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Governo Lecornu II

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Governo Lecornu II
Il premier Sébastien Lecornu
StatoFrancia (bandiera) Francia
Primo ministroSébastien Lecornu
(RE)
CoalizioneENS[N 1], UDI
LegislaturaXVII
Giuramento10 ottobre 2025[N 2]

Il governo Lecornu II è il quarantottesimo governo della Quinta Repubblica francese, il nono sotto la presidenza di Emmanuel Macron.

Si è insediato in seguito al reincarico dello stesso Sébastien Lecornu alla carica di Primo ministro, dopo che questi si era precedentemente dimesso a causa dell’incapacità di raggiungere un sufficiente supporto politico per il suo esecutivo, con i ministri che hanno giurato il successivo 12 ottobre.

Formazione e successivo appoggio del PS

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In seguito alle repentine dimissioni, in data 8 ottobre, del Governo Lecornu I[1], dovute principalmente a litigi interni ai partiti politici e ad un’opinione pubblica ormai decisamente contraria[2], per il paese è stato nuovamente necessario affrontare un significativo periodo di incertezza, caratterizzato da ormai croniche difficoltà in tutto il processo di formazione, complice la complessità, ancora una volta, dell’assumere l’incarico con una situazione parlamentare assai sfavorevole derivante dalle elezioni legislative dell’anno precedente, cosa che ha fatto presagire anche un rischio di nuove elezioni.[3]

Rimessa dunque la palla al Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, questi, conscio della situazione sempre più ingestibile e del poco tempo a disposizione[4], ha deciso di agire d’impulso, rinominando convulsamente già il giorno dopo e con una mossa inaspettata da tutti gli osservatori politici (seppur dopo un ristretto giro di consultazioni guidate dal capo del governo[5]), lo stesso Sébastien Lecornu alla carica di Primo ministro[6], con i ministri, costituiti principalmente dalla maggioranza presidenziale di stampo centrista (Ensemble — ENS) ma con alcune aperture alle frange moderate e ad alcuni tecnici, che hanno giurato ufficialmente due giorni dopo.[7]

Tali nomine tuttavia, complice anche il fatto che il capo del governo uscente si fosse inizialmente smarcato da un nuovo incarico[8], risollevando le speranze del Nuovo Fronte Popolare (NFP) di una nomina che venisse incontro alle loro istanze[9], non sono state prevedibilmente recepite come interlocutrici accettabili dalle fazioni dell’Assemblea nazionale, portando così il governo a dover ancora una volta tentare, principalmente a causa della necessità non più evitabile di chiudere il dossier dell’incombente legge di bilancio (che lo stesso Primo ministro ha riconosciuto di dover affrontare), di navigare a vista alla ricerca di almeno un’ “essenziale tolleranza politica”.[10]

Alla fine, dopo vari giorni di negoziazione e la grande concessione da parte del Presidente della Repubblica, già trapelata per il tramite del Primo ministro come possibile soluzione per evitare una nuova crisi politica[11], di sospendere l’osteggiatissima riforma delle pensioni (fatta approvare due anni prima dal Governo Borne) fino al 2028[12], ed il cui iter legis è iniziato circa un mese dopo[13], il Partito Socialista (PS) di Olivier Faure, non senza critiche da parte sia del Nuovo Fronte Popolare (NFP) che del resto dell’opposizione, ha deciso di aprirsi freddamente al governo, acconsentendo ad astenersi insieme a I Repubblicani (LR), già postisi a supporto pur essendo usciti dalla partecipazione attiva all’indirizzo politico, in occasione della mozione di sfiducia già pianificata per il successivo 16 ottobre, garantendo così la sopravvivenza momentanea dell’esecutivo.[14]

Compagine di governo

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Appartenenza politica

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L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione è la seguente:

Partito Presidente Ministri Ministri delegati Totale
Renaissance (RE) 1 6 6 13
Indipendenti - 9[N 3] 5[N 4] 14
Movimento Democratico (MoDem) - 2 2 4
Horizons (HOR) - 1 2 3
Unione dei Democratici e degli Indipendenti (UDI) - 1 - 1
Totale 1 19 15 35

Situazione parlamentare

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Al pari del precedente, poiché la Costituzione della Francia non la dispone come obbligatoria per l’esecutivo, questo governo non si è sottoposto (anche per via della sua cortissima durata) ad una esplicita mozione di fiducia e, per questo motivo, il grafico seguente è frutto di dichiarazioni ufficiali dei partiti e delle loro posizioni espresse al momento della nomina dei ministri.

