Giuseppe De Nava

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giuseppe De Nava
Giuseppe de nava.jpg
Giuseppe De Nava nel suo ufficio del Ministero del Tesoro nel luglio del 1921

Ministro del Tesoro del Regno d'Italia
Durata mandato 4 luglio 1921 –
26 febbraio 1922
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Capo del governo Ivanoe Bonomi
Predecessore Ivanoe Bonomi
Successore Camillo Peano
Legislature XXVI

Ministro delle Finanze del Regno d'Italia
Durata mandato 21 maggio 1920 –
15 giugno 1920
Capo del governo Francesco Saverio Nitti
Predecessore Carlo Schanzer
Successore Francesco Tedesco
Legislature XXV

Ministro dei Lavori Pubblici del Regno d'Italia, ad interim
Durata mandato 14 marzo 1920 –
21 maggio 1920
Capo del governo Francesco Saverio Nitti
Predecessore Edoardo Pantano
Successore Camillo Peano
Legislature XXV

Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia
Durata mandato 18 giugno 1916 –
30 ottobre 1917
Capo del governo Paolo Boselli
Predecessore Giannetto Cavasola
Successore Augusto Ciuffelli
Legislature XXIV

Durata mandato 3 giugno 1920, ad interim –
15 giugno 1920
Capo del governo Francesco Saverio Nitti
Predecessore Mario Abbiate
Successore Giulio Alessio
Legislature XXV

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XX, XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI
Sito istituzionale
La statua del Monumento a DeNava nella omonima piazza di Reggio, opera di Francesco Jerace

Giuseppe De Nava (Reggio Calabria, 23 settembre 1858Roma, 27 febbraio 1924) è stato un politico italiano, appartenente alla nobile famiglia reggina dei De Nava.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Francesco ed Elisabetta D'Agostino, si laureò in giurisprudenza presso l'Università di Napoli nel 1878, e appena ventenne si dedicò agli studi economici intraprendendo poi la libera professione.

Nel 1893, dopo aver vinto il concorso, De Nava divenne referendario del Consiglio di Stato e partecipando così a numerose commissioni legislative. Fu infatti nel 1896 Capo di Gabinetto del Ministro dei Lavori Pubblici Giulio Prinetti nel Governo Di Rudinì. L'anno seguente si candidò per la coalizione liberale nel collegio di Bagnara e fu eletto alla Camera dei deputati, l'elezione venne annullata per incompatibilità con le funzioni svolte presso il Consiglio di Stato, ma dimessosi dall'incarico venne ricandidato alle suppletive e fu eletto. Si occupò principalmente della riforma dell'amministrazione statale oltre che dello sviluppo delle vie di comunicazione, tenendo ben presenti i problemi del mezzogiorno, e della sua provincia. Si dedicò inoltre al problema dell’alfabetizzazione, alla riforma dei catasti e alle bonifiche.

Alle successive elezioni De Nava fu nuovamente eletto con una gran numero di voti. Fu un esponente della destra liberale e convinto sostenitore dei Governi Zanardelli-Giolitti, per cui venne nominato sottosegretario di Stato nel Governo Sonnino. Importante è il suo disegno di legge presentato per i provvedimenti a favore della Calabria, come il suo particolare impegno nel risolvere i gravi problemi di Reggio Calabria e Messina dopo il terremoto del 1908.

Dal 1916 De Nava fu Ministro dell'Industria, Commercio e Lavoro nel Governo Boselli. Risale a tale periodo “Lavori e studi da compiersi per la preparazione alla pace e al dopoguerra”[1], uno schema di pianificazioni a proposito di progetti politici ed economici da attuarsi al termine del conflitto mondiale. Fu in seguito Ministro dei Trasporti nel Governo Orlando, Ministro dei Lavori Pubblici e poi delle Finanze nel Governo Nitti, Ministro del Tesoro durante il Governo Bonomi. Tra i politici più preparati e competenti, De Nava partecipò come rappresentante dell'esecutivo ai convegni internazionali e alla Conferenza di Pace di Parigi.

Alla vigilia dell'avvento del fascismo, nel 1922 fu incaricato dal Re Vittorio Emanuele III di costituire un governo, ma decise di rinunciare all'incarico visti gli insanabili contrasti che vi erano tra i partiti. Così per la XXVII legislatura nel 1924 accettò di fare parte della Lista Nazionale (contrassegnata dal fascio littorio).

Giuseppe De Nava morì a Roma il 27 febbraio del 1924. Nel suo testamento donò la villa di famiglia al Comune di Reggio Calabria, assieme alla raccolta libraria e documentaria, destinandone l'uso a biblioteca che unita alla Comunale (già "Ferdinandiana", istituita nel 1818) divenne l'odierna Biblioteca Comunale "Pietro De Nava", intitolata alla memoria del fratello.

I De Nava di Reggio[modifica | modifica wikitesto]

Sui De Nava di Reggio, cavalieri castigliani originari della Germania[senza fonte], si sa che l'antenato Guttierro De Nava (o Nava) ebbe in dono dal re Alfonso il Magnanimo il castello di Scilla per i servigi resi in Sicilia. Il feudo mantenuto dai discendenti fino al 1532 fu poi ceduto ai Ruffo di Calabria conti di Sinopoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma, Arch. centrale dello Stato, Carte Boselli, b. 1, f. 12

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN35350000 · ISNI (EN0000 0000 2874 5427 · LCCN (ENn00042306 · GND (DE122901479 · BNF (FRcb11122001q (data) · BAV ADV12241955