un medaglione, una pistola a raggi e un pugnale. In seguito Maria, credendo di trovare in Actarus il suo acerrimo nemico, cerca di ucciderlo ma il suo pugnale riesce solo a lacerare la sua casacca e a far cadere un medaglione col simbolo del pianeta Fleed, uguale al suo che le svela la verità: i due sono fratello e sorella, eredi della famiglia reale di Fleed. Da questo momento anche Maria coadiuva il fratello in battaglia, e lo fa con un nuovo mezzo, la Trivella Spaziale (Drill Spacer), in grado di far penetrare il Goldrake sottoterra.

La lotta prosegue e le forze di Vega subiscono numerose sconfitte, mentre il loro impero comincia a dissolversi. Il pianeta Vega, contaminata dalle radiazioni del Vegatron, il minerale fonte di energia della sua civiltà, sta per diventare una stella morta e la Terra apparirà agli alieni come l'unica speranza per la sopravvivenza. Gli attacchi si faranno quindi sempre più decisi e disperati e la guerra s'inasprisce, con molte vittime: Kain e Morus, grandi amici d'infanzia di Maria e Duke, Zuril Junior, figlio di Zuril.

Re Vega, nel tentativo di assicurarsi il buon esito della guerra, approfitta dell'amore che la figlia Rubina, ex promessa sposa di Actarus, dimostra per quest'ultimo, per cercare di attirarlo in una trappola. Actarus, catturato dal ministro Zuril (infatuato anch'egli di Rubina), l'accusa di averlo ingannato, ma la giovane principessa con un gesto estremo lo salva, finendo per morire fra le sue braccia. Morirà anche il ministro Zuril, folgorato dalla pistola a raggi di Koji.

Ormai l'esercito di Vega è quasi privo di risorse e manda all'attacco Guragur, l'ultimo Mostro di Vega che, pilotato da Lady Gandal, si lancia in un ennesimo disperato attacco. Contemporaneamente Actarus si mette in viaggio verso la base nemica meditando un attacco suicida ma Koji intuisce le sue intenzioni, lo insegue e lo costringe a tornare minacciando di seguirlo anche a costo della vita, infatti mentre stanno per uscire dall'atmosfera terrestre la struttura del Goldrake Due comincia a cedere perché non è costruito per volare nello spazio. Mentre stanno tornando vengono attaccati a tradimento da Lady Gandal: Alcor perde i sensi e Actarus lo salva gettandosi con il Goldrake dal suo spacer e prendendo al volo il mezzo dell'amico, ma viene nuovamente attaccato e indebolito dai raggi dell'avversario. Quando ormai è sul punto di soccombere l'arrivo dei mezzi di soccorso distrae la moglie di Gandal, e finalmente Goldrake riesce a distruggere il robot nel quale si trova la coppia, tagliandogli la testa, che però non esplode: rinvenuta, Lady Gandal stordisce il marito e propone ai terrestri di lasciarla vivere in pace sulla Terra promettendo di uccidere il proprio re. Ella sta quasi per riuscirci ma viene fermata e uccisa dalla sua metà maschile, che desiderando riscattarsi con re Vega si schianta volontariamente con la sua astronave contro Goldrake senza però riuscire a distruggerlo, morendo dopo aver invocato il nome del suo sovrano, mentre si inabissa col suo mezzo in mare.

Nella battaglia finale contro tutte le forze di Vega rimaste, lanciate in un ultimo disperato attacco, i compagni di Actarus alla guida di una nuova astronave, il Cosmo Speciale distruggono sistematicamente tutte le navi e i minidischi mentre Goldrake combatte contro la nave imperiale di Re Vega. Inizia un lungo combattimento e Actarus, dopo essere stato in difficoltà, con l'aiuto dei suoi amici riesce a danneggiare gravemente il nemico e re Vega, vistosi sconfitto, per vendicarsi ordinerà di fare schiantare la propria astronave sulla Terra per contaminarla con le proprie ceneri radioattive, ma Actarus riuscirà a fermarlo in tempo: con un ultimo colpo della sua alabarda spaziale, la sua arma più caratteristica, il Goldrake squarcia la sezione di comando della nave colpendo lo stesso sovrano che, in un ultimo delirio di onnipotenza ("Io sono Re Vega, signore dell'universo!!"), muore nell'esplosione, mentre i nostri eroi si lasciano andare ad un pianto di gioia.