Al momento del giuramento dell’esecutivo, il 12 ottobre 2025:

Camera Collocazione Partiti Seggi
Assemblea Nazionale[N 5] Governo ENS (162):
RE (92), MoDem (36), HOR (34)
162 / 577
Astensione[N 6] LR (50), LIOT (22)
73 / 577
Opposizione NFP (195):
LFI (72), SOC (69), ECO (38)[N 7], GDR (17);
Altri (220):
RN (123), UDR (15), N-I (9)
342 / 577

Al momento del primo tentativo di mozione di sfiducia, il 16 ottobre 2025:

Camera Collocazione Partiti Seggi
Assemblea Nazionale[N 5] Governo ENS (162):
RE (92), MoDem (36), HOR (34)
162 / 577
Astensione[N 8] SOC (62), LR (50), LIOT (22)
134 / 577
Opposizione NFP (134):
LFI (72), ECO (38)[N 7], GDR (17), SOC-DIS. (7);
Altri (220):
RN (123), UDR (15), N-I (9)
281 / 577
Ufficio del Primo ministro
Carica Titolare Ministri delegati
Primo ministro Sébastien Lecornu (RE)
Ministeri
Ministri Ministri delegati o affiancati Segretari di Stato
Ministro di Stato

Interno

Laurent Nuñez (RE) Marie-Pierre Vedrenne (MoDem) Carica non assegnata
Forze armate e Veterani Catherine Vautrin (RE) Alice Rufo (Indipendente) Carica non assegnata
Lavoro e Solidarietà Jean-Pierre Farandou (Indipendente) Carica non assegnata Carica non assegnata
Transizione ecologica, Biodiversità, Negoziazioni internazionali sul clima e sulla natura Monique Barbut (Indipendente) Carica non assegnata
Giustizia e Guardasigilli Gérald Darmanin (RE) Carica non assegnata Carica non assegnata
Economia, Finanze e Sovranità industriale, energetica e digitale Roland Lescure (RE) Carica non assegnata
Azione e Conti pubblici Amélie de Montchalin (RE) David Amiel (RE)
Incaricato della Funzione pubblica e della Riforma dello Stato
Carica non assegnata
Piccole e Medie Imprese, Commercio, Artigianato, Turismo e Potere d’acquisto Serge Papin (Indipendente) Carica non assegnata Carica non assegnata
Educazione nazionale Édouard Geffray (Indipendente) Carica non assegnata Carica non assegnata
Insegnamento superiore e Ricerca Philippe Baptiste (Indipendente) Carica non assegnata Carica non assegnata
Oltremare Naïma Moutchou (HOR) Carica non assegnata Carica non assegnata
Europa ed Affari esteri Jean-Noël Barrot (MoDem) Carica non assegnata
Salute, Solidarietà, Famiglie, Autonomia e Disabili Stéphanie Rist (RE) Charlotte Parmentier-Lecocq (HOR)
Incaricata dell’Autonomia e dei Disabili
Carica non assegnata
Trasporti Philippe Tabarot (Indipendente)[N 10] Carica non assegnata Carica non assegnata
Gestione dei territori e Decentralizzazione Françoise Gatel (UDI) Michel Fournier (Indipendente)
Incaricato della Ruralità
Carica non assegnata
Cultura Rachida Dati (Indipendente)[N 10] Carica non assegnata Carica non assegnata
Agricoltura, Agroalimentare e Sovranità alimentare Annie Genevard (Indipendente)[N 10] Carica non assegnata Carica non assegnata
Sport, Gioventù e Vita associativa Marina Ferrari (MoDem) Carica non assegnata Carica non assegnata
Città ed Edilizia abitativa Vincent Jeanbrun (Indipendente)[N 10] Carica non assegnata Carica non assegnata
  1. ^ RE - MoDem - HOR - PR - DVG - DVD.
  2. ^ La data si riferisce alla nomina del Primo ministro Lecornu; l'entrata in carica degli altri membri è avvenuta il 12 ottobre.
  3. ^ Comprende 4 ministri dissidenti da I Repubblicani (LR).
  4. ^ Comprende 2 ministri delegati dissidenti da I Repubblicani (LR), di cui uno classificato come Divers droite (DVD), ed uno dissidente dal Partito Socialista (PS).
  5. ^ a b Viene riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato) poiché solo quest'ultima ha il potere di controllare il rapporto di fiducia con l'esecutivo.
  6. ^ Questi partiti, ufficialmente ed originariamente all’opposizione, hanno deciso di “supportare” il governo in occasione delle mozioni di censura per un puro gesto di collaborazione politica reciproca, purché negoziata e comunque non in pianta stabile.
  7. ^ a b Comprende anche G.s e .
  8. ^ Questi partiti, ufficialmente ed originariamente all’opposizione, hanno deciso di “supportare” il governo in occasione delle mozioni di censura per un puro gesto di collaborazione politica reciproca, purché negoziata e comunque non in pianta stabile.
  9. ^ Membro del Partito Socialista (PS), è stato sospeso dal partito politico per aver accettato di partecipare all’esecutivo.
  10. ^ a b c d e Membro de I Repubblicani (LR), è stato sospeso dal partito politico per aver accettato di partecipare all’esecutivo.

Bibliografiche

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Altri progetti

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