Gordon Ramsay

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Gordon Ramsay

Gordon James Ramsay (Johnstone, 8 novembre 1966) è un cuoco e personaggio televisivo britannico.

È noto come conduttore di programmi televisivi dedicati alla cucina, come i reality show culinari Hell's Kitchen, Cucine da incubo, il talent MasterChef, The F Word, Gordon Ramsay: diavolo di uno chef, Cucina con Ramsay, Hotel da incubo e Behind Bars. Durante la sua carriera come ristoratore è stato premiato con 15 stelle Michelin, benché ora ne detenga 14.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Glasgow, in Scozia, a cinque anni lui e la famiglia si trasferiscono in Inghilterra, dove trascorre il resto della sua infanzia.[3]

Carriera calcistica[modifica | modifica wikitesto]

Prima di dedicarsi alla cucina, Ramsay gioca nelle giovanili dei Rangers ed è scelto per giocare nell'under 14 all'età di 12 anni, per lo Warwickshire. Nel 1984 è selezionato in prova nei Rangers, il club di cui è stato tifoso da bambino. Si infortuna seriamente al ginocchio durante gli allenamenti ma continua ad allenarsi. Successivamente si rompe un legamento crociato dello stesso ginocchio, giocando una partita a squash. A causa di tali eventi è costretto ad abbandonare il calcio.[4]

Carriera culinaria e televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Inizia ad appassionarsi di cucina nei primi anni ottanta, mentre ancora perseguiva la sua carriera calcistica. Sul finire del decennio trova il suo primo posto di lavoro come sous-chef nel Roxburgh House Hotel, nel Roxburghshire. Più tardi, si trasferisce a Londra per lavorare sotto gli ordini di Marco Pierre White.[5] Quando si sposta a Parigi, trova lavoro nei ristorante di Guy Savoy e Joël Robuchon. Nel 1993 apre il suo primo ristorante nel quartiere di Chelsea a Londra, per il quale ottiene il prestigioso riconoscimento di tre stelle Michelin. Nel maggio 2003 inaugura il "Boxwood Cafè" al The Berkeley di Knightsbridge.

Ramsay non apre ristoranti all'estero sino al 2005, quando inaugura il Verre a Dubai e altri due ristoranti a Tokyo. Nel 2006 dà il via al Gordon Ramsay at the London a New York.[6] Nel 2007 inaugura un ristorante in Irlanda e un anno dopo ne apre uno a Los Angeles e uno a Versailles.[7] Nel corso della sua carriera, ha ottenuto complessivamente quindici stelle Michelin, perdendone successivamente una, e ha aperto 25 ristoranti nel mondo.

La sua fama mediatica è dovuta prevalentemente alla sua partecipazione a programmi televisivi di successo, tra i quali il reality show Hell's Kitchen, di cui ha condotto la prima stagione della versione britannica e in seguito quella statunitense, lo show The F Word, i documentari-reality Cucine da incubo e Hotel da incubo, la versione statunitense del talent MasterChef e il programma Cucina con Ramsay. È anche autore di libri di cucina quali Passion for Flavour, A Chef for All Seasons, Passion for Seafood e Ultimate Cookery Course (legato a Cucina con Ramsay).

Alcuni di questi sono prodotti da una casa di produzione, One Potato Two Potato, la cui proprietà è divisa equamente tra Ramsay e la Optomen. Nel 2008 Ubisoft ha pubblicato il gioco Hell's Kitchen con oltre trentacinque ricette originali di Ramsay.[8] Nel 2009 apre il suo primo ristorante in Italia, in Sicilia. Sempre nello stesso anno entra in gestione minoritaria nel ristorante gourmet presso il Forte Village (Pula - Sardegna).[9] Successivamente, sempre nel 2009, apre il ristorante gourmet di Castel Monastero, a Castelnuovo Berardenga, nel cuore del Chianti.[10] Insieme allo chef Marcus Wareing, suo collaboratore, ha la gestione dei ristoranti "Savoy Grill" e "Petrus".

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Vegetarianismo e animalismo[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre sostenitore dell'utilizzo della carne in cucina, Ramsay si è per questa ragione attirato le ire di associazioni animaliste e di vegetariani. In due occasioni ha servito carne a clienti vegetariani nascondendone la presenza nella ricetta.[11] Durante la seconda serie di The F Word, ha tuttavia criticato alcune modalità di allevamento intensivo e macellazione.[12] Nel corso della terza stagione di The F Word la giornalista Janet Street-Porter, convinta che la carne di cavallo dovesse essere maggiormente consumata in Gran Bretagna, cercò di servire bistecche equine durante lo svolgimento dell'annuale corsa di cavalli della "Gold Cup Week" a Cheltenham.

