Giuseppe Verani

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Giuseppe Verani (Torino, 1º gennaio 1772Torino, 8 giugno 1853) è stato un pittore italiano.

Figlio del pittore Agostino Verani servì nell'esercito sabaudo come sottotenente del reggimento Vercelli, combattendo contro i francesi in Val d'Aosta (1796) e nei pressi di Vercelli nel 1800. Col crollo del regime sabaudo e il disfacimento dell'esercito decise di seguire in esilio il duca d'Aosta, che dal 1802 sarà re di Sardegna col nome di Vittorio Emanuele I.

Giuseppe, con la moglie Monica Borron e il figlioletto Agostino (futuro generale del Genio nel Regno di Sardegna), seguì il duca all'Elba e poi a Napoli, a Roma (dal 1802 al 1804) e poi ancora a Napoli fino al 1806, quando il re e la sua minuscola corte si ritirarono in Sardegna per tornare a Torino solo nel 1815. La vita della famiglia Verani, allora e in seguito, si svolse quasi integralmente al servizio della dinastia sabauda. Inizialmente data la miseria delle finanze regali (il re era privo di ogni introito e dipendeva da una piccola sovvenzione napoleonica) ebbe incarichi precari di ogni tipo da quelli di disegnatore topografo (è noto il suo rilievo di Ostia antica), a quello di scenografo per le rade feste o spettacoli di corte e perfino di progettista della decorazione d'interni. Un vivace racconto di queste difficili vicende, con importanti squarci di vita della corte sabauda in esilio, è contenuto nel diario della moglie, recentemente pubblicato da Rita Ladogana.

Accanto a questi incarichi saltuari Verani si dedicò integralmente alla pittura e al suo insegnamento. I suoi acquerelli degli antichi costumi sardi, spesso erroneamente attribuiti ad Agostino, suo padre, sono un importante documento etnografico, oggi conservato all'Università di Cagliari (Collezione sarda Luigi Piloni).

Nel 1815 ritornò a Torino col grado di capitano e l'incarico di insegnante di disegno delle principesse sabaude. Inizialmente furono sue allieve le gemelle: Maria Anna, futura imperatrice d'Austria, e Maria Teresa, futura duchessa di Lucca e poi di Parma. In seguito insegnò anche a Maria Cristina, futura regina di Napoli. Anche dopo molti anni le sue ex-allieve gli commissionarono vedute di paesaggi a loro cari e perciò quadri del Verani furono inviati a Vienna, Napoli, Parma e Modena.

Dato che egli firmava i suoi quadri col solo cognome alcuni quadri sono stati attribuiti al padre, la cui attività si è apparentemente estesa dopo la data corretta della sua morte (sino al 1819, secondo il Benezit !). [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bénézit: Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rita Ladogana, Giuseppe Verani. Artista alla corte sabauda in Sardegna, Collana: Poliedro, Ilisso, Nuoro 2015.
  • Arabella Cifani-Franco Monetti, Un importante inedito di Agostino Verani (1738-1813) per la Cappella della Compagnia di San Luca del Duomo di Torino: la perduta pala del Martirio dei Quattro Santi Coronati, in ARTE CRISTIANA, CIII 888, maggio-giugno 2015.

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