Giuseppe Marco Calvino

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Giuseppe Marco Calvino (Trapani, 6 ottobre 1785Trapani, 21 aprile 1833) è stato un poeta e commediografo italiano. Insieme al catanese Domenico Tempio e al palermitano Giovanni Meli, è ritenuto esponente di vertice della poesia dialettale satirica e licenziosa siciliana dell'Ottocento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe Calvino Via e di Anna Patrico, seguì studi di filosofia e di diritto: dal suo atto di morte risulta, infatti, essere stato «utrusque juris doctor». Sposò Maria Scichili (figlia del raiss Nicolò), da cui ebbe i figli Anna (moglie del medico Giuseppe Cascio Cortese) e Nicolò.

Fu Consigliere degli Ospizi, Consigliere provinciale e Deputato di salute, e si batté per la costruzione a Trapani del Teatro Ferdinandeo. Partecipò a varie accademie: Arcadia (col nome di Taliso Smirnense), Reale Istituto Peloritano, Tiberina e Civetta.

Sepolto nell'ex convento dell'Itria di Trapani, nel 1884, nello stesso capoluogo gli fu eretto un cenotafio nella Cattedrale di San Lorenzo e gli fu intitolata - per una forse involontaria ma felice coincidenza - una via in cui, prima della legge Merlin, sorgevano dei postriboli, alle cui operatrici egli dedicò molti versi e novelle pieni di riguardi, comprensione e gratitudine.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

La sua fama è soprattutto legata alla sua produzione poetica "pornografica", che ha riscosso le attenzioni critiche di molti studiosi di letteratura erotica. Suo capolavoro sono ritenute Le poesie scherzevoli, da lui segretamente distribuite e recitate agli amici, e uscite in stampa per la prima volta soltanto nel 1900, a cura degli anarchici della sua città. Da allora sono state pubblicate altre quattro edizioni (1969, 1978, 1990 e 1997) di questa silloge, piccante ma anche molto attenta ai profili sociali e politici della Sicilia del suo tempo. Essa si caratterizza per un linguaggio esplicito e corposo, sanguigno e pieno di vitalità e sapienza. Calvino maneggia, peraltro, lo strumento vernacolare, sul quale aveva anche "teorizzato", con estrema perizia e consapevolezza.

Egli fu scrittore precoce e prolifico. Si cimentò in una molteplicità di generi letterari: dal teatro (tragedie, commedie, cantate) alla poesia, dalla novellistica bernesca alle traduzioni. Gran parte della sua produzione rimase a lungo inedita, anche a causa della sua prematura e improvvisa morte nel corso di un'epidemia di tifo.

Opere poetiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Elegie, Trapani, Sani, 1808
  • Dio nella natura. Cantica, Trapani, Mannone e Solina, 1822
  • L'industria trapanese, Trapani, Mannone e Solina, 1825
  • Rime, Trapani, Mannone e Solina, 1826
  • Poesie Scherzevoli, Palermo, Tipografia Sociale, 1900
  • Poesie Scherzevoli, Trapani, Celebes, 1969
  • La minata di un palchitteri, La minata, Lu filosofu minaturi, Aloisi a la Bacicia, A la Bacicia celeberrima buttana, La svirginatura, La morti di la Batissa, in Domenico Tempio e La poesia del piacere, a cura di Santo Calì e Vincenzo Di Maria, Giuseppe Di Maria Editore, 1970
  • Lu Ganimedi rapitu. Poemetto siciliano in sei canti, Trapani, Celebes, 1970
  • Lu dimoniu e la carni. Poesie epicuree contro la falsa morale di preti, sbirri, uomini politici e amministratori ladri, Catania, Tringale Editore, 1978
  • Poesie Scherzevoli, Castelvetrano, Mazzotta, 1990. ISBN 0-89304-567-5
  • Sicilian Erotica. A Bilingual Anthology of Erotic Poems by Giovanni Meli, Domenico Tempio and Giuseppe Marco Calvino, USA/Canada, Legas, 1997. ISBN 1-881901-10-6 [1]

Opere teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Ifigenia in Aulide. Tragedia, Catania, Tipografia dell'Intendenza, 1819
  • Il calzolaio di Alessandria della Paglia. Commedia in tre atti in prosa, Trapani, Società Tipografica, 1832
  • Le fide pescatrici, Il ritorno inaspettato, La Biblioteca. Il topo e il ragno, La donna dell'Isola, e La pace domestica a cimento, in Il secolo illuminatissimo. Opere teatrali, novelle in versi, testi inediti, saggio introduttivo e cura di Salvatore Mugno, Palermo, Isspe, 2003

Novelle in versi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le manicone della monacella, L'ospite ericino e La Bacicia alle carceri di Paceco, in Il secolo illuminatissimo. Opere teatrali, novelle in versi, testi inediti, saggio introduttivo e cura di Salvatore Mugno, Palermo, Isspe, 2003