La polizia le impedì di farlo giudicando la condotta "altamente provocatoria". La giornalista servì successivamente la carne all'interno degli studi televisivi, con approvazione dei commensali presenti. La conclusione della giornalista e di Ramsay fu che la carne di cavallo meritasse un maggior rilievo nella dieta alimentare inglese. Contro questa affermazione, l'associazione per i diritti degli animali PETA ha inscenato un atto di protesta rovesciando una tonnellata di letame di cavallo all'esterno del ristorante di Ramsay Claridge's situato nel centro di Londra.[13]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2011 Ramsay accusa il padre di sua moglie Tana Hutcheson di aver sottratto circa un milione e mezzo di sterline dai suoi conti; gli altri membri della famiglia sono accusati invece di aver sottratto documenti ed email personali.[14]

Carattere[modifica | modifica wikitesto]

Il suo comportamento spesso irascibile e impulsivo è stato oggetto di critiche.[15] Il critico gastronomico A.A. Gill, dopo esser stato cacciato da un suo ristorante, l'ha definito un ottimo cuoco ma una delusione come uomo.[16]

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2006, Ramsay ha vinto una causa presso l'Alta Corte di Giustizia che aveva intentato al quotidiano Evening Standard, reo di aver affermato che le cattive condizioni del locale visitato nella prima puntata del programma Cucine da incubo erano state deliberatamente peggiorate ed esagerate per meglio far risaltare l'intervento dello chef. Le testimonianze favorevoli a Ramsay sono giunte dalla precedente proprietaria del Bonapartes, tale Sue Ray.[17] All'epoca dei fatti Ramsay dichiarò: «Non permetterò che chiunque possa scrivere qualsiasi cosa sul mio conto. Non abbiamo mai fatto nulla in mala fede, o per truffare qualcuno».

Nel settembre 2007, Martin Hyde, ex general manager del ristorante Dillon's, visitato dal programma di Ramsay nel corso della prima stagione di Cucine da incubo USA, intentò causa contro di lui con l'accusa di aver deliberatamente ingaggiato degli attori per simulare lo scontento dei clienti del locale durante la trasmissione.[18] In seguito la causa è stata ritirata e si è deciso di ricorrere ad un arbitrato.[19]

Il 24 settembre 2010, il titolare del ristorante Campania, Joseph Cerniglia, si è tolto la vita gettandosi nel fiume Hudson. Il locale era stato visitato nel 2007 dallo chef Ramsay nella prima stagione della trasmissione Cucine da incubo USA, e Ramsay aveva detto a Cerniglia che il suo ristorante italiano sarebbe finito dentro all'Hudson, poiché lui non sapeva gestire un locale e il cibo servito era pessimo. Il suicidio di Cerniglia non avrebbe comunque nulla a che fare con la partecipazione al programma, alla base del gesto vi sarebbero infatti ragioni passionali.[20]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996 è sposato con Cayetana Elizabeth Hutcheson, conosciuta come Tana Ramsay, con la quale ha avuto quattro figli: Megan, Mathilda, Jack e Holly.[21][22] La moglie, con la collaborazione del marito, ha pubblicato diversi libri di cucina. Ramsay e la famiglia risiedono a Battersea, quartiere nel centro di Londra. Ramsay appartiene alla chiesa anglicana ed è apolitico.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Ramsay nel 2008

Film[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni italiane dei programmi a cui partecipa Gordon Ramsay ha un doppiatore diverso a seconda dell'azienda televisiva che trasmette i suoi programmi:

  • Diego Sabre nei programmi trasmessi dal canale Real Time di Discovery: Cucine da incubo, Cucine da incubo USA, Ramsay's Best Restaurant, Speciale Natale con Gordon, Natale con Gordon Ramsay, Hotel da incubo, Cucina con Ramsay e Ramsay: chef dietro le sbarre
  • Francesco Caruso Cardelli in Hell's Kitchen USA (stagioni 1-4), nel film In cucina niente regole e nell'episodio 23x05 de I Simpson
  • Gianluca Iacono nei programmi trasmessi da Sky Italia: Hell's Kitchen USA (dalla 5ª stagione) e MasterChef USA
  • Andrea Ward nei programmi trasmessi da Rai 5: The F Word, Gordon Ramsay: diavolo di uno chef e Gordon Ramsay - Cose dell'altro mondo

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996, Ramsay ha scritto oltre 20 libri. Ha inoltre contribuito con degli articoli all'edizione del sabato del quotidiano britannico The Times.

