Giuseppe Lazzati

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Giuseppe Lazzati
Giuseppelazzati.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Democratico cristiano
Collegio IV (Milano)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Democratico cristiano
Collegio Milano
Incarichi parlamentari
  • membro della VI commissione istruzione e belle arti (27 gennaio 1950 - 24 giugno 1953)
  • membro della IX commissione agricoltura e alimentazione (15 giugno 1948 - 27 gennaio 1950)
  • membro della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 1: "Disposizioni penali per il controllo delle armi" (4 giugno 1948 - 24 giugno 1953)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Docente universitario

Giuseppe Lazzati (Milano, 22 giugno 1909Milano, 18 maggio 1986) è stato un politico, giornalista, docente e rettore italiano; l'arcidiocesi di Milano lo ha riconosciuto Servo di Dio. Nel 2013 papa Francesco lo ha dichiarato Venerabile.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La tomba del venerabile Giuseppe Lazzati all'Eremo San Salvatore di Erba.

Nato nel 1909 a Milano da Carlo e Angela Mezzanotte, vive adolescenza e giovinezza nel clima di drammatico radicalismo e violenza del primo dopoguerra italiano che porta all'ascesa e all'affermazione del fascismo.

Nel 1927 si iscrive alla Facoltà di Lettere classiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano diretta da padre Agostino Gemelli; nel 1931, a soli 22 anni, si laurea con lode. Nello stesso anno matura la decisione di rimanere celibe e chiede la "consacrazione secolare". Nel 1934 comincia la carriera universitaria. Nello stesso anno diventa presidente diocesano della «Gioventù Italiana di Azione Cattolica» (G.I.A.C.); manterrà l'incarico fino al 1945. Dal 1939 è docente incaricato di letteratura cristiana antica alla Cattolica e in quello stesso anno fonda l'organizzazione di laici consacrati Milites Christi.[1]

Partecipa alla seconda guerra mondiale come tenente del 5º Reggimento alpini, divisione "Tridentina", e dopo l'8 settembre 1943, avendo rifiutato il giuramento alla Repubblica Sociale Italiana, viene arrestato a Merano e internato nei campi di concentramento nazisti: prima a Rum nei pressi di Innsbruck, poi a Dęblin in Polonia, infine in Germania, a Oberlangen, Sandbostel e Wietzendorf.

Rientrato in Italia nell'agosto del 1945, è immediatamente coinvolto, con Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira, nell'opera di ricostruzione della vita civile del Paese, prima nella fase costituente, poi in quella più direttamente politica. Nel 1946 entra nella direzione nazionale della Democrazia Cristiana ed è eletto all'Assemblea costituente (1946-1948) e alla Camera dei deputati nella I Legislatura (1948-1953).

Dopo il mandato parlamentare si trasferisce da Roma nella natia Milano. Si dedica alla formazione del laicato[2], ma l'arrivo del nuovo arcivescovo Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, lo porta ad accettare una serie di nuove diaconie, la più onerosa ed impegnativa delle quali è la direzione del quotidiano cattolico L'Italia (1961-1964).[3]

Tornato all'insegnamento (aveva ottenuto l'ordinariato nel 1958) nel 1968, nel pieno della contestazione universitaria, è chiamato a sostituire Ezio Franceschini come rettore dell'Università Cattolica[4] carica che mantiene per cinque mandati triennali, fino al 1983. Affida la Direzione del Dipartimento di Scienze Religiose al suo ex-assistente Raniero Cantalamessa[5], ordinario di Storia delle origini cristiane. Per raggiunti limiti d'età, lascia la cattedra di Letteratura cristiana antica nel 1979 e gli succede il suo allievo, Luigi Franco Pizzolato.

Gli ultimi anni della sua vita sono dedicati, in una fase di grave crisi della politica italiana, al rilancio di un'idea alta della politica attraverso la fondazione dell'associazione «Città dell'uomo» (1985),[6] i cui contenuti riprendevano quanto già proposto fin dal dopoguerra con "Civitas Humana".

Muore a Milano il 18 maggio 1986, festa di Pentecoste, all'età di quasi 77 anni.

Nel 1991 l'Istituto secolare Cristo Re si è fatto promotore della causa di beatificazione, di cui si è poi conclusa l'inchiesta diocesana nel 1996, grazie al sostegno e all'incoraggiamento del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano.[7]
Il 5 luglio 2013 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Lazzati. Da quel momento Lazzati diviene Venerabile.[8]

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) dell'Università Cattolica è dedicato a Giuseppe Lazzati.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La verità vi farà liberi, ed. In Dialogo, 2006, p. 128
  • Chiesa, cittadinanza e laicità, ed. In Dialogo, 2004, p. 96
  • Per una nuova maturità del laicato, ed. AVE, 1987, p. 84

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Malpensa, A. Parola, Lazzati. Una sentinella nella notte (1909-1986) (il Mulino, Bologna, 2005, ISBN 8815105824)
  • A. Oberti (a cura di), Giuseppe Lazzati: vivere da laico, (Edizioni AVE, 1991)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Magnifico Rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Successore Stemma UCSC.png
Ezio Franceschini 1968 - 1983 Adriano Bausola
Predecessore Direttore de L'Italia Successore
Ernesto Pisoni 1961 - 1964 Carlo Chiavazza
Controllo di autorità VIAF: (EN116468629 · ISNI: (EN0000 0001 0860 3154 · SBN: IT\ICCU\CFIV\003968 · LCCN: (ENn79064648 · GND: (DE11923503X · BNF: (FRcb127556414 (data) · BAV: ADV10175926