Giuseppe Casillo

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Giuseppe Casillo

Giuseppe Casillo, in arte "Peppino Casillo" (San Giuseppe Vesuviano, 18 agosto 1916San Giuseppe Vesuviano, 20 marzo 1972), è stato un paroliere, poeta e scrittore italiano, autore di testi di molte celebri canzoni in lingua napoletana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Mario Alfredo Casillo nacque a San Giuseppe Vesuviano (NA), da Andrea, commerciante di cereali e imprenditore dell'arte molitoria, e da Giovannina Ambrosio, casalinga e collaboratrice del medesimo. Era il secondogenito di cinque fratelli. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo di Ottaviano, fu avviato dai genitori alla conduzione di un mulino a palmenti. Il lavoro, però, non riuscì mai a spegnere la sua ardente passione per la musica e la poesia. A Pompei, nel novembre del 1942, sposò Clara Talese, meglio conosciuta come la Sig.ra Clelia. Da lei ebbe tre figli, Andrea Maria, Luigi Alfredo e Giannamaria. Morì il giorno dopo il suo onomastico, di un attacco cardiaco, nel suo paese natale, il 20 marzo del 1972.

Sin da giovanissimo ha frequentato la Galleria Umberto I di Napoli dove strinse le sue prime importanti amicizie culturali. Collaborò, infatti, con autori come, Aldo Bovio, Gaetano Lama, Giuseppe Anèpeta, Luigi Vinci e Segurini Aniello scrivendo i testi di molte canzoni che riscossero poi grande successo durante le manifestazioni di musica napoletana come la Festa di Piedigrotta, evento popolare della città di Napoli, e il molto noto Festival della Canzone Napoletana.

Le Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le sue maggiori opere sono raccolte in un libro, Poesie e Canzoni, ma scrisse molto altro.

Poesie e Canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Con prefazione di Aldo Bovio, San Giuseppe Vesuviano, 1968. Questa raccolta breve si avvale, inoltre, di alcune canzoni musicate da famosi compositori, come Gaetano Lama, Giuseppe Cioffi, Manfredi Quintavalle, Luigi Vinci e Giuseppe Anèpeta, i quali hanno cercato e trovato, nell'arco di alcuni decenni, in Casillo, l'interprete dei sentimenti che hanno ispirato loro delle belle composizioni, tra cui Parlame 'e Napule che è stata cantata in molti paesi nel mondo.

L'elogio[modifica | modifica wikitesto]

Egli, si appaga del nutrimento della gioia spirituale che gli deriva dalla sua vena poetica: una poesia che resta tale, come è nella grande tradizione napoletana, anche quando è imprigionata dalle regole inesorabili della musica; una poesia delicata, gentile e senza drammi, anche quando riflette esperienze dolorose, pene del cuore o della ragione, così scrisse del Poeta, nella prefazione al volume Poesie e Canzoni stampato nel 1968, uno dei maggiori poeti napoletani, Aldo Bovio, figlio del celebre poeta, scrittore e drammaturgo Libero Bovio.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Riscosse il suo più grande successo scrivendo il testo (su musica del maestro Quintavalle) della celebre canzone Parlame 'e Napule, interpretata da Franco Ricci nel 1946. Presto, la canzone riscosse un clamoroso successo anche in Brasile,[2] toccando l'animo dei tanti emigranti napoletani, che lasciarono la città in cerca di fortuna. Tra le cover sono note quelle di Consiglia Licciardi[3], Tony Mauro ed Enzo Rippa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]