Graziella Caly

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Graziella Caly
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1959 – in attività
EtichettaFonit Cetra, Continental, Nuova Enigmistica Tascabile, Yes, BDM, Variety, Panarecord
Album pubblicati2
Studio2
Live0
Raccolte0
Sito ufficiale

Graziella Caly, pseudonimo di Graziella Caliandro (Monticelli d'Ongina, 1940), è una cantautrice e scrittrice italiana. In alcune incisioni ha usato le denominazioni Graziella Calì, Grazia Kaly', Pitù, Grace, mentre come autrice di testi ha usato spesso lo pseudonimo Nuvola.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in Emilia-Romagna da una famiglia di origini pugliesi, dopo il diploma magistrale si iscrive alla facoltà di pedagogia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; nello stesso periodo inizia a cantare, ottenendo un contratto discografico con la Fonit Cetra, con cui pubblicherà l'album Sognando al chiaro di luna e diversi singoli, tra cui la famosa Sayonara.

Contemporaneamente, con il nome d'arte Pitù, venivano pubblicati brani di stile completamente diverso, destinati soprattutto al mercato tedesco (con etichetta Jet Romva Intern., distribuzione Philips): My dream e Eso es el amor con l'orchestra di Fausto Papetti e altri con il Maestro Luciano Zuccheri (Nessuno al mondo, Antipatico, Non portare tuo cugino).

Registra poi alcune cover, reinterpretando alcuni notevoli successi dell'epoca, per la Nuova Enigmistica Tascabile, che vengono incise in molti 45 giri. Esce poi la collana: Le più belle canzoni del mondo. Nel 1965 incide: Le canzoni della resistenza per la SIDET.

Nel frattempo si esibisce dal vivo come cantante da night e concerti anche all'estero. Partecipa al Festival della Canzone Siciliana, classificandosi al primo posto, e cambia casa discografica passando prima alla Yes, pubblicando brani scritti da lei come Ho freddo e altri, e poi fu la volta della BDM.

Nel 1967 partecipa con Che gusto c'è alla seconda edizione del Festival delle cantautrici, presentato da Daniele Piombi e trasmesso dal Secondo Canale[1]; sempre nello stesso anno partecipa a novembre al Festival di Zurigo con Ti voglio[2].

Il 6 dicembre 1969 la Televisione della Svizzera Italiana le dedica una puntata monografica, Incontro con Graziella Caly che interpreta tutti brani scritti da lei come cantautrice[3].

Nel 1970 forma il gruppo de Gli Aquarius, in seguito al grande successo ottenuto con la versione italiana del famoso brano Aquarius dalla commedia musicale Hair. L'autore Mc.Dermot ha definito l'interpretazione di Graziella la migliore realizzata in Italia. Qualche anno dopo uscirà il suo album più noto, Le canzoni delle donne carcerate, con la collaborazione ai testi di Aldo Locatelli, alle musiche di Mario Mellier e agli arrangiamenti di Piero Soffici, rielaborando alcuni scritti di recluse nel Carcere di San Vittore di Milano e nel carcere di La Spezia[4].

Nel 1979 esce un singolo molto seguito nelle TV di allora: Sono donna anch'io, cui segue l'album In riva agli occhi di una donna, con testi suoi e di Gerardo Tarallo (arrangiatore di tutto l'album), pubblicato dalla Panarecord, che presenterà anche al Teatro Gerolamo di Milano in un suo riuscitissimo récital che continuerà in tournée negli anni ottanta.

Graziella Caly ha partecipato anche in veste di attrice a sceneggiati TV e ha anche presentato diverse manifestazioni teatrali, conseguendo premi di prestigio.

Nel 1973 si iscrive all'albo dei giornalisti, specializzandosi nel settore dello spettacolo[5] e collaborando tra gli altri con la Gazzetta di Mantova e il Corriere d'Informazione, Le Gazzette del Centro Sud e con gli uffici Stampa dell'Ariston e di altre Case discografiche. Negli ultimi anni ha pubblicato alcuni romanzi utilizzando il suo vero nome, tra cui L'orco nel 2008.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Graziella Caly è la mamma della cantante Arianna Martina Bergamaschi, di cui è stata anche insegnante di canto.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • L'orco, Greco & Greco, 2009.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stampa Sera, nº 269, 14 novembre 1967, p. 13.
  2. ^ Stampa Sera, nº 250, 23 ottobre 1967, p. 6.
  3. ^ Stampa Sera, nº 279, 6 dicembre 1969, p. 9.
  4. ^ Le donne in carcere. Antologia di canzoni, in La Stampa, nº 48, 26 febbraio 1976, p. 8.
  5. ^ Biografia, su graziellacaly.yolasite.com. URL consultato il 21 giugno 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]