Gnatologia

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La Gnatologia nasce all'inizio del 1900[1] ed è un settore della Medicina afferente all'Odontoiatria che studia la fisiologia e fisiopatologia del complesso cranio-cervico-mandibolare e si occupa della clinica ad esso relativa (prevenzione, diagnosi, trattamento, riabilitazione). Nello specifico la Gnatologia si occupa della gestione clinica del dolore oro-cranio-cervico-facciale e delle problematiche funzionali stomatognatiche (bruxismo, movimento mandibolare, masticazione, deglutizione, respirazione, etc...). I Disordini Craniomandibolari rappresentano il termine generico e omnicomprensivo per indicare tutte le problematiche di principale interesse Gnatologico che colpiscono le articolazioni temporomandibolari, i muscoli masticatori e le relative strutture associate. L'odontoiatra costituisce la figura Medica di riferimento per tali problematiche in virtù delle competenze stabilite per legge.[2] Il Gnatologo esegue diagnosi medica differenziale per il dolore oro-cranio-facciale e diagnosi specifica di Disordine Craniomandibolare[3] successivamente alla quale può essere stabilita la gestione più corretta del caso, che dovrà comunque avvalersi di procedure conservative e minimamente invasive (terapie con dispositivi intraorali rimovibili [bites], terapia fisica, terapia comportamentale, etc...)[4] è facoltà del gnatologo, dopo aver emesso la diagnosi, svolgere personalmente il trattamento[2] o affidarsi in parte (e sotto la sua supervisione) ad altre figure sanitarie di fiducia. Solo in caso di insuccesso dell'approccio conservativo potrà essere considerata la necessità di interventi più invasivi (es. Chirurgia dell'Articolazione Temporomandibolare, genericamente di competenza del Chirurgo Maxillo-Facciale). Attualmente esistono diverse metodologie di approccio in ambito Gnatologico, tutte percorribili fermo restando il rispetto delle linee guida[5] che richiedono iniziale diagnosi medica circostanziata e approccio iniziale conservativo. L'inquadramento delle problematiche craniomandibolari in ambiti più estesi (modello biopsicosociale) sembra essere oggi l'approccio generale più accreditato[6] , tuttavia (nonostante la discussione scientifica ancora in corso), anche l'inserimento delle problematiche craniomandibolari in contesti olistici più ampi (che considerano ad esempio la postura corporea generale[7]) rappresenta un modello di approccio ampiamente diffuso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

1) McNeill C.History and evolution of TMD concepts. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod. 1997;83:51-60.

2) Legge 24 Luglio 1985, n. 409

3) Okeson JP, de Leeuw R. Differential diagnosis of temporomandibular disorders and other orofacial pain disorders. Dent Clin North Am. 2011;55:105-20.

4) List T, Axelsson S. Management of TMD: evidence from systematic reviews and meta-analyses. J Oral Rehabil. 2010;37:430-51.

5) Autori vari. Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia. Ministero della Salute, dipartimento della sanità pubblica e dell’innovazione; 2014.

6) Suvinen TI, Reade PC, Kemppainen P, Könönen M, Dworkin SF.Review of aetiological concepts of temporomandibular pain disorders: towards a biopsychosocial model for integration of physical disorder factors with psychological and psychosocial illness impact factors. Eur J Pain. 2005;9:613-33.

7) Autori vari. Linee guida nazionali sulla postura. Ministero della salute; 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. McNeill, History and evolution of TMD concepts, in Oral Surgery, Oral Medicine, Oral Pathology, Oral Radiology, and Endodontics, vol. 83, nº 1, 1997-1, pp. 51–60. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  2. ^ a b Legge 24 Luglio 1985, n. 409, su FNOMCeO. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  3. ^ Jeffrey P. Okeson e Reny de Leeuw, Differential diagnosis of temporomandibular disorders and other orofacial pain disorders, in Dental Clinics of North America, vol. 55, nº 1, 2011-1, pp. 105–120, DOI:10.1016/j.cden.2010.08.007. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  4. ^ T. List e S. Axelsson, Management of TMD: evidence from systematic reviews and meta-analyses, in Journal of Oral Rehabilitation, vol. 37, nº 6, 2010-5, pp. 430–451, DOI:10.1111/j.1365-2842.2010.02089.x. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  5. ^ Ministero della Salute, Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, su www.salute.gov.it. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  6. ^ Tuija I. Suvinen, Peter C. Reade e Pentti Kemppainen, Review of aetiological concepts of temporomandibular pain disorders: towards a biopsychosocial model for integration of physical disorder factors with psychological and psychosocial illness impact factors, in European Journal of Pain (London, England), vol. 9, nº 6, 2005-12, pp. 613–633, DOI:10.1016/j.ejpain.2005.01.012. URL consultato il 6 gennaio 2019.
  7. ^ Ministero della Salute, Linee guida nazionali sulla postura, su www.salute.gov.it. URL consultato il 6 gennaio 2019.

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