  • Gordon Ramsay's Passion for Flavour (1996)
  • Gordon Ramsay's Passion for Seafood (1999)
  • Gordon Ramsay - A Chef for All Seasons (2000)
  • Gordon Ramsay's Just Desserts (2001)
  • Gordon Ramsay's Secrets (2002)
  • Gordon Ramsay's Kitchen Heaven (2004)
  • Gordon Ramsay Makes it Easy (2005)
  • Gordon Ramsay - Easy All Year Round (2006)
  • Gordon Ramsay's Sunday Lunch and Other Recipes from the F Word (2006)
  • Humble Pie (2006) (Autobiography)
  • Roasting in Hell's Kitchen (2006)
  • Gordon Ramsay's Fast Food Recipes from the F Word (2007)
  • Playing with Fire (2007)
  • Recipes From a 3 Star Chef (2007)
  • Gordon Ramsay's Three Star Chef (2008)
  • Gordon Ramsay's Fast Food (2008)
  • Gordon Ramsay's Healthy Appetite (2008)
  • Cooking for Friends: Food from My Table (2008)
  • Gordon Ramsay's On Top of the World (2009)
  • Gordon Ramsay's World Kitchen: Recipes from The F Word (2009)
  • Ramsay's Best Menus (2010)

Master Chefs Series

  • Pasta Sauces (1996)
  • Fish And Shellfish (1997)

Cook Cards

  • Hot Dinners (2006)
  • Cool Sweets (2006)

Ristoranti di proprietà di Gordon Ramsay (25)[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero britannico
— 2006

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Charles Bremner, Gordon Ramsay wins Michelin stars for first restaurant in France in The Times (Londra), 2 marzo 2009. URL consultato il 3 maggio 2010.
  2. ^ Richard Vines, Ramsay Wins 13th Michelin Star as Chef Counts Cost of Expansion, Bloomberg, 16 marzo 2009. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  3. ^ Gordon Ramsay - The Hollywood Reporter
  4. ^ Telecuochi e magnati - STILI-VITA
  5. ^ Marco Pierre White: I will never speak to Gordon Ramsay again - Telegraph
  6. ^ Gordon Ramsay's New York restaurant named top newcomer - Caterer and Hotelkeeper
  7. ^ Un escocés en Versalles | Edición impresa | EL PAÍS
  8. ^ Hell's Kitchen: The Game for Nintendo DS (2008) - MobyGames
  9. ^ L'impero Ramsay atterra in Sardegna - Il Sole 24 ORE
  10. ^ Gordon Ramsay apre in Italia | persone | L'espresso food&wine
  11. ^ Roya Nikkhah, Ramsay's pizza joke outrages vegetarians, Telegraph, 15 maggio 2005. URL consultato il 15 agosto 2009.
  12. ^ The F-Word, Serie 2, Episodio 6, 26 luglio 2006
  13. ^ "The night Janet Street-Porter ate horse meat". Daily Mail. 16 maggio 2007.
  14. ^ Gordon Ramsay contro tutti, lo chef fa causa alla famiglia della moglie - Kataweb TvZap
  15. ^ ‘Pesadilla en la Cocina’ o cómo mejorar el restaurante más cutre del mundo, nuevas entregas en Nova
  16. ^ Guidebook diners lose their appetite for Gordon Ramsay | UK news | The Guardian
  17. ^ "Chef Ramsay wins £75,000 damages", BBC News, 20 giugno 2006.
  18. ^ Nico Hines, Gordon Ramsay's lawsuit nightmare (London), The Times, 20 giugno 2007. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  19. ^ Kati Cornell, TV Chef Out of Frying Pan, New York Post, 10 agosto 2007. URL consultato il 12 agosto 2008.
  20. ^ Cuoco italoamericano si suicida dopo uno show di Gordon Ramsay, 30 settembre 2010. URL consultato il 3 giugno 2011.
  21. ^ Tana Ramsay on cooking with children | Life and style | The Guardian
  22. ^ Particolare rivelato durante la seconda stagione della versione statunitense di MasterChef.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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