Giuseppe Puca

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Giuseppe Puca (Sant'Antimo, 1º giugno 1955Sant'Antimo, 7 febbraio 1989) è stato un mafioso italiano, esponente di spicco della NCO di Raffaele Cutolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La carriera criminale[modifica | modifica wikitesto]

Entrò a far parte della NCO nel carcere di Poggioreale, dopo aver conosciuto Raffaele Cutolo, da lì la sua scalata al successo, diventa ben presto capozona di Sant'Antimo, suo paese natale, e sarà conosciuto negli ambienti criminali con il nome di O'Giappone, (per via dei suoi tratti orientali). In seguito viene accusato per numerosi omicidi, mandante o meno, estorsione e associazione di stampo mafioso.

La latitanza e l'arresto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 durante la guerra tra Nuova Camorra Organizzata e Nuova Famiglia fu ucciso suo fratello Aniello Puca. Si aprì una piccola ma feroce faida a Sant'Antimo, in meno di 12 ore 6 morti in Sant'Antimo (Na),Commessi Da " Costantino Petito Alias Francuccio Puliciotto, Vincenzo Di Domenico Alias O'Pazz ". Il 3 settembre 1982, viene ucciso Andrea Mormile 30 anni, Maresciallo della polizia di Stato, freddato in una piazza di Frattaminore (NA). Sospettato dell'omicidio, Giuseppe Puca detto O'Giappone, perché dava fastidio al ras in quanto ne intralciava gli affari nella zona di competenza.

Fu arrestato nel marzo '83 a Lecce, mentre era in compagnia dell'amante, in seguito una maxi retata contro la Nuova Camorra Organizzata.

I processi, le accuse e l'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Viene sospettato di aver fatto evadere Cutolo dall'Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, facendo saltare con la dinamite il muro dell'istituto, in seguito è sospettato dell'omicidio di Vincenzo Casillo per ordine di Cutolo, di cui ne eredità il posto nella gerarchia, come luogotenente del Professore, ma verrà assolto in seguito durante il processo omonimo. È stato coinvolto nel caso Tortora, perché si sospettava che il nominativo del famoso conduttore comparisse nell'agenda del Puca, in realtà si trattava di un certo Tortona, non Tortora.

Più volte difese Tortora, dichiarando esplicitamente che se questi fosse stato un camorrista l'avrebbe senz'altro saputo, dato l'alto grado che ricopriva nell'organizzazione. Nonostante i torbidi precedenti, verrà assolto con formula piena dalla Corte di Assise di Roma. Venne ucciso a colpi d'arma da fuoco il 7 febbraio 1989, davanti ad un bar di Sant'Antimo, suo paese di origine.

Aspetti controversi[modifica | modifica wikitesto]

I motivi dell'agguato[modifica | modifica wikitesto]

Alla base delle motivazioni dell'assassino si ritiene che egli avesse cercato di stringere nuove alleanze, forse con Antonio Bardellino, capo della Nuova Famiglia, che allora aveva il predomino sull'area a nord di Napoli;[1] secondo altri invece l'omicidio sarebbe stato eseguito dal clan Verde, rivale storico dei Puca in quel di Sant'Antimo, ma l'agguato sarebbe dal clan dei Casalesi, interessati alla zona di Sant'Antimo e dintorni.

Il legami coi servizi segreti italiani[modifica | modifica wikitesto]

Tre giorni prima della morte aveva deposto in un processo in cui gli veniva contestata l'implicazione nell'omicidio di Vincenzo Casillo, camorrista recante tessera dei servizi segreti, amico e braccio destro di Raffaele Cutolo, capo della NCO (Nuova Camorra Organizzata). Nel processo respinge ogni addebito dell'uccisione di Casillo, avvenuta a Roma il 29 gennaio del 1983. Anche Cutolo nega il proprio coinvolgimento nella faccenda, addebitando l'omicidio ad apparati dei servizi segreti italiani.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

È citato nel film, Un uomo perbene, e in una puntata della fiction, Il caso Enzo Tortora - Dove eravamo rimasti?.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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