Gola di Gorropu

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Coordinate: 40°11′07″N 9°30′06″E / 40.185278°N 9.501667°E40.185278; 9.501667

Gorroppu Canyon Sardinia.jpg
Gorropu - interno
Veduta del Canyon dall'ingresso della gola
Su Gorropu visto dal campo base Gorroppu, SS125
Veduta del Costone Roccoso di circa 500 metri nella parte centrale del percorso

La gola di Gorropu (in lingua sarda il termine gorropu significa "gola" e lo stesso prefisso sta ad indicarlo, così come in inglese e in francese con il termine "gorge") è un profondo canyon ubicato nel Supramonte, in Sardegna, e demarca il confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei. La gola si è originata grazie all'intensa azione erosiva provocata delle acque del Rio Flumineddu. La Gola di Gorropu, con i suoi oltre 500 m di altezza ed una larghezza che varia dai 4 metri nei punti più stretti per raggiungere alcune decine in altri, è considerato il canyon più profondo d'Italia e uno dei più profondi d'Europa.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La Gola di Gorropu è caratterizzata da forti sbalzi termici per la presenza di zone poco o per nulla esposte ai raggi solari. Pertanto questo genera un habitat naturale che ospita diversi endemismi sardi, tra i quali, la aquilegia di Gorropu, detta altrimenti "nuragica"[1] la quale vegeta esclusivamente a Gorropu ed è stata inserita dall’IUCN fra i primi endemismi a rischio di estinzione nel Mediterraneo.

A valle, prima di entrare nella gola, le acque del rio Flumineddu sgorgano dalle rocce e creano delle vasche d'acqua naturali nelle quali è possibile trovare la trota sarda e soprattutto l'euprotto sardo: un endemismo sardo-corso considerato l'anfibio più raro d'Europa oltre al geotritone del Supramonte, presente nella vicina grotta Su Palu. Da precisare che nella Gola sono presenti piante di macchia mediterranea come la fillirea (in sardo 'Aladerru', 'Alaverru', 'Aliderru', 'Arrideli') e il tasso (o tassu) millenarie.

Per quanto riguarda la fauna, è possibile trovare, seppur raramente, la Biscia dal collare, la martora e l'aquila reale. Assai vaste sono invece le colonie di mufloni, lepri sarde, volpi, ricci e cinghiali.

Sentieri[modifica | modifica wikitesto]

La più immediata via d'accesso a Gorropu è quella che parte nei pressi di Urzulei, con possibilità di parcheggiare l'auto direttamente presso il passo Genna Sìlana lungo la strada statale 125 all'altezza del km 183 (Lat. 40° 09′ 32.0″ N – Long. 9° 30′ 29.0″ E)[2].

Il canyon può essere raggiunto percorrendo un percorso escursionistico (il sentiero Sedda ar Baccas - Gorropu B-502) esperto per il quale è necessaria l'adeguata attrezzatura e possibilmente una guida. Il sentiero si sviluppa per una lunghezza di 12 chilometri, superando un dislivello di 200 metri, fino a raggiungere la gola di Gorropu, in fondo alla quale scorre il Rio Flumineddu. Il tempo di percorrenza è di 5 ore[3].

La gola di Gorropu è raggiungibile anche partendo da Dorgali: si attraversa (anche in auto) la vallata di Oddoene fino a raggiungere il ponte di S'abba Arva; da qui si prosegue a piedi per circa due ore costeggiando per un tratto il Rio Flumineddu e il versante sud est del monte Oddeu[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza sul posto di numerosi nuraghi denota come la civiltà nuragica sin dall'età del bronzo ha abitato e sfruttato questa risorsa naturale.

La stessa struttura di base del canyon nonché la sua posizione geografica le conferivano in passato una funzione strategico-difensiva. Gran parte dei villaggi, delle tombe dei giganti e alcune mura difensive sono poste più internamente e in una zona sopraelevata rispetto alla gola[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Area del Golfo di Orosei - Gennargentu, su sardegnaambiente.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  2. ^ Cantiere forestale di Silana, su sardegnaambiente.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  3. ^ Sedda ar Baccas - Gorroppu B-502, su sardegnaambiente.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  4. ^ Sito Ufficiale Canyon Gorropu, su gorropu.info.
  5. ^ Nurnet Map crs4, su nurnet.crs4.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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