Quarnaro

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la nave della Regia Marina, vedi Quarnaro (nave officina).

«[...] Sì come ad Arli, ove Rodano stagna,
sì com' a Pola, presso del Carnaro,
ch'Italia chiude e suoi termini bagna [...]»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto IX, vv. 112-114)
Quarnaro
(IT) Kvarner
Kvarner Bay1.JPG
Vista del Quarnaro dall'isola di Cherso
Stati Croazia Croazia
Regioni Primorje-Gorski Kotar County coat of arms.png Litoraneo-montana
Lingue croato, italiano, veneto
Fusi orari UTC+1
Nome abitanti quarnerini
Kvarner gulf map.png

Coordinate: 44°50′23.61″N 14°08′02.62″E / 44.839893°N 14.13406°E44.839893; 14.13406

Il Quarnaro[1][2][3] o Quarnero[2][4][3][5][6] (in croato Kvarner o Kvarnerski zaljev) è letteralmente un braccio di mare dell'Adriatico settentrionale, che separa l'Istria dalle isole di Cherso e Lussino. Del Quarnaro fanno parte anche il canale di Faresina e il golfo della città di Fiume (Rijeka), che è la più importante di questa regione geografica.

Il termine è di origine incerta[4] e anticamente era detto Carnaro[4][3]. Nel corso dei secoli ha assunto un significato più esteso divenendo una regione geografica vera e propria e indicando anche tutte le terre emerse che vi si affacciano. Il Quarnaro on va confuso col Quarnarolo, che è un altro braccio di mare che separa le isole di Cherso e Lussino da quelle di Veglia, Arbe e Pago.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'uso comune il termine Quarnaro (e i suoi derivati) può assumere un significato più esteso e indicare tutto il bacino delimitato dalla penisola istriana e dalla riviera liburnica nord-orientale, affacciata sul Canale della Morlacca e inteso quindi non solo come specchio d'acqua, ma come vera e propria regione geografica che include sia le acque che le terre emerse.[7]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Vista sul Quarnaro dal Monte Maggiore/Učka

Il Quarnaro, più che un golfo o un canale, è un tratto di mare a forma di imbuto che si stringe tra la terraferma istriana e l'arcipelago delle Assirtidi[3] (Cherso-Lussino) e comunicante a nord con il golfo di Fiume mediante il canale di Faresina, che fa parte anch'esso del Quarnaro.

In alcuni testi o mappe geografiche, il Quarnaro è inteso invece in senso più ampio e viene fatto estendere oltre la punta settentrionale di Cherso fino a comprendere l'intero golfo di Fiume[8].

Il suo limite meridionale, che ha un'ampiezza di 15 M[9], è determinato dalla linea immaginaria che congiunge capo Promontore con punta Art[10], detta anche punta Poglie[9] (rt Nart), che si trova sul lato occidentale di Unie[9]. Il canale è dominato da forti correnti e dal vento di bora che ne rendono difficile la navigazione[11].

Non va confuso col Quarnarolo, che è un altro braccio di mare che separa le isole di Cherso e Lussino da quelle di Veglia, Arbe e Pago. Nelle acque interne del Quarnero si trovano le seguenti isole:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Repubblica di Venezia, Reggenza italiana del Carnaro, Stato libero di Fiume e Provincia di Fiume.
Cartina della Dalmazia e della Venezia Giulia coi confini previsti dal Patto di Londra (linea rossa) e quelli invece effettivamente ottenuti dall'Italia (linea verde). In fucsia sono invece indicati gli antichi domini della Repubblica di Venezia. La mancata annessione della Dalmazia all'Italia fu una delle cause di insoddisfazione che portarono alla definizione di "vittoria mutilata", che diede poi origine, tra l'altro, anche all'impresa di Fiume
Mappa dello Stato libero di Fiume (1920-1924). In arancio pieno, l'antico distretto austroungarico che esistette fino al 1918, mentre in giallo contornato di arancio il territorio aggiunto per poter permettere allo Stato libero di Fiume di confinare anche con l'Italia. Nel 1924 fu annesso all'Italia, che lo cedette nel 1947 alla Jugoslavia a causa della sua sconfitta nella seconda guerra mondiale
Divisione amministrativa dell'Istria e del Quarnaro dal 1924 al 1947 con segnate la provincia di Trieste (colore verde), la provincia di Gorizia (blu), la provincia di Pola (giallo) e la provincia di Fiume (rosso)

