Giuseppina Rizzoli Carraro

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Giuseppina Rizzoli (19166 dicembre 2005) è stata un'imprenditrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Chiamata da tutti Pinuccia, è figlia del fondatore della casa editrice Rizzoli, Angelo Rizzoli (1889-1970).

Il padre di Giuseppina, Angelo Rizzoli (1889-1970)

Alla morte del padre, lei e il fratello Andrea ereditano rispettivamente il 30% e il 70% delle quote della famosa impresa di famiglia. Sia Giuseppina sia il marito Giangerolamo Carraro, medico di professione, entrano a far parte della vita attiva della società ponendosi in primo piano per impedire la fusione della Rizzoli con il Corriere della Sera sostenuta e portata a termine invece dal nipote Angelone, figlio del fratello Andrea. La fusione ebbe comunque luogo dando così vita alla RCS e da questo momento in poi i destini delle famiglie Rizzoli-Carraro ebbero un decorso diverso: l'anno seguente, con la consegna dell'analisi del bilancio successivo all'operazione di fusione, la famiglia Carraro si ritira definitivamente dall'attività gestionale dell'azienda. Le quote vendute da Giuseppina ammontavano a un valore di circa 20 milioni di dollari, e a distanza di 10 anni dall'atto di vendita lei e il figlio Nicola (produttore cinematografico, marito della conduttrice Mara Venier), ricevono una comunicazione giudiziaria per omesso rientro di capitali dall'estero, inviata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Pier Luigi Dell'Osso: madre e figlio avrebbero depositato il ricavato della vendita azionaria in un conto svizzero mai denunciato in Italia[1]. Nel 1983 dopo l'arresto per bancarotta del nipote Angelone, Giuseppina evita il crollo dell'intera famiglia dando appoggio ai figli del nipote, e al fratello Andrea, per la scomparsa della figlia Isabellina, morta suicida a Montecarlo. Giuseppina Rizzoli Carraro viene da tutti descritta come una silenziosa e defilata, sempre elegante[2] donna d'altri tempi, capace di tenere unite le due famiglie anche nei periodi più bui.

Veduta di Lacco Ameno

Nel giugno del 2000, in occasione dell'inaugurazione del Museo dedicato al padre Angelo Rizzoli nell'isola d'Ischia, a cui erano presenti tra gli altri il Presidente del Senato Nicola Mancino e il Presidente onorario di RCS Cesare Romiti, Giuseppina dona in una cerimonia privata, lontano dalle telecamere, al sindaco di Lacco Ameno la somma di 20 milioni di lire in favore delle famiglie svantaggiate dell'isola[3].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Repubblica, quotidiano del 27/4/1984
  2. ^ SERRA Elvira, articolo del 7/12/2005, Corriere della Sera
  3. ^ IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida, 3/6/2000