Gorizia (famiglia)

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Blasone della Contea di Gorizia

I Gorizia, conosciuti anche come Mainardini, furono una dinastia che intrecciò il suo destino con l'omonima Contea, nonché con il Tirolo ed il Patriarcato di Aquileia, di cui essi detenevano l'avvocazia. Essi controllarono tra alterne fortune la contea di Gorizia fino al 1500, anno che vide la scomparsa di Leonardo, ultimo rappresentante della casata. Il feudo allora passo nelle mani degli Asburgo. Si deve alla famiglia la costruzione e i successivi ampliamenti, del castello che ancora oggi domina la città di Gorizia, risalente al XI secolo.

I suoi membri sono re di Boemia e Polonia, margravio di Istria e Moravia, duchi di Carinzia e Carniola, conti di Gorizia e Tirolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita[modifica | modifica sorgente]

Il predicato della casata deriva, come di consuetudine, da un toponimo. Esso infatti corrisponde al nome del castello di Gorizia, loro sede. Il primo Gorizia di cui si ha una notizia storica certa è Mainardo, nome riprodotto in un diploma del 1117 che riguardava una donazione dell'arcivescovo Corrado di Salisburgo a favore del monastero salisburghese di Nunnberg. Tra i testimoni vi si nomina un certo "Meginhardus comes de Goerze".

Il problema delle origini[modifica | modifica sorgente]

Decisamente complicata è la questione della genealogia di questa famiglia. Il problema della determinazione delle origini è stato affrontato da diversi storici, soprattutto di area tedesca: tra questi vanno senza dubbio ricordati Hans Wiesflecker, Heinz Dopsch, Wilhelm Baum. Sebbene non venga confermato esplicitamente, diversi indizi fanno ritenere che la famiglia dei Conti di Gorizia sia discendente di una famiglia bavarese, gli Ariboni. In particolare, è il diritto di avvocazia, ovvero una tutela che le famiglie nobiliari apponevano a certe entità ecclesiastiche (spesso monasteri da loro stessi fondati) ad attirare gli studiosi su questa pista.

Ebbene, su alcune abbazie fondate dagli Ariboni (ad esempio, le abbazie di Seeon in Baviera, fondata nel 994 da Hartwig vescovo di Salisburgo, quella di Göss in Stiria nel 1020 da Aribo arcivescovo di Magonza, la canonica femminile di Sankt Georgen am Längsee in Carinzia da Wichburga sorella dell'arcivescovo di Salisburgo, il già citato Hartwig) e soprattutto l'abbazia di Millstatt, (fondata secondo la leggenda nel VII secolo, ma stando a fonti più attendibili intorno al 1070) i Goriziani avevano il diritto di avvocazia. In particolare, è Jakob Unrest, cronista carinziano del XV secolo a dare indicazioni interessanti, asserendo essere stata Millstatt fondata da "uno di Baviera" (einer von Payern). Nel 1284, in un accordo tra le abbazie di Millstatt e Seeon i monaci ricordano di essere legati dalla stessa famiglia di fondatori. Nel 1020, il marito della già citata Wichburga, Othwin di Pusteria e il figlio Volkhold fondano il monastero di Castelbadia (Sonnenburg); ed è sempre Unrest a definire Othwin "uno di Gorizia".

Per districarsi in questa selva di date, nomi, fondazioni, passaggi di proprietà, bisogna fare un salto indietro e ripercorrere rapidamente la storia degli Ariboni. Si trattava di una potente famiglia nobile, che fornì più di un conte palatino, ovvero il vicario dell'imperatore per la Baviera, già nella seconda metà del IX secolo. La loro potenza era andata aumentando durante tutto il secolo X, ma nel 1055 essi caddero in disgrazia: in seguito a non si sa quale fatto, nel 1055 furono accusati di alto tradimento i fratelli Aribo e Boto; le accuse fecero loro perdere l'incarico di conte palatino e costarono loro il bando dalla Baviera, dopodiché ripararono in Carinzia (contestuale è la fondazione di Millstatt). e

L'ipotesi più accreditata è che Mainardo I ed Enghelberto I, capostipiti della famiglia dei conti di Gorizia siano stati nipoti di Aribo e Liutgardo. Altro dato significativo risale ad un fatto del XII secolo: la sepoltura di Hartwig nipote di Aribo al monastero di Millstatt viene profanata (miracolosamente trovata fuori dalla tomba secondo una cronaca) in un momento di frizione tra l'abbazia e il suo avvocato conte di Gorizia (spesso, infatti i cosiddetti avvocati erano i più ingordi nemici dell'ente "tutelato"); è quindi probabile che si trattasse di una ripicca nei confronti dei conti di Gorizia, di cui fece le spese la sepoltura di un antenato. Fonti danno come Mainardo I o Enghelberto I antenati della famiglia Di Graben di Stein. [1] [2]

Sintomatico è anche il passaggio ai Conti di Gorizia di diversi beni già appartenuti agli Ariboni. È quindi da ritenersi, con un ragionevole margine di sicurezza, che i Conti di Gorizia discendano da quell'antica famiglia bavarese. Eppure restano alcuni quesiti irrisolti, su cui la moderna storiografia non è stata in grado di dare risposte soddisfacenti, come ad esempio perché i nomi Enghelberto e Mainardo, piuttosto comuni tra i conti di Gorizia, non compaiono mai presso gli Ariboni.

Dinastia[modifica | modifica sorgente]

Ramo Tirolese[modifica | modifica sorgente]

Margherita di Tirolo-Gorizia - olio su tela, prima metà del secolo XVI

Ramo di Gorizia[modifica | modifica sorgente]

Veduta del Castello di Gorizia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rudolf Granichstaedten-Czerva (1948): "Brixen - Reichsfürstentum und Hofstaat", (Collegium Res Nobilis Austriae: Graben von Stein)
  2. ^ Google: Das Land Tirol: mit einem Anhange: Vorarlberg: ein Handbuch für Reisende. Von Beda Weber

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • W. Baum - "I Conti di Gorizia" (Libreria Editrice Goriziana - 2000)
  • H.WiesfleckerDie Regesten der Grafen von Görz und Tirol, Pflalzgrafen und Kärnten, I, 957-1271, Innsbruck 1949