Fin dall'antichità il Quarnaro, indicato in latino come Sinus Flanaticus[12], Sinus Liburnicus, Sinus Polaticus[13] e Sinus Carnarius[14][15], è stato considerato il limite estremo della regione geografica italiana: in epoca augustea vi terminava la Regio X Venetia et Histria, mentre celebri sono i versi di Dante (Inferno, IX, 114):

«[...] Sì come ad Arli, ove Rodano stagna,
sì com' a Pola, presso del Carnaro,
ch'Italia chiude e suoi termini bagna [...]»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto IX, vv. 112-114)

Il Quarnaro ha fatto per secoli parte dei domini marittimi della Repubblica di Venezia nonostante alcune città furono inizialmente in mano ai pirati uscocchi. Tra il 1615 e il 1617, con la Guerra di Gradisca, che avvenne tra Venezia e l'Arciducato d'Austria, ci fu la cacciata degli Uscocchi da Segna, che divenne parte dello Stato da Mar della Repubblica di Venezia.

Il Quarnaro fu uno dei simboli della lotta irredentista italiana. In seguito alla Beffa di Buccari, Gabriele d'Annunzio dedicò una poesia al Quarnaro, pubblicata nel 1918 e intitolata La canzone del Quarnaro. Lo stesso D'Annunzio, proclamando l'8 settembre 1920 un'entità statuale autonoma nella città di Fiume, le dette il nome di Reggenza italiana del Carnaro dotandola della cosiddetta Carta del Carnaro, ovvero di una costituzione di stampo corporativista[16]. Alla Reggenza italiana del Carnaro, la cui premessa fu l'Impresa di Fiume, successe, il 30 dicembre 1920, lo Stato libero di Fiume, città-stato annessa il 22 febbraio 1924 all'Italia.

Come conseguenza del passaggio dell'intero Quarnaro all'Italia il 22 febbraio stesso[17] fu istituita la provincia italiana di Fiume, che fu anche conosciuta con il nome di provincia del Carnaro. Fu soppressa il 10 febbraio 1947 a causa del Trattato di Parigi, che sancì il passaggio del Quarnaro alla Jugoslavia.

La provincia italiana di Fiume comprendeva 13 comuni, tutti appartenenti al Quarnaro:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quarnaro, su treccani.it. URL consultato il 28 luglio 2017.
  2. ^ a b Natale Vadori, Italia Illyrica sive glossarium italicorum exonymorum Illyriae, Moesiae Traciaeque ovvero glossario degli esonimi italiani di Illiria, Mesia e Tracia, 2012, San Vito al Tagliamento (PN), Ellerani, p. 472, ISBN 978-88-85339-29-3.
  3. ^ a b c d Rizzi, pp. 71-72.
  4. ^ a b c Alberi, p. 244.
  5. ^ Marieni, p. 79.
  6. ^ Carta di cabottaggio del mare Adriatico[collegamento interrotto], foglio III, Milano, Istituto geografico militare, 1822-1824. URL consultato il 22 luglio 2017.
  7. ^ Elio Migliorini, Quarnaro, su treccani.it, 1935. URL consultato il 28 luglio 2017.
  8. ^ Marieni, p. 73.
  9. ^ a b c Marieni, p. 76.
  10. ^ Alberi, p. 479.
  11. ^ Marieni, pp. 74-75.
  12. ^ Dalla popolazione liburnica di Flanona.
  13. ^ Dalla città di Pola.
  14. ^ Di origine controversa e incerta.
  15. ^ Rizzi, p. 79.
  16. ^ D'Annùnzio, Gabriele nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 13 giugno 2019.
  17. ^ Regio Decreto Legge 22 febbraio 1924, n. 213

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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