Giulio Terzi di Sant'Agata

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Giulio Terzi di Sant'Agata
Giulio Terzi.jpg

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 17 novembre 2011 –
26 marzo 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Franco Frattini
Successore Mario Monti (ad interim)

Ambasciatore italiano negli Stati Uniti d'America
Durata mandato 1º ottobre 2009 –
16 novembre 2011
Predecessore Giovanni Castellaneta
Successore Claudio Bisogniero

Rappresentante permanente per l'Italia all'ONU
Durata mandato 25 agosto 2008 –
30 settembre 2009
Predecessore Marcello Spatafora
Successore Cesare Maria Ragaglini

Dati generali
Suffisso onorifico Marchese, Barone e Cavaliere del Sacro Romano Impero
Signore di Sant'Agata
Partito politico Indipendente (fino al 2013)
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale (dal 2013)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Diplomatico

Giuliomaria Terzi di Sant'Agata (Bergamo, 9 giugno 1946) è un diplomatico e politico italiano, ex ministro degli affari esteri del governo Monti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzi, discendente di una nobile famiglia bergamasca, è marchese, barone, cavaliere del Sacro Romano Impero (titoli comuni a tutti i maschi della famiglia), signore di Sant'Agata (titolo feudale riservato al primogenito)[1] e nobile di Bergamo[2]. Si è laureato in Giurisprudenza a Milano, dove si è specializzato in diritto internazionale.

Carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni al Ministero degli affari esteri è stato responsabile al Cerimoniale della Repubblica e per le visite ufficiali delle delegazioni del governo italiano all'estero. Nel 1975 gli è stato affidato l'incarico di primo segretario per gli affari politici all'Ambasciata italiana a Parigi. Dopo l'incarico nel 1978 a fianco del segretario generale della Farnesina, ha ricoperto il ruolo di consigliere economico e commerciale in Canada divenendo poi console generale a Vancouver durante l'Expo ‘86. Nel 1987 è tornato a Roma per prestare servizio, prima presso la direzione generale degli affari economici, dove si è occupato soprattutto di nuove tecnologie e in seguito alla direzione generale del personale. Il suo successivo incarico all'estero è stato a Bruxelles, dove ha ricoperto la carica di consigliere politico presso la Rappresentanza d'Italia alla NATO.

Dal 1993 al 1998 è a New York presso la Rappresentanza d'Italia alle Nazioni Unite, dapprima come primo consigliere per gli affari politici e successivamente come ministro e vice rappresentante permanente, sotto la guida dell'Ambasciatore Francesco Paolo Fulci.

Ha anche prestato servizio presso il Ministro degli affari esteri a Roma come vicesegretario generale, direttore generale per la cooperazione politica multilaterale e diritti umani e direttore politico, occupandosi principalmente di sicurezza internazionale e di questioni politiche, con particolare riferimento all'attività del Consiglio di sicurezza, dell'Assemblea generale e del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, oltre che a quella di organi quali il Consiglio Europeo, la NATO, il G8 e l'OSCE.

È stato ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004 e poi, dal 20 agosto 2008 al 30 settembre 2009, rappresentante permanente d'Italia alle Nazioni Unite a New York, dove ha guidato la delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza durante l'ultimo periodo del biennio italiano come membro non permanente (2007-2008).

Dall'8 ottobre 2009 al 16 novembre 2011 è stato ambasciatore negli Stati Uniti.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro degli affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Giuramento come ministro degli affari esteri del governo Monti (17 novembre 2011).

Il 16 novembre 2011 è nominato ministro degli affari esteri del governo Monti. Prestando giuramento soltanto il giorno successivo, perché si trovava a Washington nell'esercizio del suo mandato di Ambasciatore negli Stati Uniti.[3][4]. Nel corso del suo mandato, ha svolto 1.483 incontri ed eventi, che hanno riguardato 91 Paesi diversi, con 75 visite ufficiali all'estero e 138 incontri con altri ministri degli esteri, dei quali 63 in Italia e 75 all'estero[5].