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Di la Batracumiumachia di Omeru. Traduzioni libera in sicilianu, Trapani, Mannuni e Sulina, 1827
  • Degl'Idillj di Teocrito. Traduzione libera in siciliano, Trapani, P. Colajanni, 1830

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Schirò, Idilli di Teocrito. Traduzione libera in siciliano di G.M. Calvino, in Giornale di Scienze, Lettere ed Arti per la Sicilia, tomo XXXIV, n. 101, 1831, pp. 182–192
  • N. Rodolico, La satira nelle poesie siciliane di G.M. Calvino, Acireale, D'Inzuso, 1895 (poi in Trapani, 1969)
  • G. LICATA LOPEZ, G.M. Calvino. Studio. Sulla tomba della madre. Carme, Trapani, Gervasi-Modica, 1898
  • G. MALATO, La vita e le opere di Giuseppe Marco Calvino, «La Falce», Trapani, 1º gennaio 1899
  • G. PREDIERI, Un emulo del Meli, «Rivista abruzzese», Teramo, 1912
  • G. DENARO, Giuseppe Marco Calvino, «Po' t'u cuntu!», Palermo, 8 marzo 1930
  • I. VENEROSO, Giuseppe Marco Calvino, «Po' t'u cuntu!», Palermo, 8 marzo 1930
  • C. DI MINO, Sicula gente. Giuseppe Marco Calvino, «Giornale di Sicilia», Palermo, 8 maggio 1932
  • C. RUGGIERI, Il poeta Calvino, «L'Ora», Palermo, 16 giugno 1942
  • C. GUIDA, Profilo politico di Giuseppe Marco Calvino, «L'Ora», Palermo, 28 giugno 1942
  • F. GIANQUINTO, Giuseppe Marco Calvino, «Giornale di Sicilia», Palermo, 17 luglio 1942
  • C. RUGGIERI, Ancora del poeta Calvino. La maschera e il volto, «L'Ora», Palermo, 30 luglio 1942
  • C. RUGGIERI, Parliamo ancora del poeta Calvino, «L'Ora», Palermo, 6 settembre 1942
  • C. RUGGIERI, Parliamo per l'ultima volta del poeta Calvino, «L'Ora», Palermo, 27 settembre 1942
  • C. GUIDA, La rivolta di Palermo del 1820 nelle cantiche di Giuseppe Marco Calvino, «L'Ora», Palermo, 13 ottobre 1942
  • N. RODOLICO, Un poeta siciliano dimenticato (G. Marco Calvino), «Giornale di Sicilia», Palermo, 9 luglio 1949
  • F.L. ODDO, Giuseppe Marco Calvino, «Sicilia Oggi», n. 51, 1972
  • «Revue des études italiennes», vol. XVII, Genève, Librairie E. Droz, 1972, p. 227
  • W.E. MUHLMANN – R.J. LLARYORA, Strummula siciliana. Ehre Rang und soziale Schichtung in einer sizilianischen Agro-Stadt. Meisenheim am Glan, Verlag Anton Hain, 1973
  • V. DI MARIA, Poesie inedite di Domenico Tempio, Meli, Scimonelli, Calvino e anonimi siciliani del ‘700, Catania, Libreria Minerva Editrice, 1975
  • G. SANTANGELO, Letteratura in Sicilia da Federico II a Pirandello, Palermo, Flaccovio, 1975; rist. 1986, pp. 71 e 74. [2]
  • S. COSTANZA, Il teatro a Trapani, Trapani, STSP, 1979
  • L. LORENZINI, Valenza sociale delle “Poesie Scherzevoli” di Giuseppe Marco Calvino, in La letteratura dialettale preunitaria, a cura di Pietro Mazzamuto, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo, Palermo, 1994, pp. 1239–1248
  • G. QUATRIGLIO, Sicilian Erotica, «Cronache Parlamentari Siciliane», Palermo, agosto 1997.
  • S. LANUZZA, Dante e gli altri, Viterbo, Stampa Alternativa, 2001.
  • S. MUGNO, Il secolo illuminatissimo, in G.M. Calvino, Il secolo illuminatissimo. Opere teatrali, novelle in versi, testi inediti, saggio introduttivo e cura di Salvatore Mugno, presentazione di Antonio Di Grado, con una nota di Dino Grammatico, Palermo, Isspe, 2003, pp. 23–115
  • T. MAZZEO, Giuseppe Marco Calvino (1785-1833). 2 poeti in 1, Trapani, Corrao Editore, 2004
  • G. CIPOLLA, Siciliana. Studies on the Sicilian Ethos, Legas, USA/Canada, 2005
  • A. AMADURI, Dall'ateismo seicentesco al moderno libertinismo: l'opera di Giuseppe Marco Calvino nel primo Ottocento siciliano[collegamento interrotto], Roma, 2008
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