Gli uomini non guardano il cielo

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Gli uomini non guardano il cielo
Paese di produzioneItalia
Anno1952
Durata94 minuti
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaUmberto Scarpelli
SoggettoEugenio Bacchion, Enzo Duse
SceneggiaturaEugenio Bacchion, Giuseppe De Mori, Enzo Duse, Ettore Maria Margadonna, Umberto Scarpelli
Casa di produzioneCinelia Film (Venezia)
Distribuzione (Italia)Manenti Film
FotografiaRomolo Garroni
MontaggioDolores Tamburini
MusicheUmberto Mancini (scelte)
ScenografiaPaolo Volta
CostumiVeniero Colasanti
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Gli uomini non guardano il cielo è un film del 1952 diretto da Umberto Scarpelli.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914, il Pontefice Pio X, profondamente addolorato e preoccupato al pensiero dell'immane tragedia che minaccia l'umanità, fa ogni sforzo per impedire lo scoppio della prima guerra mondiale. Mentre s'accinge a ricevere l'ambasciatore d'Austria, in previsione dell'importante colloquio, il Papa si raccoglie in preghiera.Suo nipote, giovane sacerdote, cerca di confortarlo e gli ricorda le varie tappe di un'esistenza, sulla quale il Signore ha così palesemente fatto scendere le sue benedizioni. Ricorda la borsa di studio ottenuta per gli studi al Seminario, l'amore per i fanciulli e per i poveri, dimostrato come parroco, la sua generosa carità nella missione pastorale a Mantova, i successi apostolici di Venezia.

Il sacerdote rievoca il Conclave, col memorabile episodio del veto dell'Imperatore d'Austria, dal Sacro Collegio fieramente respinto: e le successive votazioni, che, malgrado le ferventi suppliche del designato, portano alla elezione del Cardinale Sarto. Tutto il Pontificato di Pio X s'è uniformato alla divisa: "Instaurare omnia in Christo": nel decisivo colloquio, il messo dell'Imperial Regio Governo vedrà ergersi luminosa innanzi a sé la figura dell'assertore della pace e della collaborazione fraterna. Quindi il Pontefice s'avvia a celebrare la S. Messa: per l'ultima volta, giacché insieme alla Vittima eucaristica, egli consuma il proprio sacrificio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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