Grendel

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Grendel raffigurato nella serie a fumetti Storie di Beowulf (1908)

Nel poema epico anglosassone medioevale Beowulf, Grendel è il primo dei tre antagonisti che l'eroe (Beowulf) deve affrontare. Appare anche in alcune altre opere che raccontano le vicende del personaggio Beowulf, per esempio la saga di Hrólf Kraki.

Grendel come mostro[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene lo scontro Beowulf-Grendel sia spesso indicato come una delle incarnazioni più "pure" del topos mitologico della battaglia fra l'eroe e il mostro (San Giorgio e il Drago), esso è probabilmente l'essenza perfetta del male puro: un aspetto mai visibile, una forza sovrumana e attività notturna bastano già per far immaginare la sua natura sfuggevole e allo stesso tempo inumana. Diretto "discendente di Caino" e quindi "in continua guerra contro Dio", mostra parte della sua corporatura solo col braccio mozzato nello scontro con Beowulf: un arto quasi animale con cinque dita provviste di artigli duri come il ferro, impossibili da scalfire. Anche se probabilmente non si potrà mai capire cos'era esattamente, recenti studi e scoperte di parole chiave nel poema dimostrano che Grendel potesse essere qualcosa di simile ai troll o più selvaggi orchi.

Ruolo nel Beowulf[modifica | modifica wikitesto]

Come primo antagonista del poema, Grendel appare fin dalle prime pagine come un'orrida creatura che improvvisamente terrorizza ogni notte la reggia del re danese Hrothgar, "Il Cervo". Ben presto noto dappertutto per la sua incredibile ferocia, in molti cercano di fermarlo, ma senza successo. Per più di dieci anni l'essere vaga libero per le terre del Danelaw, finché un guerriero dei Geati di nome Beowulf (figlio di Ecgtheow e quindi amico di Hrothgar) accorre ad aiutare il re. Giunto nella sua reggia decide di affrontare l'essere a mani nude, in quanto desideroso di affrontarlo alla pari. Passa la notte all'interno di Heorot assieme ai suoi quattordici uomini, e il mostro arriva: un guerriero viene ucciso, ma Beowulf riesce a raggiungere Grendel prima che riesca a spargere altro sangue. L'essere nota subito la forza incredibile dell'uomo e ben poco riesce a fare nella sua stretta. Alla fine, preso per il braccio, viene brutalmente privato dell'arto e cacciato nella brughiera posta diverse miglia dalla reggia dei danesi; tornando nella sua tana, muore infine per dissanguamento. La madre cerca in seguito di vendicarlo, ma sempre Beowulf la ucciderà.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Beowulf#Impatto culturale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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