Granata passaglia

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Granata Passaglia
Passaglia.png
Tipo Granata Anticarro
Origine ItaliaRegno d'Italia
Impiego
Utilizzatori ItaliaRegio Esercito
Conflitti Seconda Guerra Mondiale
Produzione
Progettista Tenente Passaglia
Data progettazione 1941
Costruttore Ordigni improvvisati
Numero prodotto 30000 in loco
Descrizione
Peso 2 varianti da 1Kg e 2Kg
Carica Romite oTritolo
www.Talpo.it
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Le Bombe o Granate Passaglia o Pazzaglia sono delle armi artigianali utilizzate dai soldati italiani durante la seconda guerra mondiale soprattutto nel teatro Nordafricano per rimediare alla cronica mancanza di armi efficaci contro i corazzati nemici.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La bomba era costituita da un contenitore in lamiera al cui interno vi era la carica esplosiva e da un tubo di circa 7 cm al cui interno era inserita una bomba a mano O.T.O (la cosiddetta Red Devil per i britannici) utilizzata come innesco. Il tutto era inserito in un sacchetto di tela munito di gancio di trasporto.

Costruite in 2 varianti una da 1 Kg e una da 2Kg richiedevano una buona prestanza fisica per il lancio a causa del peso ma erano efficaci comunque solo se lanciate con precisione sul vano motore, nel qual caso erano in grado di distruggere qualsiasi corazzato. Per questa ragione il militare che voleva utilizzarla doveva necessariamente accostarsi all'obiettivo evitando di essere colpito dal fuoco delle mitragliatrici di bordo o dalla fanteria che seguiva i carri durante le loro avanzate[1].

Nel 1942 campioni di bombe "Pazzaglia" furono inviate e studiate dal genio in Italia mà a ciò non fece seguito nessuna produzione negli stabilimenti sul territorio[2].

Uso operativo[modifica | modifica wikitesto]

Per il lancio si impugnava la bomba con la mano destra ben stretta sul manicotto e con la sinistra si strappava la linguetta di sicura, si portava la bomba all'indietro e si lanciava. Per essere correttamente utilizzata doveva essere lanciata da in piedi e con una traiettoria circolare dall'alto verso il basso e possibilmente ad almeno 20/25 m.

Di norma i soldati italiani, quando giudicavano l'obiettivo a distanza utile, saltavano fuori dalle loro postazioni difensive (trincee o buche) e correndo si avvicinavano al carro armato. Altre volte strisciavano tra i carri in movimento e, per evitare di essere schiacciati dai cingoli, lasciavano anche che questi li passassero sopra per poi alzarsi e lanciare la loro arma dopo che il carro li aveva superati.

Oltre al rischio di essere colpiti dalle armi nemiche o di rimanere schiacciati dai cingoli, l'uso stesso della bomba era pericoloso perché con la sua esplosione dal vano motore divampavano immediatamente alte fiamme, il liquido idraulico schizzava rovente in ogni direzione e le munizioni stesse potevano saltare in aria.

Vedendo in azione i bersaglieri con le loro Passaglia, Erwin Rommel commentò: «I soldati tedeschi hanno impressionato il mondo ma i bersaglieri italiani hanno impressionato i soldati tedeschi»[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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