Governo provvisorio (politica)

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Membri del governo di transizione durante la rivoluzione ecuadoriana (Revolución Juliana) del 10 luglio 1925

Un governo provvisorio, chiamato anche governo ad interim, governo di emergenza o governo di transizione,[1] è un'autorità governativa di emergenza istituita per gestire una transizione politica generalmente nei casi di nuove nazioni, in seguito al crollo della precedente amministrazione di governo o in caso di cambio di regime a seguito di una guerra o di una rivoluzione. I governi provvisori sono generalmente nominati e spesso sorgono durante o dopo guerre civili.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I governi provvisori mantengono il potere fino a quando non sarà possibile creare un nuovo governo a seguito di un regolare processo politico, che è generalmente un'elezione.[2] Possono essere coinvolti nella definizione della struttura giuridica dei regimi successivi, delle linee guida relative ai diritti umani e alle libertà politiche, della struttura dell'economia, delle istituzioni governative e dell'allineamento internazionale.[3] I governi provvisori differiscono dai governi di transizione, che sono responsabili di governo all'interno di un consolidato sistema parlamentare e nascono a seguito di una mozione di sfiducia, o in seguito alla dissoluzione della coalizione di governo.[3]

Secondo Yossi Shain e Juan J. Linz, i governi provvisori possono essere classificati in quattro gruppi:[4]

  1. Governi provvisori rivoluzionari (quando il vecchio regime viene rovesciato e il potere appartiene a chi lo ha rovesciato).
  2. Governi provvisori di condivisione del potere (quando il potere è condiviso tra il precedente regime e quelli che stanno cercando di cambiarlo).
  3. Governi provvisori in carica (quando il potere durante il periodo di transizione appartiene al precedente regime).
  4. Governi provvisori internazionali (quando il potere durante il periodo di transizione appartiene alla comunità internazionale).

L'istituzione di governi provvisori è spesso legata all'attuazione della giustizia di transizione.[5] Le decisioni relative alla giustizia di transizione possono determinare chi è autorizzato a partecipare a un governo provvisorio. 

I primi governi provvisori furono creati per preparare il ritorno del governo regolare. Le assemblee convocate irregolarmente durante la Rivoluzione inglese, come l'Irlanda confederata (1641–1649), furono descritte come "provvisorie". Il Congresso continentale, una convenzione di delegati di 13 colonie britanniche sulla costa orientale del Nord America, divenne il governo provvisorio degli Stati Uniti nel 1776, durante la guerra d'indipendenza americana. Il governo perse il suo status provvisorio nel 1781, in seguito alla ratifica degli Articoli della Confederazione, ma continuò ad esistere come Congresso della confederazione fino a quando non fu soppiantato dal Congresso degli Stati Uniti nel 1789.

La pratica di usare "governo provvisorio" come parte di un nome formale può essere fatta risalire al governo di Talleyrand in Francia nel 1814. Nel 1843, i pionieri americani nel Paese dell'Oregon, nella regione nordoccidentale del Pacifico del Nord America, istituirono il governo provvisorio dell'Oregon, poiché il governo federale degli Stati Uniti non aveva ancora esteso la propria giurisdizione sulla regione, che esistette fino al marzo 1849. I numerosi governi provvisori durante le rivoluzioni del 1848 hanno conferito al termine il suo significato moderno: un governo liberale istituito per preparare le elezioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Google Ngram Viewer
  2. ^ Caretaker Government, su Credo Reference. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  3. ^ a b (EN) Yossi(1) Linz(2) Shain(1) Linz(2), The Role of Interim Governments, in Journal of Democracy, gennaio 1992, DOI:10.1353/jod.1992.0012.
  4. ^ Yossi Shain, Juan J. Linz, "Between States: Interim Governments in Democratic Transitions", 1995, ISBN 9780521484985, p. 5.
  5. ^ Padraig McAuliffe, Transitional Justice and the Rule of Law, in ague Journal of the Rule of Law, 9 gennaio 2010, DOI:10.1017/S1876404510200015.

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