Giuseppe Giangrande

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Giuseppe Giangrande
NascitaMonreale (Palermo), 18 settembre 1963
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataArma dei Carabinieri
Unità6º Battaglione Carabinieri Toscana
GradoMaresciallo
DecorazioniValor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al valor civile

Cavaliere di Gran Croce OMRI.jpg Cavaliere di Gran Croce
Medaglia d'oro al merito CRI BAR.svg Medaglia d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana

Fonte[1]
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Giuseppe Giangrande (Monreale, 18 settembre 1963) è un militare italiano, Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana insignito di Medaglia d'oro al valor civile e Medaglia d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Parte di un contingente del 6º Battaglione Carabinieri Toscana inviato in rinforzo a Roma per attività di ordine pubblico, la mattina del 28 aprile 2013, era di servizio con altri colleghi nei pressi di Palazzo Chigi, a Piazza Colonna, nel centro di Roma. Un uomo, Luigi Preiti, esplose alcuni colpì d'arma da fuoco verso i carabinieri che erano in servizio davanti alla sede della Presidenza del Consiglio dei ministri, lo stesso giorno della cerimonia di giuramento al Quirinale del Governo Letta nelle mani del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Furono colpiti il brigadiere Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri.[2] Ricoverato d'urgenza in condizioni molto gravi, in seguito all'intervento chirurgico Giangrande rimase lungamente in degenza e fu sottoposto a un periodo di fisioterapia. Immediatamente arrestato, Luigi Preiti è stato successivamente condannato a 16 anni in primo grado e la pena è stata confermata al termine del procedimento presso la Corte d'appello di Roma nel 2015[3] e in Cassazione l'anno seguente[4]. L'anno successivo alle vicende, nel settembre 2014, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Leonardo Gallitelli, gli consegnò i gradi e il decreto di nomina a maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, mentre era ricoverato presso il centro di riabilitazione dell'ospedale di Montecatone, a Imola[5]. Dopo un ulteriore importante intervento presso l'Ospedale di Careggi, nel settembre 2015 è rientrato presso la sua abitazione a Prato[6].

L'11 novembre 2015 Papa Francesco ha visitato la città e la comunità di Prato, salutando alcune persone malate tra le quali Giangrande[7].

Il 18 novembre 2015, nel corso della visita a Firenze, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha consegnato a Giangrande la nomina a Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Alla cerimonia era presente anche il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette[8].

La casa editrice Mondadori ha realizzato un volume intitolato Il prezzo della fedeltà, scritto dal colonnello Roberto Riccardi e dallo stesso Giangrande, la cui uscita fu prevista per il mese di giugno del 2016[9], poi presentato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze[10]: un libro, fra l'altro è stato vincitore del primo premio alla seconda edizione del "Premio Piersanti Mattarella"[11], che ne ripercorre la sua carriera a partire dalle missioni militari italiane all'estero – dapprima in Libano e in seguito a Sarajevo in Bosnia –, agli episodi drammatici come il G8 di Genova, alle manifestazioni dei No TAV.

Nel 2018, durante una cerimonia a Prato, riceve la Medaglia d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana direttamente dal presidente della CRI avv. Francesco Rocca, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri il Generale di Corpo d'Armata Giovanni Nistri[12][13].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all'incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo gravemente ferito da un proiettile esploso da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere. Roma, 28 aprile 2013

Data concessione: D.P.R. 29 maggio 2013[1]»

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«D'iniziativa del Presidente della Repubblica. Roma, 02 ottobre 2015

Data concessione: D.P.R. 02 ottobre 2015[14]»

Medaglia d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana
«Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri collocato in congedo a seguito di gravissime ferite riportate nel corso di un proditorio attacco a fuoco di cui era stato oggetto assieme ad altri commilitoni mentre svolgeva servizio nei pressi di importante sede istituzionale, una volta dimesso dai nosocomi che lo tenevano in cura, benché avesse riportato gravissime lesioni permanenti, faceva emergere eccezionali ed inconsuete energie morali, che lo spingevano a prodigarsi con grande generosità, elevatissimo spirito di servizio, profonda umanità ed utilissima collaborazione, nel supportare le iniziative della Croce Rossa Italiana, in pubbliche manifestazioni e negli interventi nelle scuole, costituendo ovunque, validissimo esempio della fulgida tradizione dell’Arma nonché degli ideali, dei valori e dei principi della Croce Rossa Italiana.

Data concessione: 19 settembre 2018[12][15]»

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2014: Premio Libertà Parmigiana - Parma
  • 2015: Premio AVIS - Sezione di Prato
  • 2015: Targa al merito (Associazione Nazionale Carabinieri) - Sezione di San Sebastiano al Vesuvio (NA)
  • 2016: Targa speciale “Senso del dovere 2016” (Premio letterario giornalistico Piersanti Mattarella) - Palermo
  • 2017: Premio Internazionale Nassiriya per la Pace - Camerota e Valle della Lucania (SA)
  • 2019: Premio “Colombo” - “Pinocchio di Carlo Lorenzini” - Firenze

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Riccardi, Il prezzo della fedeltà: storia di Giuseppe Giangrande, Milano, Mondadori, 2016. ISBN 978-88-04-66556-4

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Scheda sul sito della Presidenza della Repubblica Italiana, su quirinale.it.
  2. ^ Il Tempo, su iltempo.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  3. ^ Il Tirreno, su iltirreno.gelocal.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  4. ^ Spari a Palazzo Chigi, Cassazione conferma 16 anni a Preiti, su repubblica.it, 6 maggio 2016. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  5. ^ Ospedale di Montecatone, su montecatone.com. URL consultato l'8 aprile 2016.
  6. ^ Giuseppe Giangrande rientra a casa, su lanazione.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  7. ^ Visita di Papa Francesco a Prato, su firenze.repubblica.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  8. ^ Il Presidente Mattarella consegna l'OMRI al maresciallo Giangrande, su quirinale.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  9. ^ Il prezzo della fedeltà, su mondadoristore.it. URL consultato l'8 aprile 2016.
  10. ^ Marco Gasperetti, La nuova vita di Giangrande: «Voglio tornare a usare le braccia», su corriere.it, 27 maggio 2016. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  11. ^ I vincitori Premio Piersanti Mattarella 2016, su premiopiersantimattarella.com, 22 novembre 2016. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  12. ^ a b Croce Rossa Italiana: XX Convegno Nazionale del Corpo Militare, su difesa.it, 20 settembre 2018. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  13. ^ Al via a Prato il XX Convegno Nazionale degli Ufficiali Medici e del Personale Sanitario della Croce Rossa Italiana. Rocca: “La realtà del Corpo Militare Volontario è alla base dell’Associazione stessa”, su cri.it, 21 settembre 2018. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  14. ^ Il Presidente Mattarella conferisce al Maresciallo Giangrande l'onorificenza di "Cav. di Gran Croce", su quirinale.it, 3 ottobre 2015. URL consultato il 22 febbraio 2020.
  15. ^ A Giuseppe Giangrande la medaglia d’oro al merito della Croce Rossa Italiana, su monrealenews.it, 25 settembre 2018. URL consultato il 22 febbraio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]