Giuseppe Cantone

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Giuseppe Cantone, facciata della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Bresca, 1699-1705.

Giuseppe Cantone (Rezzato, 1660 circa – Brescia, inizio 1718) è stato uno scultore italiano. Molto noto all'epoca come realizzatore di altari, si forma nella bottega paterna per poi affermarsi a Brescia con due importanti incarichi: direttore alle opere lapidee del Duomo nuovo ed esecutore della facciata della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, sua opera maggiore. Varie sono anche le opere realizzate nella provincia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giovanni Antonio, lapicida di Rezzato con bottega fiorente attorno alla metà del Seicento[1], nell'infanzia prosegue verosimilmente l'attività paterna, formandosi professionalmente nel campo della scultura generica, principalmente nella progettazione e realizzazione di altari[1]. Nel 1680, ormai acquisita notorietà, riceve il prestigioso incarico di assistere alle opere lapidee nel cantiere del Duomo nuovo di Brescia[2]. In questo contesto realizza anche l'altare dei Santi Faustino e Giovita, oggi altare dell'Angelo Custode, sulla testata della navata destra del Duomo[3]. Dal 1690 al 1695 lo si trova nel cantiere della chiesa dei Santi Faustino e Giovita per la decorazione dell'altare del Santissimo Sacramento, per il quale progetta la mensa e la balaustra antistante[4]. Nel 1693, inoltre, è a Bagnolo Mella per la costruzione dell'altare di Sant'Antonio da Padova nella chiesa parrocchiale[5]. Nel 1698 lo si ritrova a Brescia, dove sottoscrive il contratto per il rifacimento dell'altare maggiore della chiesa di Sant'Afra, oggi chiesa di Sant'Angela Merici[6]. Probabilmente nello stesso periodo esegue anche l'altare maggiore della chiesa dei Santi Cosma e Damiano[6]. Fra il 1699 e il 1705, ormai quarantenne, realizza la sua opera maggiore: la facciata della chiesa dei Santi Faustino e Giovita[7]. Nel 1706 è a Lumezzane per redigere il progetto di restauro della Torre Avogadro[6], ma lo si ritrova anche a Brescia in alcuni lavori di restauro alla chiesa di San Francesco di Paola[8]. Torna infine al cantiere del Duomo nuovo nei disegni del cornicione superiore della facciata, datati 1712[9]. Nel 1716 è ancora in provincia, a Lonato del Garda, dove esegue l'altare di San Bartolomeo per la chiesa parrocchiale[8]. Nei primi mesi del 1718 risulta deceduto, poiché l'incarico di direttore dei lavori lapidei al Duomo viene ceduto al nipote e collaboratore Giovanni Antonio Biasio[10].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente dedito alla sua attività di progettista e costruttore di altari barocchi, lo si rileva nei documenti dell'epoca sostanzialmente per questo tipo di interventi. La maggior parte delle opere da lui eseguite sono giunte fino a noi, tranne l'altare della chiesa di Sant'Afra, oggi Sant'Angela Merici, che durante la seconda guerra mondiale fu bombardata con la conseguente distruzione degli interni, e i lavori alla chiesa di San Francesco di Paola, a sua volta demolita nell'Ottocento. La sua opera maggiore, come detto, resta la facciata per la chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Brescia, che il Cantone arrivò a curare personalmente nei particolari decorativi, ad esempio le finiture del frontone, i vari pinnacoli, i motivi vegetali e le volute laterali[8]. Da ricordare inoltre la sua opera al Duomo nuovo che, per quanto non rilevabile direttamente, si colloca a monte di tutte le opere lapidee eseguite al suo interno per quasi quarant'anni[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pier Virgilio Begni Redona, pag. 78
  2. ^ Morassi, pag. 210
  3. ^ Rossana Prestini, 20 novembre 1580, dalla relazione della visita di San Carlo Borromeo
  4. ^ Pier Virgilio Begni Redona, pag. 77
  5. ^ Stefano Bona, pag. 15
  6. ^ a b c Pier Virgilio Begni Redona, pag. 84
  7. ^ Pier Virgilio Begni Redona, pagg. 78-88
  8. ^ a b c d Pier Virgilio Begni Redona, pag. 88
  9. ^ Giulio Antonio Averoldo, pag. 262
  10. ^ Francesco Maccarinelli, pag. 141

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Antonio Averoldo, Le scelte pitture di Brescia additate al forestiere, Brescia 1700
  • Stefano Bona, Basilica dei Santi Faustino e Giovita Patroni della città di Brescia, Gavardo 1988
  • Francesco Maccarinelli, Le Glorie di Brescia raccolte dalle Pitture, Che nelle sue Chiese, Oratorii, Palazzi et altri luoghi publici sono esposte, Brescia 1747
  • Rossana Prestini (a cura di), Regesto, in AA.VV., La chiesa e il monastero benedettino di San Faustino Maggiore in Brescia, Gruppo Banca Lombarda, Editrice La Scuola, Brescia 1999
  • Antonio Morassi, Catalogo delle cose d'arte e di antichità d'Italia - Brescia, Roma 1939
  • Pier Virgilio Begni Redona, Pitture e sculture in San Faustino, in AA.VV., La chiesa e il monastero benedettino di San Faustino Maggiore in Brescia, Gruppo Banca Lombarda, Editrice La Scuola, Brescia 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]