Giulio Enrico di Sassonia-Lauenburg

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Giulio Enrico
JuliusHendrikSaksenLauenburg.jpg
Duca di Sassonia-Lauenburg
In carica 1656 – 1665
Predecessore Augusto
Successore Francesco Ermanno
Nascita Wolfenbüttel, 9 aprile 1586
Morte Praga, 20 novembre 1665
Padre Francesco II, duca di Sassonia-Lauenburg
Madre Maria di Brunswick-Lüneburg
Coniugi Anna della Frisia orientale
Elisabetta Sofia di Brandeburgo
Anna Maddalena di Lobkowicz

Giulio Enrico di Sassonia-Lauenburg (Wolfenbüttel, 9 aprile 1586Praga, 20 novembre 1665) è stato duca di Sassonia-Lauenburg dal 1656 al 1665.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio del duca Francesco II di Sassonia-Lauenburg e della sua seconda moglie, Maria di Brunswick-Wolfenbüttel (Schladen, 13 gennaio 1566 - 13 agosto 1626, Lauenburg sull'Elba), figlia del duca Giulio di Brunswick-Lüneburg.

Il 18 gennaio 1656, alla morte del fratello maggiore, non avendo questi avuto eredi, ascese al trono di Sassonia-Lauenburg. Morì nel 1665.

Matrimonio e figli[modifica | modifica wikitesto]

Si sposò tre volte: in prime nozze sposò il 7 marzo 1617 a Grabow la contessa Anna della Frisia orientale, ma questo matrimonio fu senza eredi.

Il 27 febbraio 1628 sposò a Theusing Elisabetta Sofia di Brandeburgo (Berlino, 13 luglio 1589 – 24 dicembre 1629, Francoforte sull'Oder), figlia di Giovanni Giorgio di Brandeburgo, già vedova del principe Janusz Radziwiłł. Da questo matrimonio nacque un figlio:

Il suo terzo matrimonio venne celebrato a Vienna il 18 agosto 1632 con Anna Maddalena di Lobkowicz (20 luglio 1606 – 7 settembre 1668), figlia del barone Guglielmo il Giovane Popel von Lobkowitz (Popel z Lobkowicz). La coppia ebbe sei figli, di cui però solo due sopravvissero:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Otto von Heinemann: Erich V., Herzog von Sachsen-Lauenburg. In: Allgemeine Deutsche Biographie (ADB). Band 6. Duncker & Humblot, Leipzig 1877, S. 211 f.
  • Joachim Leuschner: Erich V., Herzog von Sachsen-Lauenburg. In: Neue Deutsche Biographie (NDB). Band 4. Duncker & Humblot, Berlin 1959, S. 588 f.

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