Godiva Chocolatier

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Godiva Chocolatier
StatoBelgio Belgio
Fondazione1926 a Bruxelles
Fondata daPierre Draps
Sede principaleKoekelberg e New York
SettoreAlimentare
Prodotticioccolato
Sito webwww.godiva.com

La Godiva Chocolatier è un'azienda dolciaria belga, specializzata nella produzione di cioccolato, e di proprietà della turca Yıldız Holding e della sudcoreana MBK Partners.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Godiva Chocolatier venne fondata a Bruxelles nel 1926 dalla famiglia Draps, che aprì il suo primo negozio presso la Grand Place. Il nome della Godiva si ispira a quello della leggendaria nobildonna Lady Godiva.[2] Il primo punto vendita della Godiva aperto all'infuori del Belgio venne inaugurato a Rue Saint-Honoré (Parigi) nel 1958. Nel 1966, i prodotti dell'azienda dolciaria iniziarono a essere venduti per la prima volta negli Stati Uniti. Durante l'anno seguente, la Godiva venne ceduta dai Draps alla Campbell's. Nel 1972, venne aperto il primo negozio dell'azienda belga del Nord America, che era collocato nella Fifth Avenue (New York).[3]

Nel 2007, la Godiva Chocolatier ottenne un fatturato di circa 500 milioni di dollari statunitensi. Durante il mese di agosto di quell'anno, la Campbell's annunciò che stava valutando la possibilità di adottare diverse strategie aziendali fra cui la cessione dell'attività a terzi. In quella situazione, la società dichiarò che "il business premium del cioccolato non è compatibile con l'attenzione strategica che la Campbell rivolge ai pasti semplici".[4] Nel mese di dicembre del 2007, la Campbell annunciò di aver stipulato un accordo per vendere la Godiva alla Yıldız, azienda di Istanbul che detiene la Ülker, ed la maggiore produttrice di beni di consumo in Turchia.[5][6] L'acquisizione venne completata nel mese di marzo del 2008, e costò alla Yıldız 850 milioni di dollari.[7]

Nel 2016, la Godiva disponeva di 650 negozi in tutto il mondo,[8] cento dei quali nella sola Cina.[9]

Nel 2017, l'azienda aprì il suo primo negozio in Australia, inaugurò il suo Pierre Draps Chocolate Research & Development Center a Bruxelles, e aprì il suo flagship store nel Rockefeller Center.[10][11]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La Godiva Chocolatier venne accusata di aver impiegato della manodopera minorile nell'ambito della produzione del cacao.[12]

Durante un test in laboratorio avvenuto all'interno dell'istituto del consumo tedesco Stiftung Warentest, il cioccolato al latte di Godiva risultò essere fortemente contaminato di nichel.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Chocolatier Godiva to sell Asian-Pacific operations to MBK Partners, su cnbc.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  2. ^ (EN) The History of Godiva Chocolatier, su godiva.com. URL consultato il 2 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  3. ^ (EN) Tina Grant, International Directory of Company Histories, St. James, 2004, pp. 154-7.
  4. ^ (EN) Campbell To Explore Strategic Alternatives For Godiva Business, su investor.shareholder.com. URL consultato il 2 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2007).
  5. ^ (EN) Global Food Industry News, su just-food.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  6. ^ (EN) Turkish company buys Godiva, su highbeam.com. URL consultato il 2 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2012).
  7. ^ (EN) Yahoo Finance - Stock Market Live, Quotes, Business & Finance News, su finance.yahoo.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  8. ^ (EN) Godiva: number of retail boutiques worldwide 2008-2016, su statista.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  9. ^ (EN) At 90, Godiva Proudly Looks Back as It Charts a Path Forward, su adweek.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  10. ^ (EN) Godiva Belgium chocolate opens first Australian store, su ausfoodnews.com.au. URL consultato il 2 luglio 2021.
  11. ^ (EN) Godiva Chocolatier, su rockefellercenter.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  12. ^ (EN) Fair Trade Chocolate: How Sweet are Your Sweets for Valentine's Day?, su sonomacountygazette.com. URL consultato il 2 luglio 2021.
  13. ^ (DE) Stiftung Warentest: Diese Schokolade schneidet am besten ab, su goettinger-tageblatt.de. URL consultato il 2 luglio 2021.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]