Durante il suo mandato ha sostenuto il "Gruppo Westervelle" di 11 ministri degli esteri dedicato al tema "più Europa"[6]. Ha promosso la moratoria per la pena di morte e la campagna per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili[7]. Ha promosso con Albania e Grecia la firma dell'intesa fra i tre Ministri degli esteri per la realizzazione del gasdotto "Transadriatico".[8] Recandosi a Mogadiscio[9], ha riattivato i rapporti a livello politico con le nuove istituzioni della Somalia, al fine di garantire appoggio per la stabilizzazione della regione del Corno d'Africa.[10]

La crisi diplomatica con l'India[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Caso dell'Enrica Lexie e dei due marò.

Durante la gestione della crisi e approfittando di un permesso elettorale ottenuto dai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il ministro Terzi l'11 marzo 2013 annuncia - a nome e d'intesa con il governo[11] - che i due fucilieri non faranno ritorno in India alla scadenza del permesso. La reazione indiana fa salire la tensione finché il 21 marzo successivo, con un comunicato stampa, Palazzo Chigi[12] annuncia la decisione di rinviare in India i due fucilieri. Il cambio improvviso di strategia del governo viene criticato[13], anche se il ministro inizialmente - nell'attesa di chiarimenti con il Presidente del Consiglio - respinge l'idea di dimissioni.[14]

Successivamente, il 26 marzo 2013, Terzi annuncia alla Camera, in diretta televisiva,[15] le sue dimissioni da ministro degli esteri a causa del suo dissenso con la posizione del governo.[16] L'interim del dicastero è stato assunto dal Presidente del Consiglio Mario Monti il giorno successivo.

Le dimissioni di Terzi sono state criticate da Monti il quale alla Camera dei Deputati ha sostenuto che Terzi non avrebbe mai - prima di quel giorno - espresso il proprio dissenso riguardo alla strategia adottata in via collegiale dal Consiglio dei Ministri e tanto meno avrebbe mai espresso la sua intenzione di dimettersi. Secondo Monti, l'obiettivo perseguito da Terzi non sarebbe stato quello di modificare la decisione governativa, ma quello più esterno di conseguire "altri risultati che magari nei prossimi tempi diventeranno più evidenti".[17] Terzi ha contestato questa versione dei fatti, affermando alla stampa di essere stato costretto alle dimissioni in quanto la sua strategia diplomatica risultava a quel punto disallineata da quella del Presidente del Consiglio.[18][19][20][21]

Il 29 marzo 2013, in un'intervista ad un programma giornalistico televisivo[22][23] a proposito di questa vicenda, affermò di aver ricevuto pressioni per autorizzare il rientro dei due marò in India, pressioni che rifiutò e che portarono alle sue dimissioni.