Terminata la guerra con la rassicurazione che la loro patria natale Fleed sta tornando alla vita, Actarus e Maria decidono di tornarvi per ricostruire, assieme a coloro che scamparono all'invasione da parte di Vega, il regno perduto. In un commosso commiato dal padre adottivo Procton e dagli amici più cari, Actarus e Maria decollano alla volta di Fleed e l'ultima sequenza li vede arrivare sul loro pianeta ormai rifiorito.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione italiana del 1978 per alcuni nomi dei protagonisti ci si è riferiti all'edizione francese, per altri direttamente all'originale giapponese. Per l'edizione in DVD del 2007, supervisionata da Dynamic Production e TOEI Animation, sono state create due versioni italiane, la prima mantiene i nomi dell'edizione storica del 1978 con unica eccezione del personaggio di Koji Kabuto che rimase in originale per creare continuità con Mazinger Z e Il Grande Mazinger, mentre la seconda mantiene i nomi originali giapponesi. Nella tabella sono riportati i nomi dei personaggi dell'adattamento ufficiale d/visual, affiancati dai nomi dell'edizione RAI e con i nomi originali tra parentesi.[11]

Personaggio Giapponese Italiano: ed. 1978 Italiano: ed. 2005
Duke Fleed / Actarus (デューク・フリード /宇門大介- Duke Fleed/Umon Daisuke) Kei Tomiyama Romano Malaspina
Alcor (兜 甲児 - Kabuto Koji) Hiroya Ishimaru Giorgio Locuratolo Fabrizio Vidale
Venusia Makiba (牧葉ひかる - Makiba Hikaru) Chiyoko Kawashima Rosalinda Galli
Dottor Procton (宇門源蔵博士 - Professor Umon Genzo) Jōji Yanami Elio Zamuto
Rigel Makiba (牧場団平 - Makiba Danbei) Armando Bandini Oliviero Dinelli
Mizar Makiba (牧場 ゴロ - Makiba Goro) Fabrizio Mazzotta Valeria Vidali
Maria Grazia Fleed (マリアグレースフリード - Grace Maria Fleed) Rihoko Yoshida Emanuela Rossi
Liliana Sorrentino
Letizia Scifoni
Re Vega (ヴェガ大王 - Grande Re Vega) Jōji Yanami Gino Donato Sergio Tedesco
Comandante Hydargos (ブラッキー隊長 - Comandante Blackie) Aldo Barberito
Franco Odoardi
Erasmo Lo Presto
Vittorio Di Prima
Generale Gandal (ガンダル 司令 - Generale Gandal) Kōsei Tomita Guido De Salvi (ep.1-25)
Germano Longo (ep.26+)
Massimo Bitossi
Lady Gandal (レディーガンダル - Lady Gandal) Francesca Palopoli (ep.1-27)
Anna Teresa Eugeni (ep.28+)
Anna Teresa Eugeni
Ministro Zuril (ずりる 科学長官 - Segretario scientifico Zuryl) Banjō Ginga Sandro Iovino
Andrea Lala
Carlo Reali
Fabrizio Pucci
Hayashi (林) Enzo Consoli Fabrizio Picconi
Yamada (山田) Massimo Rossi Gabriele Trentalance
Oi (お位 - Oi) Roberto Del Giudice Gianluca Machelli
Banta Harano (バンタ 腹の) Kenichi Ogata Willy Moser Fabrizio Mazzotta

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Goldrake-mania fece impazzire il paese, che ben presto divenne il maggiore acquirente occidentale dei cartoni animati made in Japan proprio grazie al successo di Atlas UFO Robot. Gli indici di ascolto della RAI salivano alle stelle quando Goldrake compariva sugli schermi e si scatenò una sorta di delirio collettivo. L'immagine di Goldrake finì su centinaia di prodotti diversi: fumetti, libri, dischi, maschere di carnevale, macchine a pedali per bambini, accappatoi, lenzuoli, cartelle per la scuola, astucci, tatuaggi lavabili, modellini e addirittura dei doposci, riempirono i negozi di tutta Italia.[senza fonte] In un'intervista pubblicata sulla rivista Mangazine n.31 (Gennaio 1994), il doppiatore Romano Malaspina, voce del protagonista Actarus, dichiarò di aver conosciuto anche giornalisti, medici e altri liberi professionisti, che la sera lasciavano lo studio un'ora prima proprio per andare a vedere Goldrake in televisione.

