Gravity (serie televisiva)

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Gravity
Gravity.png
Titolo originaleGravity
PaeseStati Uniti d'America
Anno2010
Formatoserie TV
Generecommedia drammatica
Stagioni1
Episodi10
Durata30 min
Lingua originaleinglese
Rapporto16:9
Crediti
IdeatoreJill Franklyn, Eric Schaeffer
Interpreti e personaggi
Prima visione
Dal23 aprile 2010
Al25 giugno 2010
Rete televisivaStarz

Gravity è una serie televisiva statunitense ideata da Jill Franklyn e Eric Schaeffer. Negli Stati Uniti ha debuttato il 23 aprile 2010 su Starz, per terminare il 25 giugno 2010 dopo dieci episodi.

Il 30 giugno 2010 Starz ha annunciato che la serie è stata cancellata.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La serie «segue le gesta, ora comiche, ora tragiche, di un gruppo proveniente da un bizzarro programma ambulatoriale per sopravvissuti al suicidio».[2]

Creazione[modifica | modifica wikitesto]

Jill Franklyn, conosciuta per la sua candidatura agli Emmy per un episodio di Seinfeld, ideò la serie durante lo sciopero degli sceneggiatori del 2007-2008. Nel 2008 ha introdotto la serie a Eric Schaeffer e insieme hanno collaborato per vendere lo show a Starz. I titoli di lavorazione della serie erano Suicide for Dummies[3] e Failure to Fly.[4]

Le riprese sono iniziate a New York nell'ottobre del 2009.[2]

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 10 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nellie Andreeva, Starz To End Both 'Party Down' & 'Gravity', in deadline.com, 30-6-2010. URL consultato il 1-7-2010.
  2. ^ a b Krysten Ritter, Ivan Sergei, Ving Rhames and Rachel Hunter Join Cast of Starz New Original Dramedy Series, "Gravity" Set To Debut In Early Spring 2010, Only on Starz, su starz.mediaroom.com, 14-10-2009. URL consultato il 23-4-2009.
  3. ^ Frazier Moore, A dramedy about suicide and people who fail at it, SFGate, 21-4-2010. URL consultato il 23-4-2010.
  4. ^ Starz Orders Ten Episodes Of Failure To Fly, The TV Remote, 29-7-2009. URL consultato il 31-5-2010 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2010).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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