Giulio Benso della Verdura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giulio (Benso) della Verdura
Bensogiulio.gif

Senatore del Regno d'Italia
Legislature dalla VIII (nomina 6 maggio 1863)
Gruppo
parlamentare
Destra Storica

Sindaco di Palermo
Durata mandato 1885 –
1886

Durata mandato 1887 –
1890

Dati generali
Partito politico Destra Storica
Titolo di studio Laurea in ingegneria
Professione Ingegnere

Giulio Benso della Verdura di San Martino, di Ramondetta e Notarbartolo dei Duchi di Montalbo (Palermo, 15 luglio 1816Palermo, 21 giugno 1904), è stato un ingegnere e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Duca della Verdura. Partecipò alla rivoluzione siciliana del 1848. Fu uno dei sostenitori dell'annessione della Sicilia al Regno d'Italia e durante la dittatura di Garibaldi fu l'ultimo pretore urbano della città di Palermo (prima che il ruolo fosse sostituito da quello di sindaco) dal 27 maggio 1860 all'11 luglio 1861. Dal 12 aprile 1861 fu sciolto il consiglio comunale e il Duca della Verdura fu nominato Delegato straordinario del Governo.

Nel novembre 1862 fu nominato senatore del Regno. Fu ancora sindaco della sua città dal novembre 1885 al luglio 1886 e dal novembre 1887 all'aprile 1890 [1].

Fu direttore del Banco di Sicilia dal 1891 al 1894[2] e consigliere di amministrazione della Navigazione Generale Italiana[3].

Sempre a Palermo ricoprì altre cariche, tra le quali quella di presidente del consiglio provinciale e dal 1899 al 1904, anno di morte, la carica di presidente della Società Siciliana per la Storia Patria.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Al Duca della Verdura è oggi dedicata un'importante arteria stradale del capoluogo siciliano, che congiunge l'esclusivo quartiere residenziale Libertà con il quartiere Montepellegrino.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito Senato
  2. ^ Copia archiviata, su pleinairbds.it. URL consultato il 10 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2015).
  3. ^ [1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàSBN IT\ICCU\SBLV\199957