Golden Earring

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Golden Earring
Golden Earring on stage.JPG
I Golden Earring dopo un concerto a Kerkrade, Paesi Bassi, il 19 dicembre 2009
Paese d'originePaesi Bassi Paesi Bassi
GenereHard rock
Blues rock
Pop rock
Rock progressivo
Rock psichedelico
Beat
Periodo di attività musicale1961 – in attività
Album pubblicati32
Sito ufficiale

I Golden Earring sono uno storico gruppo hard rock olandese, attivo dagli anni sessanta ad oggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Golden Earring fotografati a Top of the Pops nel 1974

Fondati nel 1961 a L'Aia (Den Haag) dal chitarrista George Kooymans e dal bassista Rinus Gerritsen, con il nome di 'The Golden Earrings', con la 's' finale (che verrà poi abbandonata dal 1970), iniziano come un gruppo beat. L'esordio discografico è datato 1965, grazie al singolo di successo Please Go, mentre la prima canzone ad arrivare al numero 1 nei Paesi Bassi è Dong-Dong-Di-Ki-Di-Gi-Dong nel 1968[1].

Nel 1968 entra a far parte del gruppo l'eclettico Barry Hay, un buon chitarrista ritmico, ma soprattutto cantante e flautista, che porterà alla band una forte influenza in stile Jethro Tull, Jefferson Airplane, The Doors, Led Zeppelin e Sun Ra, fino all'album Eight Miles High del 1969, che spiana loro la strada in modo definitivo verso il grande pubblico, grazie alla cover/suite di ben 19 minuti del brano omonimo dei Byrds. Cominciano le grandi tournée, in cui arrivano a suonare come spalla a band come The Who, Santana, Ted Nugent, The Doobie Brothers, Rush, 38 Special, e Eric Clapton[1].

Nel 1970 entra nel gruppo il batterista Cesar Zuiderwijk e, come ospiti, il virtuoso chitarrista blues Eelco Gelling dai Cuby & the Blizzards e il sassofonista Bertus Borgers.

Da qui quindi la graduale virata verso parametri più hard rock (il flauto viene pian piano abbandonato), attraverso i tre album Golden Earring (1970), Seven Tears (1971), e Together (1972) per poi giungere all'apice del loro successo con l'album Moontan del 1973, che lanciò il gruppo in tutto il mondo. Questo album è infatti divenuto famoso soprattutto perché contiene il più grande successo che una band olandese sia mai riuscita a realizzare a livello mondiale, il singolo Radar Love, numero 1 in classifica nei Paesi Bassi per ben 4 settimane e anche numero 1 in Spagna, numero 7 nelle charts inglesi, numero 13 in quelle americane, guadagnandosi un posto fra le Billboard Hot 100, ed entrando anche nelle top ten belga e tedesca.

Barry Hay in 1974

Ascoltando Radar Love si può facilmente intuire perché sia stata tanto apprezzata: contiene tutti gli ingredienti necessari per il successo, come il sound orientato alla radio, una buona dose di groove, un riff carico di ritmo e, non ultimo, il testo basato sulle parole di Comin' On Strong di Brenda Lee, che l'hanno resa a detta di molti la miglior 'car song' o 'driving song' di tutti i tempi; infine da segnalare anche l'intermezzo di chitarra accompagnata dai fiati dopo lo stacco della batteria. La canzone è stata reinterpretata parecchie volte da altri artisti (circa 300, fra i quali gli U2, i White Lion, i R.E.M., e Bryan Adams) e compare anche un paio di volte in qualche episodio de I Simpson. Moontan rese i Golden Earring un fenomeno mondiale, ma dovettero aspettare il 1982 per essere riconosciuti all'estero, con la canzone Twilight Zone, tratta dall'album Cut, numero 1 nella Billboard Mainstream Rock Tracks degli Stati Uniti[1].

Tra il 1969 e il 1984 i Golden Earring hanno fatto ben 13 tournée da headliner negli Stati Uniti d'America, con gruppi di spalla come Kiss ed Aerosmith.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1968 Greatest Hits (Polydor)
  • 1970 The Best of Golden Earring (US)
  • 1973 Hearing Earring
  • 1977 Story
  • 1981 Greatest Hits, Vol. 3
  • 1988 The Very Best, Vol. 1
  • 1988 The Very Best, Vol. 2
  • 1989 The Continuing Story of Radar Love
  • 1992 Radar Love
  • 1994 Best of Golden Earring (Europe)
  • 1998 The Complete Naked Truth
  • 1998 70s & 80s, Vol. 35
  • 2000 Greatest Hits
  • 2001 Devil Made Us Do It: 35 Years
  • 2002 Singles 1965-1967
  • 2002 Bloody Buccaneers/Face It
  • 2003 3 Originals
  • 2008 The Long Versions

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Johannes Antonius van den Heavel (a cura di), Enciclopedia Rock, Hard & Heavy, Arcana Editrice, 1991, ISBN 88-85859-77-1.
  2. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johannes Antonius van den Heavel (a cura di), Enciclopedia Rock, Hard & Heavy, Arcana Editrice, 1991, ISBN 88-85859-77-1.
  • Nick Logan e Bob Woffinden, Enciclopedia del rock, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1977.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN154905316 · ISNI (EN0000 0001 2364 6013 · LCCN (ENn91126503 · GND (DE5549532-1 · BNF (FRcb139037374 (data) · WorldCat Identities (ENn91-126503
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