Giulio Costanzi

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Giulio Costanzi
25 aprile 1875 – 28 agosto 1965
Nato a Contigliano
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regio Esercito
Regia Aeronautica
Corpo Corpo aeronautico militare
Anni di servizio 1900 - 1928
Grado generale
Guerre Prima guerra mondiale
Comandante di 4ª Squadriglia per l'artiglieria poi 44ª Squadriglia
VII Gruppo (poi 7º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre)
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Giulio Costanzi

Giulio Costanzi (Contigliano, 25 aprile 1875Roma, 28 agosto 1965) è stato un ingegnere civile italiano, ufficiale del Genio aeronautico e pioniere dell'astronautica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ingegnere civile, Costanzi fu dapprima ufficiale di artiglieria dell'Esercito e poi, Conseguita la laurea in ingegneria civile a Roma, in seguito frequentò i corsi della Scuola di applicazione di Torino e nel novembre del 1900 diventa tenente di artiglieria e genio del Regio Esercito. Assegnato presso l'Istituto Geografico Militare consegue il diploma di specializzazione in geodesia e quello di perfezionamento in geografia all'Istituto di studi superiori di Firenze. Agli inizi del 1900 partecipa a molte campagne di rilevamento geodetico e astronomico.

In quel periodo egli segue le prime esperienze di volo e nel 1910 si dedica agli studi aeronautici. Dal 1911 diventa ufficiale nel Battaglione specialisti del Genio aeronautico del Servizio Aeronautico, dotato di palloni aerostatici, dirigibili e laboratori ideati da Gaetano Arturo Crocco, comprendenti addirittura una galleria del vento. Il suo incarico era di direttore del laboratorio di aerodinamica presso lo stabilimento di costruzioni aeronautiche di Roma, ove rimase fino alla primavera 1915.

Nel corso della prima guerra mondiale il Capitano osservatore Costanzi fu dal 5 ottobre 1915 a capo della 4ª Squadriglia per l'artiglieria di ricognitori che dal 15 aprile 1916 diventa 44ª Squadriglia. Dal 30 aprile il Maggiore Costanzi diventa comandante del VII Gruppo (poi 7º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre) fino all'autunno 1917. In seguito assegnato al Comando supremo militare italiano, fu promosso tenente colonnello e inviato a Versailles presso il Consiglio supremo di guerra alleato, in rappresentanza del Comando generale dell'aeronautica. Nel 1918 rientrò in Italia e fu nominato capo della Direzione sperimentale dell'aviazione nel 1923. Nel 1923, divenne colonnello del genio aeronautico e vicedirettore del nuovo corpo, diretto dal Generale Alessandro Guidoni. Nel 1928 si dimise, con il grado di generale, dalla Regia Aeronautica, divenendo membro del Consiglio di Stato. Infine, dal 1938 al 1945 fu presidente del Registro aeronautico italiano, l'allora equivalente della Federal Aviation Administration statunitense.

Il primo contributo italiano alla ricerca spaziale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1914 Costanzi pubblica sul periodico AER un articolo sulla navigazione spaziale e propone la propulsione nucleare per i razzi. L'articolo è considerato come il primo contributo italiano allo studio del volo spaziale. In esso Costanzi anticipa, in modo straordinario, alcune caratteristiche e problematiche delle missioni spaziali e arriva addirittura a proporre l'uso di energia nucleare per spingere le astronavi. È tempo, si chiede, di considerare di abbandonare la Terra per fondare nuove colonie nello spazio, dopo aver raggiunto l'obiettivo di volare nell'aria? E, ancora, che tipo di macchine si dimostreranno in grado di lasciare l'atmosfera per spingersi nello spazio, dove non c'è aria a sostenerle?

Passa quindi ad esaminare il movimento nello spazio basato sul principio di azione e reazione, a formulare un'ipotesi di viaggio Terra-Luna e ad ipotizzare che l'energia necessaria per sfuggire alla forza di gravità è così grande da necessitare di una fonte adeguata, che identifica nel radio.

Nel testo Costanzi si spinge anche a considerare rischi e sensazioni che un eventuale viaggiatore spaziale si troverebbe ad affrontare: cita così il calore, le radiazioni, la forte accelerazione e la successiva assenza di peso che darebbe all'astronauta l'impressione di cadere insieme al suo veicolo.

Costanzi conclude l'articolo affermando che «le difficoltà che ci impediscono di realizzare quest'ultimo sogno non sono al di là della ragione umana, ma dipendono solo dalla possibilità di realizzare in pratica i mezzi necessari».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Costanzi, To Escape from the Planet, AER 5, 1914
  • Smithsonian Annals of Flight n. 10
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999
Controllo di autorità VIAF: (EN233183923 · SBN: IT\ICCU\SBLV\317981