Giulio Vergari

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Giulio Vergari, o Giulio da Amandola (1480 circa – 1540 circa), è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non sono reperibili i dati anagrafici dell'artista, ma che fosse già emancipato e autonomo nel 1502 avendo ricevuto un pagamento di 20 soldi da parte dei sindaci di Amandola per la realizzazione del Carinal Legato, fa considerare la sua nascita verso il 1480.

L'artista fu tra i primi alunni di Lorenzo Lotto. Dalle precise disposizioni testamentarie risulta che tre suoi alunni furono incaricati di disporre e conservare prove, abbozzi e disegni dopo la sua morte: Francesco Bonetti di Bergamo, Pietro di Giovanni veneziano e il Vergani marchigiano, toccando quindi le tre città dove aveva lavorato[1].

L'archivio cittadino di Amandola testimonia la sua carica di Priore per alcuni bienni e quello di Difensore della giustizia dal 1540 al 1545. La stessa amministrazione lo incaricò dell'esecuzione di diverse opere, questo porta a considerare che l'artista si allontanerà poco dalla cittadina marchigiana. Nel 1524 sposò Paola Viziati che gli diede due figli, Vitruccio e Castoria. Rimasto vedovo sposò in secondo nozze Andreina Cucchiaroni che gli diede una figlia, Trifonia. Proseguirà il lavoro della bottega il figlio Vitruccio, che aveva collaborato al lavoro del padre, ad Ascoli Piceno dove fu incaricato della realizzazione di alcuni tabernacoli. La sua morte avvenne tra il marzo del 1549 e l'agosto del 1550.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

di certa attribuzione[2]:

  • Madonna del Rosario commissionatagli dalla confraternita del Rosario della chiesa di san Michele a Bolognola firmato JULIUS DE AMLA-MDXIX,
  • Madonna del soccorso Chiesa di San Battista di Montemonaco datata 1521, dove oltre alla firma viene anche indicata la famiglia Garulli committente della tela,
  • Madonna col Bambino tra i santi Pietro, Paolo e l'annunziazione esposto a Stoccolma alla Galleria statale[3],

Opere che non sono di sicura attribuzione:

  • Madonna del soccorso simile a quella di Montemonaco
  • affresco per la chiesa dei Santi Tommaso e Barnaba di San Ginesio con la raffigurazione di san Antonio da Padova e san Vito,
  • Madonna in trono col Bambino per la chiesa di santa Maria delle Scalette di Montefalcone.
  • Madonna col Bambino per la chiesa dei santi Filippo e Giacomo conservata nella pinacoteca di Ripatransone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Capriotti e Francesca Coltrinari, Il Capitale culturale Studies on the Value of Cultural Heritage Vol. 10, 2014, eum edizioni università di macerata. URL consultato il 24 agosto 2018.
    «Con il testamento del 25 marzo 1531 Lorenzo Lotto stabiliva la ripartizione dei modelli in gesso e in cera e dei propri disegni tra tre suoi antichi allievi: il bergamasco Francesco Bonetti, il veneziano Pietro di Giovanni – in quel momento attivo a Ragusa, l’odierna Dubrovnik – e il marchigiano maestro Giulio da Amandola, identificabile con Giulio Vergari.».
  2. ^ Amandola, Giulio Vergari, Living Marche fermo. URL consultato il 24 agosto 2018.
  3. ^ La fondazione chiama l'artista come Giulio Vergani Vergani Da Amandola, Fondazione Zeri. URL consultato il 24 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Giulio Vegari, G. & G. Gagliardi, 2002.
  • Giulio Cantamessa, Artisti ignori nelle Marche, Archivio stori dell'arte, 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]