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Giuseppe Gargani

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Giuseppe Gargani

Sottosegretario di Stato al Ministero di grazia e giustizia
Durata mandato5 agosto 1979 
4 agosto 1983
ContitolareRaffaele Costa[1]
Domenico Raffaello Lombardi[2]
Francesco Spinelli[3]
Gaetano Scamarcio[4]
Capo del governoFrancesco Cossiga
Arnaldo Forlani
Giovanni Spadolini
Arnaldo Forlani
PredecessoreEdoardo Speranza
SuccessoreLuciano Bausi
Antonio Carpino
Cesarino Dante Cioce

Presidente della Provincia di Avellino
Durata mandato15 settembre 1970 
16 febbraio 1972
PredecessoreGiovanni Clemente
SuccessoreAntonio Cocozza

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato25 maggio 1972 
14 aprile 1994
LegislaturaVI, VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
CircoscrizioneBenevento-Avellino-Salerno
Sito istituzionale

Europarlamentare
Durata mandato20 luglio 1999 
13 luglio 2009

Durata mandato6 giugno 2011 
1º luglio 2014
LegislaturaV, VI, VII
Gruppo
parlamentare
PPE
CircoscrizioneV-VI: Italia meridionale
VII: Italia nord-orientale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoDC (1956-1994)
PPI (1994-1999)
FI (1999-2009)
PdL (2009-2010)
Europa Sud (2010)
UDC (2010-2013)
Popolari per l’Europa (2013-2014)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
ProfessioneAvvocato

Giuseppe Gargani (Morra De Sanctis, 23 aprile 1935Roma, 27 maggio 2026) è stato un politico italiano.

Laureato in giurisprudenza, è stato iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1956, membro del consiglio e della direzione nazionale della DC, segretario regionale della Campania, deputato alla Camera (dal 1972 al 1994), sottosegretario al ministero della Giustizia (dal 1979 al 1984). Faceva parte della corrente "Base" guidata da Ciriaco De Mita.

Nel 1994 dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana aderisce al Partito Popolare Italiano. Ricandidato alle elezioni politiche del 1994, non risulta eletto pur ottenendo il 25,5% nel collegio di Atripalda. Nel 1995 nello scontro tra Rocco Buttiglione e Gerardo Bianco si schiera col centro-sinistra di Bianco, sostenendo la candidatura di Romano Prodi e la coalizione de L'Ulivo. Durante i governi dell'Ulivo è nominato commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (1998).

Successivamente ha lasciato il PPI e il centro-sinistra per aderire a Forza Italia, candidandosi alle elezioni europee del 1999 e venendo eletto europarlamentare; si iscrive quindi al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo.

Alle elezioni politiche del 2001 si è candidato alla Camera nel collegio di Avellino: sostenuto dalla Casa delle Libertà e dalla Lista Bonino, ottenne il 40,2% dei voti ma venne sconfitto dal candidato de L'Ulivo Antonio Maccanico.

È stato rieletto deputato del Parlamento europeo nel 2004, sempre per la lista di Forza Italia, nella circoscrizione sud, ricevendo 80 000 preferenze. Nel 2009 ha votato contro la norma per la trasparenza nel parlamento europeo "anti-assenteisti", che impone di pubblicare sul web le presenze degli europarlamentari[5].

Nel marzo 2010 ha lasciato Il Popolo della Libertà[6] dando vita al movimento politico "EuropaSud" che ha partecipato alle elezioni regionali del 2010 in Campania inserendo propri candidati nella lista Caldoro Presidente. Nel maggio 2010 ha aderito all'Unione di Centro.[7]

Dopo che era stato candidato non eletto alle elezioni europee del 2009, per effetto di una decisione della Corte di cassazione nel luglio 2011 subentra a Giovanni Collino in qualità di europarlamentare[8]; rimane in carica a Strasburgo fino al termine del mandato nel 2014.

Nel 2016 è presidente del comitato nazionale di area centrista "No al Referendum sulle modifiche Costituzione" per il Referendum costituzionale del 4 dicembre sulla riforma Renzi-Boschi[9].

È morto a Roma il 27 maggio 2026 all'età di 91 anni. La camera ardente è stata allestita prima a Palazzo Montecitorio, poi a Palazzo Caracciolo, sede della provincia di Avellino, di cui è stato presidente dal 1970 al 1972.[10][11]

Le esequie si sono tenute il 29 maggio nel Duomo di Avellino. La salma riposa nel cimitero di Morra de Sanctis.[12]

  1. Governo Cossiga I.
  2. Governo Cossiga II, Governo Forlani, Governo Spadolini I e II.
  3. Governo Cossiga II e Governo Forlani.
  4. Governo Spadolini I, Spadolini II e Governo Fanfani V.
  5. Gian Antonio Stella, Battaglia anti-assenteisti , a Strasburgo il Pdl vota contro, in Corriere della Sera, 15 gennaio 2009. URL consultato il 15 gennaio 2009 (archiviato il 17 gennaio 2009).
  6. Gargani lascia il Pdl: non c’è politica, il partito imploderà, su elezioninews.it, Elezioni News – Elezioni in Italia e nel Mondo, 2 marzo 2010. URL consultato il 30 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2012).
  7. http://www.lunaset.it/politica-napoli/napoli-e-provincia/36605-giuseppe-gargani-passa-alludc.html[collegamento interrotto]
  8. La Cassazione Collino decaduto: al parlamento Ue subentra Gargani - Interni - ilGiornale.it, su ilgiornale.it.
  9. Gargani presidente del comitato No al Referendum sulle modifiche Costituzione, su avellinotoday.it, Avellino Today, 4 marzo 2016. URL consultato il 2 marzo 2026.
  10. Adnkronos, È morto Giuseppe Gargani, il presidente dell'associazione ex parlamentari aveva 91 anni, su Adnkronos, 27 maggio 2026. URL consultato il 29 maggio 2026.
  11. Redazione 28 maggio 2026 15:42 Facebook WhatsApp, L’ultimo saluto a Giuseppe Gargani, storico Presidente della Provincia di Avellino, su AvellinoToday. URL consultato il 29 maggio 2026.
  12. Agenzia ANSA, Venerdì in Duomo ad Avellino i funerali di Giuseppe Gargani - Notizie - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 27 maggio 2026. URL consultato il 29 maggio 2026.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Sottosegretario di Stato al Ministero di grazia e giustizia Successore
Edoardo Speranza 5 agosto 1979 – 4 agosto 1983
con Raffaele Costa[1]
Domenico Raffaello Lombardi[2]
Francesco Spinelli[3]
Gaetano Scamarcio[4]
Luciano Bausi
Antonio Carpino
Cesarino Dante Cioce

Predecessore Presidente della Provincia di Avellino Successore
Giovanni Clemente 15 settembre 1970 – 16 febbraio 1972 Antonio Cocozza
Controllo di autoritàVIAF (EN) 247660141 · ISNI (EN) 0000 0003 8586 7406 · SBN BVEV020837 · LCCN (EN) nb99035877 · GND (DE) 1193434165