Tuttavia, mentre bambini e ragazzini erano entusiasti, molti genitori si mostrarono perplessi, se non ostili alla novità. Malgrado il disappunto verso la serie avesse trovato finanche l'appoggio di alcuni parlamentari, come il deputato Silverio Corvisieri, membro della Commissione di Vigilanza RAI, che intervenne con un articolo fortemente critico dal titolo "Un ministero per Goldrake" pubblicato su La Repubblica del 7 gennaio 1979, la serie non fu però interrotta, e la sua popolarità continuò a crescere.[12] In piena Goldrake-mania si diffuse, sia sulla stampa per ragazzi che nelle pubblicazioni sui programmi televisivi, la falsa informazione secondo cui i cartoni animati giapponesi (fra cui Goldrake, ovviamente) non erano "animati a mano", ma generati da un computer, che, sulla base dei dati inseriti (immagini dei protagonisti, tipo di storie, ecc.), avrebbe realizzato il tutto automaticamente.[13] Nel maggio 1990 la fanzine Mangazine pubblicò un dossier sulla Toei Animation di Luca Raffaelli, contenente un'intervista a Umeda, l'allora responsabile della Toei, il quale, sull'argomento, così si espresse: «Computer? Qui non ci sono affatto. So che in Italia circola la leggenda secondo cui i nostri cartoni animati sono realizzati con il computer, ma le assicuro che qui dentro non ce n'è uno».[14] Anche sul n. 8 (novembre 1991) della rivista Mangazine fu pubblicato un dossier sulla Toei, a cura di Federico Colpi. L'intervistatore ricorda che il portavoce della Toei, dopo una lunga risata, rispose: «Scusi, ma li ha visti i nostri studi? Qui non c'è nemmeno l'aspirapolvere, perché è tecnologia troppo avanzata... E poi, Goldrake è del 1975! A quei tempi non c'erano nemmeno i word processors».

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi di montaggio[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono stati realizzati tre adattamenti cinematografici non autorizzati della serie televisiva, nati da un'operazione di montaggio di vari episodi: Goldrake all'attacco, Goldrake l'invincibile e Goldrake addio. Il primo, con il sottotitolo "La più grande avventura di UFO Robot", basato su un collage dei primi episodi della serie, presenta infatti una colonna sonora modificata, in cui sono stati aggiunti a più riprese i nove brani in italiano (Ufo robot, Rigel, Venusia, Alcor, Vega, Goldrake, Pianeta Terra, Atlas UFO Robot, Procton) dell'introvabile LP Atlas Ufo Robot, cantati, tra gli altri, da Fabio Concato (Rigel, Procton, nonché cori in tutte le altre) e Dominique Regazzoni (Venusia). Nel film si può inoltre ascoltare l'inedita versione strumentale della famosa sigla italiana Ufo robot, orchestrata da Vince Tempera (che in un'intervista ha dichiarato di avere ottenuto proprio con la canzone Ufo Robot il suo maggior successo di vendite). Il secondo film, Goldrake l'invincibile, raccoglie gli episodi con le prime apparizioni di Maria Grace Fleed, mentre il terzo, Goldrake addio, contiene tra gli altri l'episodio 71, uno dei pochi non trasmessi nella edizione italiana, e come sigla di testa presenta la versione strumentale della sigla originale giapponese presa, con tanto di effetti sonori, dalla musica di sottofondo che accompagna la corsa di Actarus verso il suo robot, nell'hangar sotterraneo.

Nel film di montaggio Mazinga contro gli Ufo Robot, uscito nelle sale italiane nel 1978, è contenuto anche il cortometraggio UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga, che può considerarsi a tutti gli effetti un episodio cinematografico della serie televisiva, in quanto compatibile con la storyline di questa, eccezion fatta per la distruzione del TFO, il disco volante di Alcor/Koji, di cui propone una versione alternativa.

Goldrake compare anche nel film di montaggio Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali, uscito nei cinema italiani nel 1979, in cui è contenuto il mediometraggio Il Grande Mazinga, Getta Robot G, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro, del 1976.