Politica e successivi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le politiche del 2013, pur non candidandosi, aderisce a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e dal 9 marzo 2014 fa parte dell'ufficio di presidenza del partito[24] e nel 2017 da notizia di essersi iscritto al Partito Radicale (Italia)[25]. Nel 2015 accetta l'incarico di membro della commissione d'inchiesta e verifica del Gruppo militare internazionale di alto livello sugli scontri dell'estate 2014 tra Israele e Hamas. Il gruppo - che ha potuto contare su un livello di accesso che non è mai stato concesso a nessun'altra commissione internazionale precedentemente[26] - è composto da 11 capi di Stato maggiore, generali, alti ufficiali e leader istituzionali di Germania, Regno Unito, Olanda, Spagna, Italia, Australia, Stati Uniti e Colombia. Per l'Italia, oltre all'Ambasciatore Terzi, Vincenzo Camporini, Generale ed ex-Capo di Stato Maggiore della Difesa. Dal 2016 è rappresentante in Italia dell'UANI - United Against Nuclear Iran[27], Presidente del “Global Committee for the Rule of Law”, organismo transnazionale che si occupa di progetti sul tema dell'affermazione dello Stato di diritto [28], Presidente del Dipartimento Relazioni Internazionali della Fondazione "Luigi Einaudi"[29] e Presidente della Camera di Commercio Italia-Kosovo [30]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma
— 22 novembre 2010[31]
Cavaliere di gran croce del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio
Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia)
Stella della diplomazia lituana - nastrino per uniforme ordinaria Stella della diplomazia lituana
— 21 febbraio 2013[32]
Cavaliere dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Libro d'oro della nobiltà italiana, Collegio araldico romano, Roma, ultima edizione, ad vocem.
  2. ^ Cfr. in Titoli nobiliari e stemmi dei marchesi Terzi di Bergamo, Milano, 1931.
  3. ^ Giura Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri, Blitz quotidiano, 17 novembre 2011. URL consultato il 17 novembre 2011.
  4. ^ Quirinale, Giuramento del ministro degli affari esteri, Terzi di Sant'Agata, quirinale.it. URL consultato il 17 novembre 2011.
  5. ^ Schema delle attività di Giulio Terzi alla guida della Farnesina
  6. ^ intervista a Giulio terzi su Link Sicilia
  7. ^ Notizia AISE "L'ONU ADOTTA LA RISOLUZIONE SULLA MESSA AL BANDO DELLE MGF E SULLA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE/ TERZI: GIORNATA STORICA"
  8. ^ Articolo su www.distribuzione carburanti.it "Gasdotto Transadriatico, accordo Italia-Albania-Grecia"
  9. ^ Repubblica,Somalia: blitz di Terzi a Mogadiscio, "Italia vi sostiene"
  10. ^ www.esteri.it "Somalia: Terzi, Italia impegnata a sostegno sicurezza e stabilità del paese."
  11. ^ Dichiarazione stampa a conferma della collegialità della decisione del governo
  12. ^ Comunicato Stampa del Presidente del Consiglio Monti
  13. ^ I due marò tornano in India Ecco il retroscena sulla vergogna
  14. ^ Terzi chiarisce anche di non avere alcuna intenzione di dimettersi
  15. ^ <Video breve dalla diretta streaming delle dimissioni da Ministro degli Esteri>
  16. ^ Repubblica.it "Terzi si dimette: "Non volevo rientro marò in India". Napolitano convoca Monti: "Atto irrituale""
  17. ^ Camera di deputati della Repubblica Italiana - XVII Legislatura - Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 5 di mercoledì 27 marzo 2013.
  18. ^ Anticipazione dello speciale di Panorama sulla vicenda Terzi/Marò
  19. ^ Lastampa.it "Marò, il ministro Terzi si dimette “Contrario al loro ritorno in India” Gelo di Monti, il Colle: gesto irrituale"
  20. ^ Il Mattino, "il ministro Terzi si dimette «Contrario a rimandarli in India»"
  21. ^ Il Secolo XIX "Terzi, sedici mesi “sull'ottovolante”"
  22. ^ Puntata del 29 marzo - Video Mediaset
  23. ^ Quarto Grado puntata 29 marzo 2013
  24. ^ Ufficio Presidenza - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
  25. ^ Post su Facebook con notizia dell'adesione
  26. ^ Nota stampa sul gruppo internazionale di inchiesta sulla guerra Israelo Palestinese del giugno 2014
  27. ^ Link alla scheda Terzi sul sito UANI
  28. ^ Link a articolo di stampa che conferma la nomina a Presidente del GCRL
  29. ^ articolo di giornale sull'insediamento al Dip. Rel Int. della FLE di Giulio Terzi, in occasione del convegno “Politica internazionale e investimenti esteri del nuovo quadro dei rapporti tra Unione Europea e USA”
  30. ^ articolo di giornale sulla firma del protocollo d'intesa commerciale Italia-Kosovo, presso l'Ambasciata del Kosovo in Italia
  31. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  32. ^ www.esteri.it Terzi insignito della Medaglia d'Onore "Stella della Diplomazia Lituana".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Franco Frattini 17 novembre 2011 - 26 marzo 2013 Mario Monti, ad interim
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Giovanni Castellaneta 1º ottobre 2009 - 16 novembre 2011 Claudio Bisogniero
Predecessore Rappresentante permanente per l'Italia presso l'ONU Nazioni Unite Successore Emblem of Italy.svg
Marcello Spatafora 25 agosto 2008 - 30 settembre 2009 Cesare Maria Ragaglini
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