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Grande Siria

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La Grande Siria (in arabo: بلاد الشام‎, Bilād al-Shām), da non confondere con la moderna Siria (in arabo: سوريا‎, Sūriya), è una regione storica nel Vicino Oriente, confinante con il mar Mediterraneo a ovest, con il deserto siriano (o arabico) a est, con l'Egitto a sud e con l'Anatolia a nord.

Sfondo storico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Siria (provincia romana) e Siria (regione).
I confini della Siria (in rosa) definiti con le terre che vanno dalle montagne del Tauro in Asia Minore, verso l'Eufrate, al Sinai, escludendo la Mesopotamia superiore

Nel senso storico più antico, con il termine Siria ci si riferisce a tutto il Levante settentrionale, tra cui Alessandretta e l'antica città di Antiochia (capitale pre-islamica della Siria), o in senso esteso all'intero Levante con estremo meridionale l'Egitto, ma escludendo la Mesopotamia.

Prima dell'arrivo degli arabi, all'interno della "Grande Siria" la lingua parlata era l'aramaico e gli abitanti erano identificati come Siri. Il nome Siria è sinonimo di Aram.

Con la conquista araba del Levante nel VII secolo venne istituita la provincia di Bilad al-Sham, all'interno dei califfati.

Altre fonti indicano che il termine Grande Siria venne coniato durante il dominio ottomano, dopo il 1516, per designare l'area che includeva approssimativamente gli attuali Stati di Siria, Libano, Palestina, Israele e Giordania.[1]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

La provincia abbaside di al-Shām nell'VIII secolo

Nel VII secolo, in cui si affermò il califfato degli Omayyadi di Damasco, l'area siro-libano-transgiordanico-palestinese era chiamata complessivamente Shām, impiegando un toponimo di origine molto antica per indicare tutta quell'area geografico-antropica che si estendeva a nord-ovest della penisola araba e che confinava a sud con l'Egitto e a nord con la Cilicia bizantina.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'estensione auspicata del Regno arabo di Siria nel 1919-1920

Dopo la prima guerra mondiale, in seguito alla rivolta araba, il leader nazionalista arabo Faysal proclamò un effimero Regno Arabo di Siria (1919-1920) su tutta la regione di al-Shām comprendente gli attuali Stati di Siria, Libano, Palestina, Israele e Giordania. Anche suo fratello Abdullah I di Giordania fu un sostenitore della Grande Siria sotto il governo hashemita. Tuttavia, il Regno Arabo di Siria fu abbattuto dalla Francia nella battaglia di Maysalun, e la regione fu successivamente spartita tra Francia e Regno Unito sotto forma di mandati della Società delle Nazioni (alla Francia spettò il mandato su Siria e Libano, al Regno Unito il mandato su Palestina e Transgiordania).

La Grande Siria secondo Saʿāda

Successivamente, il politico libanese Anṭūn Saʿāda, fondatore del Partito Nazionalista Sociale Siriano, sviluppò un'ideologia nazionalista pan-siriana dalle evidenti connotazioni irredentiste. Il concetto della Grande Siria fu ampliato da Saʿāda fino a comprendere l'Iraq e Cipro. Puntava insomma a quelli che considerava i confini naturali della regione, che egli faceva giungere fino ai monti del Tauro a nord-ovest e ai monti Zagros a nord-est, al canale di Suez e il mar Rosso a sud, ivi incluse la penisola del Sinai e il golfo di Aqaba a ovest, comprendendo l'isola di Cipro, raggiungendo il deserto arabico e il golfo Persico a est.

Il progetto di Saʿāda fallì, ma l'idea di tornare a una Grande Siria anche in età contemporanea non è mai stata accantonata dai nazionalisti arabo-siriani e arabo-libanesi, riaffiorando nelle denominazioni di non pochi movimenti politici e paramilitari.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas Collelo, ed. Lebanon: A Country Study Washington, Library of Congress, 1987.
  2. ^ Evidente l'ambizione siriana di recuperare surrettiziamente il Libano nel corso dell'intervento siriano del 1976, sotto copertura del nome tranquillizzante di "Forza Araba di Dissuasione" (FAD) durante la guerra civile libanese. Durante la guerra civile siriana esplosa nel 2011, diversi gruppi armati anti-governativi hanno adottato nomi che fanno riferimento ad al-Shām, come Ahrar al-Sham e lo Stato Islamico dell'Iraq e al-Sham.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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