Giuseppe Antonio Bianchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Uno scorcio del Palazzo Estense dai giardini.

Giuseppe Antonio Bianchi (XVIII secoloXVIII secolo) è stato un architetto italiano ricordato principalmente per il progetto di Palazzo Estense a Varese.

Biografia e opere[modifica | modifica wikitesto]

Non si conoscono le date di nascita e di morte. È stato architetto presso la Corte Reale Asburgica lavorando a Palazzo Reale di Milano tra il 1755 e il 1762. Sotto il governatore Conte Giovanni Luca Pallavicini lavorò in particolare alla risistemazione interna del Palazzo Reale[1].

Nel 1762 progettò a Limbiate, in Brianza, la grande Villa Molinari Rasini Medolago purtroppo oramai ridotta a stato di rudere[2][3]

Nel 1765 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria decise di trasformare la città di Varese in feudo e la concesse a Francesco III d'Este che si stabilì presso Villa Orrigoni, in pieno centro.

Francesco III affidò la completa trasformazione di Villa Orrigoni nell'odierno Palazzo Estense a Giuseppe Antonio Bianchi. Il progetto si ispirò alle dimore italiane ed europee del tempo. Per portarlo a termine vennero distrutti alcuni fabbricati nell'area circostante e furono costruite due grandi ali a U. Oltre al nuovo palazzo il Bianchi progettò il parco, modellato a somiglianza di quello del Palazzo di Schönbrunn, a Vienna. I lavori durarono dal 1766 al 1771[4].

Villa Craven di Seyssel d’Aix (Varese): sala cinese

A Varese il Bianchi fu architetto anche di Villa Craven di Seyssel d'Aix costruita nel 1770 a poche centinaia di metri da Palazzo Estense.[5]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. C. BASCAPÈ, Palazzi storici a Varese, Gramante Editrice, Milano 1963, pp. 66–67
  • G. A. Adamollo-L. Grossi, Cronaca di Varese. Mem. cronologiche, a cura di A. Mantegazza, Varese 1931, ff.133, 135
  • V. Marliani,Le memorie della città di Varese..., a cura di L. Giampaolo, Varese 1955, p. 40
  • P. Mezzanotte, Storia del collegio degli Ingegneri di Milano, Milano s.d. (ma 1960), p. 55

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]