Grande barriera corallina

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Coordinate: 18°17′10″S 147°42′00″E / 18.286111°S 147.7°E-18.286111; 147.7

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Grande barriera corallina
(EN) Great Barrier Reef
GreatBarrierReef-EO.JPG
Tipo Naturali
Criterio (vii) (viii) (ix) (x)
Pericolo In pericolo
Riconosciuto dal 1981
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La Grande barriera corallina (in inglese Great Barrier Reef) è la barriera di corallo più grande del mondo, composta da oltre 2 900 barriere coralline singole e da 900 isole; si estende per 2 300 km, su una superficie di circa 344 400 km².[1] È una delle più grandi attrazioni turistiche dell'Australia, generando ogni anno un reddito per 5 miliardi di dollari australiani (3,9 miliardi di dollari).[2]

È situata al largo della costa del Queensland, nell'Australia nord-orientale. La Grande Barriera Corallina può essere vista dallo spazio ed è la più grande struttura fatta di un unico organismo vivente. La struttura è composta da miliardi di minuscoli organismi, noti come i polipi del corallo. La barriera ha una grande biodiversità, ed è stata inclusa come Patrimonio dell'Umanità nel 1981. La CNN l'ha inclusa nelle sue sette meraviglie del mondo.[1]

Una grande parte della barriera corallina è protetta dal Parco Marino della Grande Barriera Corallina, che contribuisce a limitare l'impatto umano, come ad esempio il sovrasfruttamento e il turismo. Altre pressioni ambientali per la barriera corallina e il suo ecosistema sono la qualità delle acque di deflusso, il cambiamento climatico insieme allo sbiancamento dei coralli.[1]

Nel 2016 la Grande barriera corallina, secondo uno studio pubblicato su Nature nel marzo 2017, ha subito uno sbiancamento senza precedenti a causa di un innalzamento della temperatura del mare di 4 gradi, che ha portato alla morte di più del 20% dei coralli; al nord, addirittura, ne sono scomparsi i due terzi.[2] David Wachenfeld, coautore della ricerca, ha affermato che la Barriera australiana è praticamente morta e che se non si interverrà per limitare il riscaldamento globale [...] la sua fine arriverà molto presto.[3][2]

La Grande Barriera Corallina sta per perdere lo status di patrimonio mondiale dell'Unesco, guadagnato nel 1981. Le Nazioni Unite dovranno decidere entro luglio 2017 se classificarla "in pericolo". [2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1768 il navigatore britannico James Cook partì per il suo primo viaggio nel Pacifico a bordo dell'Endeavour. A James Cook era stato anche chiesto di scoprire il continente meridionale, o Terra Australis, che secondo gli scienziati doveva esistere per bilanciare la massa terrestre dell'emisfero settentrionale. Così, navigando in direzione sud-ovest da Tahiti, Cook scoprì la Nuova Zelanda, e impiegò sei mesi per disegnarne la mappa.

Proseguendo verso ovest, arrivò quindi alla costa sud-orientale dell'Australia, e nell'aprile del 1770 sbarcò a Botany Bay, così battezzata da lui e dal naturalista Joseph Banks, suo compagno di viaggio, a causa della flora insolita e affascinante presente sulle sue coste. Virando verso nord, Cook si tenne vicino alla costa per tracciarne con cura la mappa, ma finì nei bassi fondali della laguna che separa le barriere coralline della costa, dai 16 ai 160 km di distanza. Nonostante le precauzioni, la nave ben presto si incagliò e dovette essere tirata in secca. Nei due mesi che occorsero per ripararla, Cook ebbe tutto il tempo per studiare la meraviglia della barriera.

Dopo Cook, intere generazioni di esploratori, scienziati e turisti hanno studiato la barriera e le sue meraviglie. Essa si estende per più di 2.000 km, parallelamente alla linea costiera dell'Australia nord-orientale, seguendo i contorni della piattaforma continentale. Nonostante il suo nome, essa è composta da circa 3.000 singoli banchi e isolotti di corallo collegati l'uno all'altro, ognuno a un diverso stadio di sviluppo, e separati da stretti canali tortuosi. In alcuni punti, come al largo di capo Melville, a nord, la barriera corallina è una stretta striscia di corallo, mentre vicino a capo Manifold, a sud, misura 320 km di larghezza. Lungo la barriera si possono trovare gli Wonky hole, delle sorgenti sottomarine di acqua dolce.[1]

Fauna marina[modifica | modifica wikitesto]

Questo è un parziale elenco degli animali marini che popolano la Grande barriera corallina:

Squali[modifica | modifica wikitesto]

Pesci[modifica | modifica wikitesto]

Tartarughe marine[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) UNESCO World Heritage Centre, Great Barrier Reef, su whc.unesco.org. URL consultato il 21 marzo 2017.
  2. ^ a b c d Studio choc: la Grande Barriera Corallina è morta, su www.adnkronos.com. URL consultato il 21 marzo 2017.
  3. ^ Grande barriera corallina, lo sbiancamento non si ferma, in National Geographic. URL consultato il 21 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Coral Reefs | Learn Science at Scitable, su www.nature.com. URL consultato il 21 marzo 2017.

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