Genesi del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Grendizer deriva secondo alcuni dal Gren, metallo alieno di cui sarebbe fatto il robot, mentre altri sostengono più semplicemente che derivi dalla parola inglese grand (grandioso, imponente).[senza fonte]

Il nome del protagonista, Duke Fleed, è di derivazione incerta, ma alcuni sostengono sia un riferimento al Sigfrido wagneriano, anche se la grafia originale del nome sembra smentire questa ipotesi.[senza fonte] Il dottor Procton, in originale si chiama Umon Genzo dove Umon sta a significare, letteralmente, "cancello del cielo", Gen sta invece a significare l'origine primigenia e zou significa costruire, quindi, per trasposizione, Umon Genzo significa letteralmente "il vero costruttore del cancello celeste".[15]

Nome nelle varie lingue[modifica | modifica wikitesto]

  • Giappone Grendizer (グレンダイザー, traslitterato in Gurendaizā) in Giappone
  • Italia Goldrake in Italia
  • Francia Goldorak in Francia
  • Canada Goldorak in Canada
  • Stati Uniti Grandizer in USA
  • Germania Goldorak in Germania
  • Libano Grīndāyzar (جريندايزر), nei paesi arabi
  • Svezia Goldorak, rymdfantomen (traduzione letterale: Goldorak, il fantasma dello spazio) in Svezia
  • Corea del Sud Mazinger X in Corea del Sud[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ufo Robot compie 40 anni: la storica sigla, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 5 ottobre 2015. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  2. ^ (IT) Alessandro Fulloni, Ufo Robot Generazione Goldrake, in Corriere della Sera. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  3. ^ a b c [1].
  4. ^ Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Coniglio Editore, 2007, pp. 7 e segg.
  5. ^ negli episodi 17, 20, 25, 29, 36, 40 e 44
  6. ^ Alessandro Montosi, op. cit., p. 82.
  7. ^ Sui nomi degli adattamenti francese ed italiano in generale cfr. soprattutto Alessandro Montosi, op. cit., pp. 43 e segg.; pp. 79 e segg.
  8. ^ a b Mazinger Z, il Grande Mazinger e Goldrake, Supereva. URL consultato il 16 febbraio 2010.
  9. ^ Sherlock, Grendizer Giga, Go Nagai lancia a settembre la sua nuova serie a fumetti, http://www.blogo.it/, 18-8-14. URL consultato il 21-8-14.
  10. ^ Anche Lady Gandal fa dunque parte dei nemici. Nella versione italiana RAI, viene detto erroneamente che i due sono rispettivamente moglie e marito
  11. ^ Scheda di Atlas Ufo Robot su Antoniogenna.net.
  12. ^ Paolo Buscaglino Strambio. Pericolo Giallo. I cartoni giapponesi e il loro impatto sul pubblico. ADAM Italia-Lulu.com, 2008, p. 14.
  13. ^ Si vedano per es la rassegna stampa del sito http://www.goldrake.info , contenente scansioni e trascrizione di Topolino 1181 del 16 luglio 1978, l'articolo C'erano una volta i "cartoni fatti con il computer": la storia vera!, di AnimeClick.it, che cita stralci di TV Sorrisi e Canzoni 14 del 1978, e di Radiocorriere Tv del settembre 1979, oltre al già citato Topolino 1181.
  14. ^ Luca Raffaelli in Mangazine, Hobby Fumetto, n. 4, maggio-giugno 1990, p. 9. Vedi pure Il computer più potente del mondo!, su Leggende, d/visual. URL consultato il 28 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2009).
  15. ^ Encirobot, Goldrake:Curiosità, su encirobot.com.
  16. ^ Articolo di Stella di Fleed su nagaifans.it - http://www.nagaifans.it/Curiosita/Mazinger_X/mazx_1.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Pellitteri, “Mazinga Nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation", Roma, Castelvecchi, 1999, ISBN 88-82101-49-5. II ed. Roma, King|Saggi, 2002, ISBN 88-88678-01-8. III ed. Roma, Coniglio, 2008, ISBN 88-60631-18-1
  • Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Roma, Coniglio, 2007, ISBN 978-88-6063-054-4
  • Marco Pellitteri, "Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell'immaginario giapponese", Latina, Tunué, 2008, ISBN 978-88-89613-35-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]