Giulio De Luca

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Nuova arena Flegrea, riprogettata nel 1990.

Giulio De Luca (Napoli, 3 aprile 1912Napoli, 3 maggio 2004) è stato un architetto e urbanista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Decina, Napoli, 1956-60 (con Michele Capobianco). Foto di Paolo Monti.
Rione La Loggetta, Napoli. Foto di Paolo Monti.
Rione INA-Casa Capodimonte-Lieti, anni cinquanta/sessanta
Chiesa di Santi Luigi e Alfonso, Mugnano di Napoli (con Gaetano Borrelli Rojo).

Nacque da Luigi De Luca, noto scultore napoletano e allievo dello scultore Stanislao Lista. Dimostrò di possedere una propensione per le arti e per architettura in particolare. Dopo la maturità classica s'iscrisse alla Real Scuola Superiore di Architettura di Napoli e qui entra in contatto con il nascente idealismo fascista partecipando inizialmente ai GUF, ma prese successivamente le distanze dal Fascismo.

Negli anni accademici diviene il pupillo di Marcello Canino, dal quale s'instaurerà tra i due ammirazione e amicizia, sempre in questi anni De Luca partecipa alle manifestazioni GUF del quale realizzerà alcune sculture in creta. Si laurea in architettura nel 1933 e da questo momento intraprende una prolifica carriera da architetto che esplode nella ricostruzione post-bellica. In questi anni si occupa dei padiglioni della Mostra d'Oltremare insieme a figure di spicco del razionalismo italiano come Carlo Cocchia, Luigi Piccinato, Stefania Filo Speziale ed altri.

Contemporaneamente alla carriera professionale si affianca quella di collaboratore e professore, agli inizi era il collaboratore di Adriano Galli alla cattedra di Meccanica Razionale e Statica Grafica e successivamente collaboratore in Composizione Architettonica dove la cattedra appartenne ad Alberto Calza Bini, nel 1937 vinse il concorso nazionale alla cattedra di Composizione come collaboratore. De Luca esegue in quel periodo anche disegni di stampo ingegneristico come ponti o tecnologie da sviluppare nella realizzazione di edifici, così brevettò anche un nuovo metodo per realizzare le fondazioni. Con il progressivo distacco dal fascismo, De Luca è arrestato e deportato in Germania nel 1943.

Nel dopoguerra partecipa ai concorsi universitari per l'assegnazione di cattedre universitarie come Elementi di Composizione Architettonica e Architettura e Composizione Architettonica, il suo contributo a poter riformare la facoltà di architettura di Napoli fu notevole e i suoi seminari svolti negli anni sessanta coinvolsero numerosi docenti e allievi. Diresse l’Istituto di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti. In questo periodo dopo la guerra si occupa insieme a molti altri architetti della ricostruzione di Napoli insieme a Cocchia, Piccinato, Francesco Di Salvo, Luigi Cosenza, Francesco Della Sala, Stefania Filo Speziale. Anni molto prolifici sono quelli che vanno dalla ricostruzione agli anni novanta.

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Le case popolari: 1945-1970[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di De Luca esplode nel secondo dopoguerra quando l'architetto partenopeo aderì all'Associazione per l'architettura organica (APAO) di Bruno Zevi. I primi progetti di questa intensiva attività furono gli interventi di edilizia popolare; la partecipazione a concorsi di progetto per l'edilizia è notevole, all'incirca fino agli anni settanta.

Alcuni dei quartieri popolari realizza da De Luca in collaborazione:

Il Piano regolatore generale del 1972[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole valore urbanistico è il piano regolatore del 1972 redatto da De Luca, Franco Iossa, Corrado Beguinot ed altri. Il piano regolatore generale mirava sullo studio delle nuove infrastrutture che si stavano realizzando in quel momento in città: le 167 di Scampia e Ponticelli, la Tangenziale di Napoli, il centro direzionale e la ricostruzione di via Marittima. Ma il punto più importante è il centro storico che metteva in risalto la riqualificazione dei quartieri storici della città, proteggendo anche i quartieri centrali di più recente edificazione.

Il progetto (mai realizzato) del Centro direzionale: 1975-1980[modifica | modifica wikitesto]

Quando il comune decise di costruire una nuova zona dedicata ad uffici compresa fra il carcere e la stazione di Napoli Piazza Garibaldi, il primitivo impianto del progetto (che verrà modificato più volte anche pesantemente fino all'approvazione nel 1979) fu affidato a De Luca. Esso prevedeva un impianto base come quello attuale, sotto il quale furono individuate le strade di collegamento, mentre a livello rialzato furono poste le zone pedonali; la struttura urbanistica era composta da 3/4 di edifici a piastra mentre il quarto restante da edifici alti cento metri.

L'aspetto caratterizzante del progetto era l'individuazione di un asse verde teso a far recuperare ai passanti una dimensione "umana". De Luca progettò nel nuovo Centro direzionale le torri ENEL con la collaborazione dei più importanti professionisti presenti a Napoli quali Michele Capobianco, Francesco e Renato Avolio De Martino e Massimo Pica Ciamarra.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bertoli 2013, p. 146

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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