Giuseppe Menardi

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Giuseppe Menardi

Sindaco di Cuneo
Durata mandato 7 maggio 1990 –
8 maggio 1995
Predecessore Elvio Viano
Successore Elio Rostagno

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV; XV; XVI
Gruppo
parlamentare
AN - PdL - FLI
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente dell'8ª commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico DC (fino al 1994)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2010)
FLI (2010-2011)

Giuseppe Menardi (Cuneo, 1º luglio 1953) è un politico, ingegnere e imprenditore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Torino nel 1978, svolge l'attività di ingegnere ed è presidente e amministratore della società G.E. Granda Engineering S.r.l. di Cuneo. È iscritto all'albo dei revisori legali ed è stato amministratore di varie società (fra cui IACP, Beccaria S.r.l., Sitraci S.p.A., RAC S.p.A.). Esponente prima della Democrazia Cristiana e poi di Alleanza Nazionale, è stato consigliere comunale a Cuneo dal 1985 al 2007, assessore dal 1985 al 1990 e sindaco dal 1990 al 1995.

Durante il suo mandato da primo cittadino fu editore della rivista “Quaderni a Ovest”. Dal 2004 è editore e direttore del periodico di informazione politica, economica e culturale Il Corso, diffuso in ambito regionale. Autore di editoriali e interventi su riviste specializzate in ingegneria, nel 2006 pubblicò il libro La via del nucleare, curato dalla provincia di Cuneo e nel 2008 scrisse La globalizzazione dell'atomo edito da Nuove Idee.

Alle elezioni del 2001 fu eletto al Senato nella lista di AN in Piemonte, nel collegio di Cuneo, venendo riconfermato nel 2006. Nel 2008 fu rieletto nelle file del Popolo delle Libertà. Membro della Commissione Lavori pubblici, poi della Commissione Affari esteri, successivamente Vicepresidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni di Palazzo Madama. Per competenza professionale, si occupa di tematiche inerenti alle comunicazioni, ai trasporti e alle infrastrutture.

Fu tra i senatori che, dopo essersi dimessi dal gruppo del PdL, aderirono il 2 settembre 2010 al nuovo gruppo parlamentare di Futuro e Libertà per l'Italia, facente capo al Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. Il 16 febbraio 2011 dichiarò di lasciare il gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia per tornare nella maggioranza di Governo[1]. Il 26 febbraio 2011 annunciò la sua adesione al gruppo parlamentare a sostegno della maggioranza di governo e all'interno dell'area politica e culturale del centrodestra di Coesione Nazionale (Io Sud - Forza del Sud).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senato, gruppo Fli a rischio se ne va Giuseppe Menardi, in la Repubblica, 16 febbraio 2011. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  2. ^ ASCA.it[collegamento interrotto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]