Giuseppe Bruno (matematico)

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Giuseppe Bruno (Mondovì, 21 giugno 1828Torino, 2 febbraio 1893) è stato un matematico italiano, socio dell'Accademia delle Scienze di Torino[1] e autore di notevoli[2] lavori sulla geometria e l'analisi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi genitori erano poveri ma vinse un posto libero al Collegio Carlo Alberto dove iniziò gli studi universitari. Entrò nell'Università di Torino nel 1843, laureandosi in filosofia in soli tre anni.[2]

Dopo aver insegnato presso il Collegio Carlo Alberto tra il 1846 e il 1847 si trasferì a Ceva dove insegnò filosofia, poi ritornò a Torino. A Torino insegnò matematica al Collegio Nazionale dal 1850 in poi.

Nel 1850 Bruno si laureò in ingegneria idraulica. Dal 1852 al 1858 insegnò algebra e geometria, mentre dal 1860 al 1862 insegnò calcolo differenziale e integrale.

Nel 1863 insegnò geometria descrittiva all'università.

Insegnò geometria proiettiva a partire dal 1875 e nel 1881 divenne il preside della Facoltà di Scienze. Socio dell'Accademia delle Scienze di Torino, fu uno dei maestri di Corrado Segre, che divenne il caposcuola della geometria algebrica italiana. Fu Giuseppe Bruno ad instillare in Segre un grande amore per la geometria, e a convincerlo a dedicarsi alla matematica, anziché all'ingegneria, come avrebbe voluto il padre di Segre[3]. Segre, che fu poi assistente di Bruno negli anni ottanta, nella nota biografica in sua commemorazione si dichiarò suo discepolo:

« A lui che, prima che collega, mi fu maestro, e non solo in matematica ma eziandio nel nobile culto del dovere, l'estremo saluto, reverente e commosso, del suo discepolo! »

(Corrado Segre [2])

Contribuiti scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Bruno fu autore di 21 lavori scientifici, dei quali due di Analisi, su equazioni differenziali lineari e frazioni continue, e i rimanenti di Geometria. Questi ultimi riguardano le coniche, le quadriche e altre superfici; in particolare, Bruno ha corretto un'inesattezza di Poncelet relativamente ai quadrilateri circoscritti ad una quadrica e ha dato una nuova costruzione[2] delle coniche[4].

Secondo Corrado Segre «gli scritti del Prof. BRUNO, tutti, o quasi, portano un utile contributo alla scienza».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accademia delle Scienze di Torino: soci.
  2. ^ a b c d Corrado Segre, Giuseppe Bruno. [Cenni biografici], in Annuario R. Univ. Torino, (1893-94), p. 155–166, ristampato in: Corrado Segre, Opere, a cura della Unione Matematica Italiana, Volume IV, Edizione Cremonese, Roma, 1963, p. 428–437, consultabile online in I grandi matematici online - Giuseppe Bruno, bdim.eu.
  3. ^ (EN) John J. O'Connor e Edmund F. Robertson, Corrado Segre, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
  4. ^ «Sulle coniche che passano per tre punti dati e toccano due rette date», Atti Acc. Torino, 13 novembre 1881, XVII, pp. 29-34.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. F. Tricomi, Matematici italiani del primo secolo dello stato unitario, Memorie dell'Accademia delle Scienze di Torino. Classe di Scienze fisiche matematiche e naturali, serie IV tomo I, p. 25, 1962.
  • C.S. Roero (a cura di), Giuseppe Bruno, in La Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali di Torino 1848-1998 – Tomo secondo: I docenti, Deputazione Subalpina di Storia patria, Torino Palazzo Carignano, pp. 484-486, 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN59866514 · SBN: IT\ICCU\TO0V\447429 · ISNI: (EN0000 0000 6159 7884 · GND: (DE117638269