Grato di Aosta

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San Grato di Aosta
Saint Grat d'Aoste
Aosta Collegiata Sant Orso Stalli San Grato.jpg
statua lignea di san Grato dello stallo del coro, nella Collegiata di Sant'Orso
 

Vescovo

 
NascitaV secolo
Morte7 settembre ?
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza7 settembre
Attributiinsegne episcopali, regge il capo reciso di San Giovanni Battista, grandine
Patrono diAosta, Valgrisenche, Valle d'Aosta, Conflans, Morlon, Montbovon, Piscina, Saluggia, Rossana

Grato di Aosta (V secoloAosta, 7 settembre 470) visse nel V secolo e fu il secondo vescovo di Aosta. È il santo patrono della città di Aosta e del comune di Valgrisenche, dei comuni piemontesi di Piscina, Saluggia e Rossana, nonché della parrocchia di Conflans in Savoia e in Svizzera nel comune di Morlon e nella frazione di Montbovon (comune di Haut-Intyamon).

È inoltre il patrono di tre piccole frazioni in provincia di Cuneo: San Sebastiano, situata nel vicino comune di Fossano, Rivoira, nel comune di Boves e San Grato dei Garelli, situata nel comune di Villanova Mondovì, ed una in provincia di Alessandria: Sessana,nel comune di Gabiano . Poi ancora di un'altra piccola frazione: Villate nel comune di Mercenasco. La ricorrenza del santo viene celebrata dai fedeli la prima domenica del mese di settembre.

Le campane delle chiese dedicate a San Grato, invece di suonare normalmente alle 12:00 come le altre chiese,suonano alle 11:30.[senza fonte]

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione Grato era un presbitero che collaborava con Eustasio, primo vescovo di Aosta. È certa la sua partecipazione al secondo sinodo di Milano tenutosi nel 451, di cui sottoscrisse gli atti in vece del vescovo Eustasio che non poté intervenirvi, forse a causa dell'età avanzata. Partecipò alla traslazione ad Agauno delle reliquie di sant'Innocenzo martire tebeo. Se ne conserva la pietra tombale che indica il giorno della sua deposizione (non della morte) il 7 settembre in un anno imprecisato.

Sarebbe succeduto ad Eustasio nella guida della diocesi.

Un racconto leggendario compilato nel XIII s. gli attribuisce l'invenzione (la scoperta) in Palestina del capo di San Giovanni Battista, il Precursore, gettato in un pozzo dopo che la concubina Salomè, istigata dalla madre Erodiade l'ebbe fatto decapitare.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu scelto come patrono della città di Aosta e della rispettiva diocesi.

Le sue reliquie sono conservate nella Cattedrale di Aosta in una magnifica cassa reliquiario, gioiello dell'arte gotica iniziato da Guglielmo di Locana e portato a compimento dall'orafo fiammingo Jean de Malines. Esse vengono portate in processione per le vie del centro storico il giorno della sua festa. In questa occasione, l'onore di scortare il reliquiario spetta ai giovani della parrocchia di Fontainemore vestiti in costume tradizionale ed armati di sciabola, perché nel Medioevo le reliquie, rubate, vennero recuperate e riportate ad Aosta dalla Savoia da un gruppo di muratori di quella parrocchia attraverso il colle sopra l'attuale lago di Saint-Grat, nell'alta Valgrisenche.

La Chiesa cattolica lo ricorda il 7 settembre. In questo giorno viene solennemente celebrato come patrono della diocesi, festa che coincide anche con quella civile della Valle d'Aosta.

La statua sopra l'eremo di San Grato.

È un santo taumaturgo molto venerato e popolare anche nei territori circostanti la Valle d'Aosta come protettore dei raccolti dalle tempeste, specie dalla grandine. Appositi delegati delle parrocchie piemontesi più soggette a questo flagello si recavano un tempo ad Aosta con generose offerte, ritornandosene con ceri appositamente benedetti. Venivano accesi in caso di necessità dai fedeli in preghiera, che chiedevano l'allontanamento o il placarsi delle tempeste per Sua intercessione. Si consideri che anche alla sola lastra tombale del santo vescovo venivano attribuiti poteri di guarigione dalla lebbra. Per questo motivo era stata prelevata da Aosta e murata nella parrocchiale di Saint-Christophe, nei pressi della quale esisteva un ricovero medievale per infetti chiamato La Maladière, in modo che i ricoverati, sfiorandola, potessero sperare di essere miracolosamente risanati.

Nel comune di Charvensod, nei pressi di Péroulaz, sorge l'eremo di San Grato[1]. A Canischio sorge la cappella di San Grato.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

L'iconografia lo rappresenta con le insegne episcopali, mentre regge il capo reciso di San Giovanni Battista, spesso anche nell'atto di far precipitare la grandine in un pozzo o di calmare gli elementi naturali scatenati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'eremo di San Grato, su comune.charvensod.ao.it. URL consultato il 12 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Pierre-Étienne Duc, Culte de Saint Grat, 1892-1897, Torino-Aosta.
  • (FR) Matthieu Viettes e Gaspard de la Crête, Vie de Saint Grat, 1575.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Grato di Aosta, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
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