Grande Muraglia Verde

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Immagine satellitare della fascia desertica del Sahara.

La Grande Muraglia Verde dell'Iniziativa per il Sahara e il Sahel (in francese: Grande Muraille Verte pour le Sahara et le Sahel; in inglese: The Great Green Wall of the Sahara and the Sahel Initiative, GGWSSI in acronimo) è una pionieristica iniziativa africana condotta nell'ambito della lotta agli effetti indotti dal cambiamento climatico globale e dalla desertificazione. Guidata dall’Unione Africana, l’iniziativa mira al miglioramento della qualità della vita di milioni di persone attraverso la creazione di un vasto sistema (o mosaico) di paesaggi produttivi verdi tra il Nord Africa, il Sahel e il Corno d'Africa.

Presentazione[modifica | modifica wikitesto]

Tracciato indicativo della fascia verde

Dall'idea iniziale di una linea di alberi che corresse da est a ovest lungo il deserto africano, la concezione della Grande Muraglia Verde si è evoluta in un mosaico di interventi indirizzati verso le sfide che si trovano ad affrontare le persone e le comunità nel Sahel e nel Sahara[1]. Quale strumento programmatico per lo sviluppo delle zone rurali, l'obiettivo finale di questa collaborazione sub-regionale è quello di rafforzare gli ecosistemi della regione gestendoli in maniera ponderata, di proteggere il patrimonio rurale, di migliorare le condizioni di vita della popolazione. Contribuendo all'economia locale, la Grande Muraglia Verde del Sahara intende essere una risposta globale agli effetti combinati dell'impoverimento delle risorse naturali e della siccità nelle aree rurali.[2] L'iniziativa è una collaborazione che sostiene gli sforzi delle comunità locali nello sfruttamento e nella gestione sostenibile delle foreste, delle zone adibite al pascolo e delle altre risorse naturali situate nelle zone aride. Punta, inoltre, a contribuire alla lotta al cambiamento climatico, oltre a migliorare la sicurezza alimentare nel Sahel e nel Sahara.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu Richard St. Barbe Baker, nel 1952, durante una spedizione nel Sahara, il primo a proporre una "barriera verde" per opporsi all'avanzata del deserto: la sua idea per contenere il deserto era quella di realizzare una lunga fascia alberata larga 50 km[4][5]. L'idea è stata poi riproposta nel 2002, al summit straordinario in N'Djamena (Ciad) in occasione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità. È stata approvata dalla Conferenza dei capi di Stato e di Governo della Comunità degli stati del Sahel e del Sahara nel corso della loro settima sessione ordinaria tenutasi a Ouagadougou (Burkina Faso) l'uno e il due giugno 2005.[6]

Partner[modifica | modifica wikitesto]

Il programma della Great Green Wall for the Sahara and Sahel Initiative coinvolge oltre 20 paesi della regione sahelo-sahariana, tra cui Algeria, Burkina Faso, Benin, Ciad, Capo Verde, Gibuti, Egitto, Etiopia, Libia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Gambia, Tunisia[1]

L'iniziativa è sostenuta da molte organizzazioni regionali ed internazionali, tra le quali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Great Green Wall for the Sahara and the Sahel initiative: The African Wall, AU-FAO-GM UNCCD-EU 2012 [1]
  2. ^ (EN) The Great Green Wall of the Sahara and the Sahel, introductory note No. 3 (PDF), su knowledgebase.terrafrica.org, Tunisi, 2008 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2013).
  3. ^ BBC News – Push for 'Great Green Wall of Africa' to halt Sahara, 17 June 2010
  4. ^ http://www.youtube.com/watch?v=r1KNVgMj90w [dead link]
  5. ^ The Man of the Trees and the Great Green Wall: A Baha’i’s Environmental Legacy for the Ages, su Wilmette Institute (archiviato il 22 novembre 2015).
  6. ^ Convention creating the Pan-African Agency for the Great Green Wall Copia archiviata (PDF), su grandemurailleverte.org. URL consultato il 30 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2013). PDF (478 KB)
  7. ^ Homepage, su The Global Mechanism, The Global Mechanism. URL consultato il 24 novembre 2015.

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